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20.7.23

DIARIO DAL CRACK! 2023 CANNIBALE: DO EAT OURSELVES!

IL REPORTAGE MAGMATICO E STRAMPALATO

 

locandina di quest'anno
La locandina di quest’anno del Crack! è stata realizzato da Durga Maya

Anche quest’anno pubblichiamo l’inatteso report strampalato del nostro inviato per nulla speciale, il Cronista Autoprodotto, sul Crack!, il festival di arte underground più dirompente e partecipato di tutte le galassie e le dimensioni a noi note (a questo link invece, per i/le più nostalgich* e curios*, quello che avevamo combinato nell’edizione VUDU del 2022).

locandina di quest'anno affissa a un muro


Il festival nasce nel 2003 quando la manifestazione era denominata “Celle Aperte”, e prende il nome da una citazione onomatopeica di Hugo Pratt, la trascrizione del rumore di un ramo che si spezza e di uno sparo nel deserto, facendo “crack” per l’appunto: il fest vuole essere questo, un rumore dirompente in un deserto culturale.

 

la vignetta dello sparo nel deserto

Quest’anno era la prima volta che esponevamo con un banchetto e quindi la prima volta che partecipavamo in prima persona plurale a una fiera, e per questo la recensione del fest di quest’anno è un po’ diversa, in una forma ancora più diaristica del solito, e ancora più svogliata e disordinata dell’anno scorso (essendo stati impegnati nel “propagandare” la nostra autoproduzione giornalistica), ma sempre coerente con lo spirito del giornalismo indipendente e autogestito che caratterizza queste pagine virtuali. 

4.7.22

Report dal Crack! 2022: un’esondazione di arte libera e un’edizione dirompente!

Ecco a tutti, a tutte e al tutto l’autoproduzione giornalistica in forma di cronaca atipica sul festival underground di autoproduzioni grafiche, visive, sonore, performative ed editoriali più travolgente di tutti i pianeti e di tutte le dimensioni parallele e fuori asse spazio-temporale a me note, nonché il più longevo e partecipato d’Italia e (che io sappia) del resto del Pianeta!

Nel post troverete foto fatte male, interviste strampalate (a causa dell’intervistatore, massimo rispetto per gli/le intervistat*) e frammenti di “giornalismo” tipico mixati a toni informali caratteristici delle “zine”, uno dei caratteri ibridi e “publishing fluid” di questa fanza/testata: questo perché il nostro inviato poco speciale e l’intera redazione è precaria e perché si impiegano tutte le nostre energie sul contenuto “scritto”, quello per cui pensiamo di essere almeno mediocri. Andiamo a vedere, leggere e ascoltare cosa ha combinato il nostro svogliato e disordinato Cronista Autogestito/Autoprodotto: buona lettura, ma se non avete voglia di leggere questo articolo per intero non vi biasimo e quindi, almeno, buona sfogliata/scrollata di questo post!



CRACK! 2022 – VUDU

Nei giorni roventi tra il 23 e il 26 Giugno si è tenuta la diciassettesima (o diciottesima) edizione del Crack!, edizione  che definisco dirompente per diversi motivi… Il primo è ovviamente un richiamo al sottotitolo ufficiale del festival che, dopo una prima edizione nel 2003 quando ancora si chiamava solo “Celle aperte”, recita per l’appunto: “fumetti dirompenti”. Il nome deriva da una citazione del fumettista Hugo Pratt: la rappresentazione in lettere del suono di un ramo che si rompe si trasforma in uno sparo nel deserto, un forte suono che rompe il silenzio dell’apatia politica ed è un richiamo a distanza per autori indipendenti (la spiegazione dell’origine del nome insieme a una ricchissima intervista a Valerio Bindi , anima del Forte Prenestino e dell’evento, l’ho trovata sul sito tsquirt).