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19.7.25

OCALAN CHIEDE AL PKK DI DEPORRE LE ARMI: IL PARTITO METTE DEI FUCILI AL ROGO

SI ASPETTANO PASSI CONCRETI DA ANKARA


+ TROVATE NUOVI AGGIORNAMENTI IN FONDO A QUESTO ARTICOLO DOPO IL PIÙ RECENTE ANNUNCIO DEL PKK DI FINE OTTOBRE 2025: LA GUERRIGLIA SI RITIRA UNILATERALMENTE DALLA TURCHIA E SI SPOSTA NEL KURDISTAN IRAQUENO +



Aggiornamento per il format di Fanrivista “Come Va a Finire?!: dopo il tortuoso processo di pace avviato lo scorso Novembre, dieci giorni fa Abdullah Ocalan è apparso in un video dall’isola-carcere di Imrali. Ha ribadito le considerazioni storiche e politiche sulla fine della lotta armata tra la guerriglia curda e il secondo esercito più grande della NATO, chiedendo al partito di deporre le armi.

Tre giorni dopo alcunə combattentə del PKK hanno tenuto una cerimonia e bruciato dei fucili. Il gesto simbolico esprime la disponibilità a un accordo che ponga fine a decenni di conflitto.

Intanto, poche ore fa, un drone ha ucciso almeno un membro del PKK nel nord dell’Iraq. Al momento della chiusura di questo articolo non si conosce ancora la paternità dell’attacco, che aumenta i dubbi sull’effettiva percorribilità del processo di riconciliazione.


Sullo sfondo un cielo nuvoloso e alcuni grigi palazzi, oltre ad alcune persone. Al centro risalta una bandiera con il volto di Ocalan e delle scritte in curdo. Si intravedono altre bandiere con Ocalan in uniforme e la stella rossa nel simbolo del KCK. Sopra l'immagine della manifestazione, il disegno di due mani che spezzano un fucile, un noto simbolo antimilitarista, con gli stessi tre colori delle bandiere (giallo, rosso e verde).



1.3.25

IL MESSAGGIO DI OCALAN E IL CESSATE IL FUOCO DICHIARATO DAL PKK

APO” NON HA RICHIESTO UNA RESA INCONDIZIONATA DEL PKK


Continuiamo a parlare di Abdullah Ocalan, storico leader del PKK, e delle trattative con la Turchia per la rubrica “Come va a finire?!”.

L’ultimo messaggio diffuso da “Rêber Apo” conferma la volontà di risolvere la questione curda senza ricorrere alle armi

La stampa che va per la maggiore, omettendo una nota finale dell'appello, lo ha fatto apparire come una sconfitta della resistenza curda e una chiamata alla resa incondizionata, distorcendone il senso. 

Resta da capire, come abbiamo già argomentato tra queste pagine, se anche il “Sultano” Erdogan è davvero pronto a negoziare oppure se sta semplicemente cercando di seminare discordia nella resistenza curda, se sta prendendo tempo “congelando” -o concludendo per davvero- il conflitto interno con il PKK, in preparazione di una guerra più aperta con l’Iran e in competizione con Israele per l’egemonia del Levante.


Per chi non avesse mai sentito parlare di Ocalan o abbia solo una vaga idea di chi sia, ma anche per chi volesse approfondire altri aspetti della sua vicenda e della questione curda, consigliamo anche tre letture riepilogative e di approfondimento:


  • in questo post abbiamo parlato dell’arresto illegale di Ocalan, focalizzandoci sul ruolo svolto dall’Italia nel suo rapimento e fornendo alcune nozioni basilari sulla questione curda;



Adesso vediamo cosa è successo in questi ultimi giorni...

Al centro Abdullah Ocalan in un primo piano: sorride mostrando i denti, appoggia la mano sulla sua guancia e ha capelli e baffi brizzolati. Sotto la bandiera del Pkk: una stella rossa racchiusa in un cerchio giallo dal contorno verde su sfondo rosso.


IL MESSAGGIO DISTORTO DAL MAINSTREAM E QUELLA FONDAMENTALE NOTA AGGIUNTIVA

15.2.25

L'ARRESTO ILLEGALE DI OCALAN, IL "MANDELA" E "GRAMSCI" CURDO

  • IL RUOLO DELL'ITALIA NEL SEQUESTRO DEL "GRAMSCI" CURDO
  • IL CAMBIO DI PARADIGMA POLITICO DURANTE LA PRIGIONIA DEL FUTURIBILE "MANDELA" CURDO


Abdullah Ocalan in un primo piano: sorride mostrando i denti, appoggia la mano sulla sua guancia e ha capelli e baffi brizzolati.
Abdullah Ocalan in una foto di Halil Uysal da Wikimedia rilasciata con licenza Creative Commons.


Ventisei anni fa Ocalan, il “Mandela curdo”, veniva sequestrato in Kenya alla fine di un tortuoso e insidioso percorso. Avrebbe dovuto raggiungere il Sudafrica, dove sarebbe stato protetto dal “vero” Mandela. In occasione di questo anniversario, e mentre si attende un nuovo messaggio di Ocalan, ripercorriamo le tappe che lo hanno portato all’arresto e riproponiamo alcuni approfondimenti già pubblicati tra queste pagine digitali, insieme a degli aggiornamenti. Iniziamo spiegando perché in questi giorni si sente spesso parlare del leader curdo.


UNA SOLUZIONE PACIFICA DELLA QUESTIONE CURDA O UNA PACIFICAZIONE TEMPORANEA?

Il 15 febbraio 1999 l’intelligence israeliana e quella turca sequestravano in Kenya Abdullah “Apo” Öcalan, tra i fondatori e storico leader del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (in acronimo PKK).

Ocalan è un simbolo della questione curda, problema pluridecennale che riguarda la minoranza più numerosa e perseguitata della Turchia, di cui costituisce circa il 20% della popolazione. Questione che si estende ai confini politici degli altri stati che comprendono la regione del Kurdistan. Lo stato mai nato, per il popolo più numeroso che non ne ha uno, si estende oltre che in Turchia, in Iraq, Siria e Iran (e, secondo alcune visioni, anche in Armenia).

25.1.25

CONFEDERALISMO DEMOCRATICO E MUNICIPALISMO LIBERTARIO

DEFINIZIONE E IMPOSTAZIONE TEORICA


Nei circoli di attivisti e militanti di sinistra si sente spesso parlare di “Rojava”, di Confederalismo Democratico e della Siria del Nord-Est. In questi ambienti è ampiamente risaputo che il Confederalismo Democratico deriva dalle idee di Abdullah Ocalan, a sua volte modellate su quelle del teorico Murray Bookchin, e si basa su tre pilastri: ecologia, femminismo e democrazia diretta. Poco si sa di come questo paradigma politico funziona in concreto e di come viene implementato nell’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord-Est (in acronimo DAANES, precedentemente chiamata AANES).


A sinistra Abdullah Ocalan in un primo piano: sorride mostrando i denti, appoggia la mano sulla sua guancia e ha capelli e baffi brizzolati. A destra Murray Bookchin seduto con un berretto. Ha capelli e baffi bianchi ed è in carne. Il suo sorriso è più serrato.
A sinistra Abdullah Ocalan in una foto di Halil Uysal da Wikimedia rilasciata con licenza Creative Commons. A destra Murray Bookchin.



Per questo, nel decimo anniversario della liberazione di Kobane, proponiamo due articoli.

In questo primo post, incluso tra le pagine della rubrica Define, forniamo una breve definizione di "Municipalismo Libertario" e "Confederalismo Democratico" concentrandoci sull’aspetto teorico di questi modelli.

Nel successivo cerchiamo di fare chiarezza sulla sua applicazione pratica, la DAANES, una struttura semi-statale con l’utopica ambizione di creare una democrazia senza stato, un auto-governo “dal basso verso l’alto”. Concluderemo questi due articoli su uno degli esperimenti più alti e concreti di “democrazia radicale” con alcune considerazione di “geopolitica popolare” sulla stretta attualità e sulla “rivoluzione del Rojava” o “rivoluzione confederale”.



DECENTRALIZZARE IL POTERE

Il Confederalismo Democratico, modello politico delineato da Ocalan durante la sua prigionia, deriva a sua volta dal Municipalismo Libertario del teorico libertario Murray Bookchin. Si chiama così perché il cuore di questo sistema socialista-libertario sono piccole comunità locali, municipi che si auto-governano tramite assemblee, connessi tra loro in confederazioni. La dimensione locale e de-centralizzata dei municipi ha lo scopo di favorire la partecipazione diretta di tutte e tutti. I cittadini prendono decisioni direttamente e non sono passivi come nelle democrazie rappresentative, dove il loro ruolo oramai è limitato a mettere una crocetta su una scheda elettorale periodicamente.

Per Bookchin si trattava di <<reclamare la sfera pubblica per esercitare la cittadinanza in maniera autentica, mentre si abbandona lo squallido ciclo del parlamentarismo e dell'inganno del suo meccanismo “partitico” come mezzo rappresentativo (…) di sviluppare una nuova etica basata su condivisione e cooperazione>> tramite la pratica del controllo popolare diretto della sfera pubblica, da esercitare faccia a faccia in assemblee. Un obiettivo evidentemente irrealizzabile con la struttura centralistica degli stati, storicamente <<fini a sé stessi>>, separati e al di sopra delle comunità, non un mezzo per servirle.

1.1.25

DEM INCONTRA OCALAN: PRONTO A NEGOZIARE CON LA TURCHIA...

MA ERDOGAN VUOLE TRATTARE DAVVERO?!

Aggiornamento sull'ex-leader del PKK e teorico del “Confederalismo Democratico”. In questo post:

  • Dopo la visita di suo nipote a Ottobre Ocalan ha ricevuto, a Dicembre, una delegazione del DEM
  • Il contenuto dell’ultimo messaggio di Ocalan in cui ribadisce di avere le capacità per giungere a una soluzione diplomatica della questione curda.
  • Alcune considerazioni di “geopolitica popolare” sugli scenari di breve termine dopo la caduta di Assad.


Sullo sfondo un cielo nuvoloso e alcuni grigi palazzi, oltre ad alcune persone. Al centro risalta una bandiera con il volto di Ocalan e delle scritte in curdo. Si intravedono altre bandiere con Ocalan in uniforme e la stella rossa nel simbolo del KCK.
Foto di archivio di una manifestazione per la liberazione di Ocalan a Napoli de "Lo Skietto"

25.3.23

DALLA CACCIA ALLO STERMINIO PIANIFICATO

CONSIDERAZIONI ANTISPECISTE SULLA PIANIFICAZIONE DELLA VIOLENZA E SUL RAPPORTO CON ALTRI ESSERI SENZIENTI


 

In basso la faccia di un cane, disegnata tre volte, che si copre prima la bocca, poi le orecchie e poi gli occhi. Sopra due scheletri umani con gli organi in vista. Sul primo scheletro la faccia di un lupo cattiva con un elmetto e degli esplosivi. Sull'altro scheletro la faccia di un maiale con un costoso cappello a cilindro e degli occhiali da sole, mentre ride beffardo.
Collage de "Lo Skietto" con immagini tratte da Pixabay


Dopo lo scarsissimo successo del post “Perché e come si diventa “Veg” e del sequel “Come e perché si diventa vegan” a bassissima richiesta torniamo a parlare del nostro rapporto con altri esseri senzienti tra le righe di “Valvola”. Lo facciamo prendendo in prestito dei preziosissimi spunti dagli scritti di Abdullah Ocalan che, dal carcere di Imrali (dove è rinchiuso da quasi un quarto di secolo), ha teorizzato la “svolta” libertaria e bookchiniana che ha fatto virare le istanze nazionaliste di una parte della resistenza curda, e dei popoli alleati, verso il modello democratico-confederalista sperimentato in Rojava, basato sui principi della democrazia diretta, dell’ecologismo e del femminismo.

 

Le parti del testo in corsivo sono prese dal libro “La Civiltà Capatilista. L’era degli Dèi senza maschera e dei Re nudi. Manifesto della civiltà democratica Vol. 2” della collana “Scritti dal Carcere” edito da “Edizioni Punto Rosso” ed “Edizioni Iniziativa Internazionale”, uscito in italiano nel 2021 e tradotto dal tedesco da Simona Lavo (pag.39-43, paragrafo “Ragione e Società”).

 

 

NATURA "COSMICA" E NATURA SOCIALE
INTELLIGENZA EMOTIVA E INTELLIGENZA ANALITICA

L’istinto primigenio del primate umano è predatorio: le scimmie sono principalmente onnivore, ma non tutte, incluso alcun* appartenenti alla specie dell’homo sapiens.

Una delle differenze con altre specie del regno animale risiede nell’importanza della dimensione sociale: <<per un bambino l’infanzia termina solo dopo un periodo di 15 anni, durante i quali non può vivere senza società. Alla nascita il bambino è molto debole. Tutti i cuccioli di animale sono in grado di sopravvivere da soli in breve tempo, perlopiù in pochi giorni>>.

L’aspetto sociale di donne e uomini è collegato a un’altra capacità umana molto particolare: conservare e tramandare conoscenze di generazione in generazione, tramite dei sistemi di rappresentazione simbolici gestuali, ma soprattutto orali e scritti.