DILEMMA PER SCONFIGGERE I NEOFASCISTI ALLE URNE
Inaugurato il "campo largo" a Napoli ieri, 8/7/26. L'alleanza di "centro - più o meno sinistra" dovrebbe salvare l'Italia dalla deriva fascista e anticostituzionale avviata con l'elezione della coalizione a guida Meloni, votata da circa un terzo di quegli italiani che si sono recati alle urne.
Presenti Fratoianni e Bonelli di AVS, Conte del M5S e Schlein del PD, l’unica a non parlare con la stampa. E non ha risposto nemmeno alla domanda fatta dalla moderatrice dell'evento: quanto può essere allargato questo campo?!
Fanrivista lo ha chiesto a Bonelli: "si parla delle ipotetiche alleanze con Renzi, ma è concepibile unirsi con Rifondazione?". Risposta: "Non ci sono preclusioni, penso che si possa parlare anche con Rifondazione".
Infatti, una settimana fa, Acerbo, di Rifondazione, ha rivendicato a mezzo stampa la paternità dell’idea di un fronte "antifascista e per la Costituzione", e anche della proposta del reddito di cittadinanza. Proposte fatte, rispettivamente, dopo la vittoria referendaria del No e negli anni ‘90.
Convergenze impossibili con Potere al Popolo, nato da una scissione di Rifondazione: una ventina di attivisti di PAP, armati di megafono e bandiere, hanno fatto irruzione all’evento, durante l’intervento del sindaco Manfredi e del governatore Fico. Ai vertici della politica campana contestano, tra le varie cose, la non applicazione dei regolamenti locali sul salario minimo. Manfredi è anche criticato per lo stravolgimento del modello di “acqua bene comune”, e per avere liberato Caltagirone dalla bonifica di Bagnoli.
Momenti di tensione e violenza, per lo più nella forma di parolacce e spintoni, si sono verificati durante l’irruzione di PAP, dopo che nel pomeriggio il Movimento 7 Novembre aveva protestato per l'interruzione di un programma di inserimento lavorativo. Un uomo ha tirato un ceffone al portavoce Granato, e un altro con una bandiera del M5S ha “stuzzicato” con l’asta gli oppositori e poi, nel parapiglia, ha spinto la polizia in borghese.
“Turarsi il naso e votare campo largo” è forse l’unica scelta tattica, non certo strategica, di quella parte di sinistra che deve fermare un governo in continuità storica e politica con il fascismo, e che ricorda incoerenze e divisioni “sinistre” che ne hanno permesso l’ascesa.
Editorialista Travagliato
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