22.2.26

DAANES RAREFATTA. ROJAVA RESISTE IN UN’INTEGRAZIONE DIFFICILE

DALLA CADUTA DI ASSAD ALL’ASSEDIO DEL ROJAVA (CHE SUCCEDE IN SIRIA PARTE 2)


Torniamo a parlare di Siria e dell’unica democrazia del Medio Oriente, “il Rojava”, parola che indica letteralmente l’ovest della regione curda e per estensione quella che era l’intera DAANES. Di questa, attualmente, restano e resistono soltanto due lembi di Rojava senza continuità territoriale in un complesso e controverso percorso di integrazione con il nuovo governo siriano. Precisamente, le aree che non sono cadute sotto il completo controllo del presidente ad interim al-Shara’ sono quelle di Kobane, Qamislo e al-Hasaka.

Per chi fosse interessatə ad approcciare o anche approfondire questi argomenti, consigliamo un altro articolo pubblicato nella sezione di “Geopolitica Popolare” di Fanrivista pubblicato a fine 2024. In quel periodo, in poche ore, con il supporto più o meno manifesto di diverse potenze statali, il dittatore Assad è stato rovesciato. Fino ad allora il nuovo presidente ad interim, quando era manifestamente un estremista jihadista, si faceva chiamare al-Jolani.

CHE SUCCEDE IN SIRIA (Parte 1).


Altri contenuti collegati pubblicati da Fanrivista, insieme alle fonti usate per questo articolo, li troverete nei link che accompagnano il testo. Leggetelo con calma e criticatelo senza pietà se lo ritenete necessario!



La mappa della Siria che cristallizza il controllo territoriale a fine Gennaio 2026: in verde le zone controllate dal governo di transizione, in giallo quello che resta della DAANES ai confini con la turchia, in viola la zona occupata da Israele e non lontano, più a est in fucsia, le zone controllate dai drusi.  In alto a sinistra il momento in cui una folla, a Taqqa, abbatte una statua che rappresenta una combattente delle YPJ.  Al centro in alto al-Jolani in tenuta da combattente, nel manifesto diffuso con la taglia sulla sua testa: lui indossa un turbante e si nota la scritta: “Stop this terrorist. Upt to 10 million reward”. A destra, invece, al-Jolani in qualità di presidente ad interim della Siria in giacca e cravatta.

La mappa della Siria che cristallizza il controllo territoriale a fine Gennaio 2026: in verde le zone controllate dal governo di transizione, in giallo quello che resta della DAANES, in viola la zona occupata da Israele e in fucsia le zone controllate dai drusi.

In alto a sinistra il momento in cui una folla, a Taqqa, abbatte una statua che rappresenta una combattente delle YPJ.

Al centro al-Jolani in tenuta da combattente, nel manifesto diffuso con la taglia sulla sua testa. A destra, invece, al-Jolani in qualità di presidente ad interim della Siria. Adesso non si fa chiamare più con il suo nome di battaglia. 



I NUOVI CLIENTI DEGLI USA E IL LAVORO SPORCO DI “CARCERIERE” DELL’ISIS

Nell’Asia Occidentale continua il genocidio palestinese più in sordina, con il colpevole e sostanziale silenzio della comunità internazionale.

Il popolo iraniano manifesta la sua insofferenza verso il regime degli ayatollah, mentre i sostenitori dello scià e delle democrature occidentali provano a cavalcare e fomentare le proteste, minandone la stessa legittimità.

E intanto, in Siria, il nuovo governo di Ahmad al-Shara è riuscito a unificare formalmente quasi tutto il paese dopo aver duramente represso diverse minoranze, e dopo le alleanze con quelli che erano stati i suoi nemici giurati, nonché carcerieri, gli USA. L’ex membro di al-Qaeda, all’epoca noto come al-Jolani, ha avviato un’operazione comunicativa brillante per ripulire la sua immagine pubblica. Si è tolto letteralmente i panni di guerrigliero e ha indossato giacca e cravatta, ha dichiarato di volere una Siria inclusiva, ha approvato qualche provvedimento di facciata per riconoscere diritti e festività ai gruppi minoritari, ed è stato clamorosamente accolto a braccia aperte nei maggiori consessi internazionali. Eppure, negli ultimi mesi, le milizie jihadiste che adesso indossano l’uniforme dell’esercito nazionale hanno perseguitato drusi, alawiti e curdi.

Attacchi culminati con l’assedio e la conquista di gran parte della DAANES (acronimo di Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord-Est), la regione de facto autonoma del nord-est della Siria nota ai più con la sineddoche “Rojava”, ovvero il “Kurdistan dell’Ovest”, difesa dalle “Forze Siriane Democratiche” (SDF è l’acronimo in inglese). Il “Rojava” è probabilmente l’unica democrazia del Medio Oriente, un esperimento amministrativo che, con tutte le sue fragilità, criticità e limitazioni, è considerato l’avanguardia e la degna continuazione dei tanti processi rivoluzionari socialisti falliti nella storia, solitamente perché degenerati in autoritarismo, dittatura e totalitarismo.

2.2.26

BREVE DEFINIZIONE DI FEDIVERSO

LA DIFFERENZA CON I SOCIAL MAINSTREAM

Per la rubrica pseudo-enciclopedica “Define” spieghiamo in breve cosa significa “Fediverso”, come funziona e quali sono le principali differenze con i social media “mainstream” (detti anche “social asociali”, “a-social” o “anti-social”).

Oltre a questo parliamo dei problemi legati alla frammentarietà e alla faziosità della comunicazione: sicuramente erano già presenti dai tempi dello “zapping” con la TV, ma il dominio dei social media con i loro algoritmi "coperti", la profilazione invasiva delle nostre personalità, e altre dinamiche come il profluvio di video brevi “verticali” da consumare voracemente, hanno esacerbato queste criticità e ne hanno introdotte di nuove, insieme a qualche dubbio beneficio. Purtroppo, nemmeno il Fediverso è completamente libero da insidie e tentativi di cooptazione, ma rappresenta comunque la principale alternativa percorribile e migliorabile allo strapotere degli oligarchi/oligopolisti delle “Big Tech”.


Sullo sfondo un cielo lo stellato e la scritta "Breve definizione di Fediverso. La differenza con i social mainstream". In risalto il simbolo del Fediverso: sei punti di diversi colori collegati da linee esterne che formano un pentagono e da diagonali interne che formano una stella.



⏰   PER CHI VA DI FRETTA  🕚

In estrema sintesi e semplificando al massimo, il Fediverso (crasi di "universo federato") è una rete federata fatta di tanti mini-social connessi tra loro. È costituita da un insieme di server che "parlano" gli stessi linguaggi informatici (di norma "open source" e "free", e cioè modificabili e gratuiti), con un funzionamento simile a quello che fa "parlare" tra di loro le caselle e-mail di diversi operatori. Mentre grandi compagnie gestiscono verticisticamente e in maniera centralizzata tutti i server che fanno funzionare i social media classici (come Facebook, Instagram o X), sul Fediverso ognuno può gestire un proprio server e aprire un "nodo", detto "istanza"

Ogni istanza può essere autogestita stabilendo le proprie regole (tipo di contenuti, moderazione, ecc.) e decidendo se e come interagire con altri nodi

Ogni nodo può usare un programma diverso. Per esempio Mastodon, il più noto, è un software di micro-blogging che assomiglia a X, PeerTube assomiglia a Youtube, Pixelfed a Instagram, e così via...

Questi software, parlando la stessa lingua, sono interoperabili. In parole povere, è come se da un account su X potessimo seguirne un altro su YouTube e interagire con esso. Inoltre, qualora volessimo cambiare un’istanza perché non ci dà più fiducia o non ci piace più, potremmo scaricarci i nostri dati, fare proverbialmente i bagagli e trasferirci su un’altra istanza.


Se andate ancora di fretta, in fondo a questa pagina trovate i nostri profili social (quelli veramente social, del Fediverso) e quelli a-social”. Seguiteci e connettiamoci!  ;)


Quando avrete un po’ più di tempo tornate su questa pagina: troverete molte informazioni anche sul funzionamento politico-commerciale degli a-social e sui cambiamenti iper-contemporanei della storia della comunicazione :)




CHI CONTROLLA QUELLO CHE DICIAMO ONLINE?!
CHI DECIDE COSA SI PUÒ DIRE O COSA VERRÀ EFFETTIVAMENTE ASCOLTATO, VISTO O LETTO?!
LA RISPOSTA È SEMPLICE: CHI CONTROLLA I SERVER...

L'immagine è un'illustrazione digitale in stile cartone animato. Sullo sfondo, che sfuma dal viola scuro in alto all'azzurro in basso, lo spazio e le stelle. La scena rappresenta una fuga allegorica: un gruppo di animali colorati viaggia su una stravagante navicella spaziale verso destra, allontanandosi da un pianeta grigio e inquinato, situato a sinistra.  Del pianeta sferico, malato di inquinamento, si notano grattacieli, blocchi di cemento, telecamere, satelliti, automobili, antenne, ciminiere e componenti meccaniche avvolti nello smog. Sul pianeta si notano chiaramente schermi e cartelli enormi con famosi loghi. Tra questi risaltano quelli delle aziende “GAFAM” e altre multinazionali.  Analizziamo la navicella spaziale che rappresenta il Fediverso, con colori vivaci e lampadine colorate mentre sfreccia via: la parte posteriore della nave è arancione, mentre il fianco è composto da pezzi di puzzle incastrati tra loro, a simboleggiare la collaborazione e l'unione di parti diverse nella realizzazione dei software. Dai motori posteriori esce una scia fluida, con un colore azzurro brillante che ricorda quello dell’acqua. L‘abitacolo è una cupola di vetro trasparente, illuminata dall'interno, dove si intravedono una serra con piante rigogliose, vari oggetti e, quasi nascosto, un quaderno con il disegno della faccina di un  gatto. La navicella è cavalcata da diverse mascotte sorridenti mentre salutano il pianeta che va in rovina. Davanti a tutti c’è un elefante viola (che rappresenta Mastodon). Sotto il suo grembo è delicatamente adagiato un piccolissimo uccellino giallo (forse rappresenta gli ex-utenti del defunto Twitter). Dietro l'elefante c’è una creatura simile a una volpe gialla con grandi orecchie (Pleroma), che sorride. Dietro a lei c’è un polipo arancione (PeerTube) con un cappello piramidale mentre saluta gioiosamente con il suo tentacolo. Sul fianco della navicella, aggrappato a essa, c’è un pinguino (simbolo dell'amministratore di Linux): sta usando una chiave inglese per stringere un bullone della nave in movimento e agganciare bene uno dei pezzi di puzzle. Sotto la nave, vicino al pinguino, c'è uno Gnu marrone dal pelo arruffato (GNU Social) che sorride appeso a testa in giù.
Gli animali sulla navicella spaziale simboleggiano software liberi che scappano dal pianeta dominato da "GAFAM" e altri colossi dell'economia anarco-capitalista globale.
Illustrazione di David Revoy da Wikimedia, rilasciato con licenza Creative Commons. 


Il Fediverso, unione delle parole “Universo” e “Federato, è una rete informatica federata che connette diversi tipi di software, come social di micro-blogging (quelli per pubblicare testi brevi tipo l’ex Twitter, ora noto come X, per capirci) o piattaforme per condividere e pubblicare video (come YouTube). Ogni nodo della rete è chiamato “istanza” e funziona tramite un server, uno di quei computer che fa apparire testi e contenuti sui nostri PC, smartphone, e dispositivi, ogni volta che visitiamo un sito. I “nodi” di questa “galassia social” sono connessi tra di loro e sono interoperabili perché “parlano la stessa lingua”: si tratta di un protocollo di comunicazione che si chiama “Activity Pub”, la “lingua” più parlata sul Fediverso (va specificato che esistono pure altre “lingue” meno diffuse come “Diaspora”).