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17.4.24

OSPEDALE CAREGGI: CONTINUA POLVERONE SU TRIPTORELINA

PUBBLICATA LA RELAZIONE DEGLI ISPETTORI


Aggiornamento sulla vicenda dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi, relativa alla prescrizione della triptorelina che sarebbe avvenuta senza adeguato percorso psico-terapeutico

La relazione degli ispettori contiene undici <<azioni di miglioramento>> da intraprendere, mentre la destra parla di <<illegalità>> e presenta un secondo esposto in procura.

L'invio degli ispettori e le strumentalizzazioni politiche sono vissute dalla comunità LGBTQI+ come un attacco ai loro diritti.



Sullo sfondo bandiere arcobaleno. In primo piano un cartello, con la scritta: "protect our trans kids"
Foto di Ted Eytan da Flickr rilasciata con licenza Creative Commons



UN FARMACO SALVAVITA

La triptorelina è un farmaco usato come bloccante della pubertà. Serve a "mettere in pausa" lo sviluppo sessuale di pre-adolescenti con "incongruenza di genere" (o "disforia di genere", a seconda delle classificazioni) in modo da guadagnare tempo prezioso per compiere scelte ragionate sul proprio corpo e sul percorso di affermazione di genere.

Il farmaco viene ritenuto un vero e proprio "salvavita", dato che lo stress generato dalle differenze tra i tratti fisici e il genere percepito può portare, nei casi più gravi, anche a comportamenti autolesionistici e suicidio.



IL POLVERONE ALZATO DALLA DESTRA

8.4.24

IL SANDRENA E IL "BLITZ" ALL'OSPEDALE CAREGGI

PIÙ SPESE, PIÙ STIGMA, MENO DIRITTI E MENO SALUTE PER LA COMUNITÀ TRANS


Declassato da fascia di rimborsabilità "A" a "C" il farmaco "Sandrena" per la terapia ormonale sostitutiva. La medicina, che contiene il principio attivo "estradiolo", è un gel usato anche dalle donne trans ed è considerata più sicura di quelle somministrate per via orale. Il provvedimento è stato adottato a febbraio dall'Agenzia italiana del farmaco (l'AIFA) su richiesta della casa produttrice (la Orion Corporation), ed è percepito dalla comunità LGBTQI+ come un attacco al loro diritto alla salute. Infatti il declassamento comporta che il costo è completamente a carico del paziente. Ma non è tutto...


A Gennaio sono stati inviati gli ispettori a un ospedale fiorentino, il Careggi, una delle poche strutture in Italia che assiste persone trans. La stampa e la politica hanno alzato un "polverone mediatico" con accuse mai provate, ed è stato aperto un fascicolo "esplorativo" alla procura di Firenze senza accuse specifiche o indagati: alcuni pediatri avrebbero prescritto la "triptorelina" senza avviare correttamente il preliminare percorso psico-terapeutico. Si tratta di un farmaco che dovrebbe ritardare non irreversibilmente la pubertà, fornendo così più tempo per ragionare su un percorso di affermazione di genere. Usiamo il condizionale perché tantissimi esperti lo ritengono sicuro e lo impiegano da decenni per diverse patologie, ma nel Regno Unito è stato temporaneamente sospeso e permesso solo in via sperimentale per l'incongruenza di genere.
Mentre alcune famiglie stanno pianificando di trasferirsi all'estero per continuare le terapie, per paura che queste vengano sospese al Careggi, resta un fatto: le strumentalizzazioni politiche della vicenda non aiutano la ricerca medica.



A destra Una donna con uno striscione, con scritto (traduzione dall'inglese): "Amo mi3 figl3 trans". A sinistra uno stetoscopio sopra una pila di banconote da 20 euro. Al centro il simbolo del transfemminismo.
Immagine a sinistra di Marek Studzinski da Unsplash; a destra di  Ted Eytan da Flickr; simbolo transfemminista al centro di Mpasquato da Wikimedia Commons. Rilasciate con licenza Creative Commons



Parliamo delle due questioni nell'articolo che segue, con un'intervista e una lettera di un'attivista transfemminista.



DA CLASSE "A" A "C": NESSUN RIMBORSO SENZA PIANO TERAPEUTICO

Sandrena, il farmaco attualmente più sicuro che le donne trans possano assumere per le terapie ormonali sostitutive, è stato riclassificato da fascia “A”, fornito gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale, a “C”, completamente a carico di chi lo utilizza. I farmaci di classe C sono generalmente considerati non particolarmente essenziali, oltre che soggetti a potenziali aumenti di prezzo. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 febbraio 2024, è l’ennesimo, inaccettabile, attacco alle persone trans e alla giustizia sociale e sanitaria.

Barbara Peluso, sorella, compagna e amica, ha condiviso con me la sua esperienza e i suoi pensieri a riguardo: <<con il declassamento del Sandrena, le donne trans possono accedere al farmaco gratuitamente solo ed esclusivamente con piano terapeutico. L’unica struttura accreditata sul territorio campano che propone questo tipo di intervento è il Policlinico. La prescrizione, da parte di qualsiasi altro endocrinologo, impiegato nel pubblico o nel privato, da Febbraio a questa parte, non fornisce alcuna forma di esenzione. Occorre sottolineare, inoltre, che i farmaci per le terapie endocrinologiche sono già di default soggetti a irreperibilità, sia per carenze di magazzino che (soprattutto) di produzione. Dopo la delibera dell’Aifa, molte confezioni di Sandrena sono state ritirate dal mercato per modificarne le etichette e io sono stata costretta a farne a meno per circa due settimane>>.

9.3.24

L'ABORTO È DIRITTO COSTITUZIONALE IN FRANCIA

IN ITALIA ZIGOTI, FETI ED EMBRIONI CONTANO PIÙ DELLE DONNE


Questa settimana la Francia è diventata il primo paese del pianeta a inserire il diritto all'aborto in Costituzione. Un provvedimento appoggiato dalla stragrande maggioranza del paese e approvato con il voto favorevole di 852 parlamentari su 902, superando ampiamente i tre quinti dei voti richiesti per le modifiche costituzionali.


una donna mantiene un cartello con la scritta: "my body, my choice"
Foto di Jasmine da Unsplash. Il cartello recita: "Il mio corpo, la mia scelta"


Invece, nel resto del Mondo, il diritto all'interruzione volontaria di gravidanza è minato da un maxi-fronte che riunisce gli estremisti cristiani "pro-vita" e i fondamentalisti islamici di varie teocrazie. Un fronte fanatico-monoteista interessato più alla tutela di feti, e persino degli embrioni, che alla salute di donne e identità gestanti.

5.2.24

ABORTO, IL PERSONALE È POLITICO

Narrano le nostre storie, arbitrano i nostri corpi, violano la nostra privacy e minano le nostre scelte. Pauline Harmange, già autrice di “Odio gli uomini”, non ci sta e decide di raccontare intimamente il suo aborto.


Il personale è politico” è uno slogan risalente alla “seconda ondata femminista” (anni ‘60) che ancora sentiamo nostro, che ancora gridiamo e che ancora scriviamo: è anche il sottotitolo del volume “Aborto” della scrittrice e attivista francese Pauline Harmange, edito in Italia da Mimesis e presentato a Napoli allo Zero81 lo scorso mese da Angela Balzano, autrice –assieme a Valentina Greco- della prefazione e da Federica Di Martino, psicologa, psicoterapeuta e fondatrice di “IVG ho abortito esto benissimo. La presentazione è stata organizzata dal collettivo “Cca’ nisciun’ è fessa”. 


Uno screenshot della locandina dell'evento


Il filo sottile che ha legato tutti i punti di questa presentazione è la necessità di politicizzare l’esperienza dell’IVG (acronimo di “Interruzione Volontaria di Gravidanza”) senza perdere la complessità e la dimensione intima di chi lo ha vissuto, lo vive e lo vivrà, evitando retoriche appiattenti e sottolineando la necessità di costruire una solida narrazione collettiva.

 

Le relatrici e le moderatrici al tavolo