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23.5.26

GOVERNO ISRAELIANO CONTRO TESTATA PRO-ISRAELE SU STUPRI DEI PALESTINESI

SADICHE E SCIENTIFICHE TECNICHE DI STUPRO DOCUMENTATE DA ANNI, MA SERVIVA LA FLOTTIGLIA PER TORNARE A PARLARE (POCHISSIMO) DEGLI OSTAGGI PALESTINESI


⚠️ EDITORIALE/FACT-CHECKING NON ADATTO A UN PUBBLICO SENSIBILE ⚠️


In alto l'immagine dei soldati a Sde-Teiman mentre si nascondono alle telecamere con gli scudi e stuprano l'ostaggio palestinese. In totale si intravedono sette uomini e due bloccano il prigioniero bendato faccia al muro.  A sinistra l'immagine diffusa nel video di Ben Gvir mentre gli ostaggi della flotilla sono sulla nave-carcere: circa trenta attivisti si trovano sul ponte di una nave rannicchiati e a faccia in giù. Sono circondati da container con i cima filo spinato e due soldati armati fino ai denti.  In basso a destra un video di un centro detentivo israeliano, presumibilmente diffuso dallo stesso apparato di Ben Gvir per incutere terrore nella popolazione palestinese: a terra, in un lungo corridoio sovrastato da una bandiera israeliana, una fila di una ventina di prigionieri sdraiati, legati e a faccia in giù. Una decina di guardie carcerarie armate li circondano e una mantiene un cane che vorrebbe avventarsi su di loro.  Al centro a destra una prigione israeliana: si nota un alto muro con filo spinato e una torre di guardia con alcune scritte in ebraico e una bandiera israeliana.
In alto l'immagine dei soldati a Sde-Teiman mentre si nascondono alle telecamere con gli scudi e stuprano l'ostaggio palestinese.

A sinistra l'immagine diffusa nel video di Ben Gvir mentre gli ostaggi della flotilla sono sulla nave-carcere.

In basso a destra un video di un centro detentivo israeliano, presumibilmente diffuso dallo stesso apparato di Ben Gvir per incutere terrore nella popolazione palestinese.

Al centro a destra una prigione israeliana (immagine originale di Christopher Michel da Wikimedia rilasciata con licenza Creative Commons).




++AGGIORNAMENTO DEL 31/05/2026++


Il 29/05/2026 l’ONU ha reso pubblico un rapporto sulle violenze sessuali negli scenari di guerra del 2025. I risultati sulle indagini nella Palestina storica hanno accertato 31 casi distupro, anche con oggetti, stupro di gruppo, tentato stupro, violenza fisica ai genitali, spari mirati ai genitali, palpeggiamenti di seni e genitali, denudazioni forzate e perquisizioni corporali condotte senza apparenti motivi di sicurezza e minacce di stupro” da parte delle forze di occupazione israeliane. 4000 dei 9000 detenuti palestinesi sono ristretti senza accuse formalizzate o processi, e i casi documentati coinvolgono 14 uomini, 7 donne, 9 ragazzi e una ragazza. Sono solo “indicativi di incidenti e schemi avvenuti in diversi periodi analizzati, piuttosto che esaurienti, a causa del continuo diniego di accesso del Governo israeliano ai centri di detenzione, così come a Gaza”. Le violenze si sono verificate pure nelle stazioni di polizia e ai posti di blocco in un “clima di impunità”. Si cita anche Sde-Teiman: Netanyahu ha chiamato “eroi” gli stupratori in divisa, filmanti mentre con degli scudi cercavano di nascondere le violenze. Poi i medici israeliani hanno refertato le “gravi ferite al retto” e agli organi interni, ma “nonostante le evidenze video” non sono stati processati, come si dice nell’articolo.


Le forze armate e di sicurezza israeliane sono state dunque aggiunte alla “lista nera” degli attori sospettati di usare sistematicamente stupro e violenze sessuali, in cui era già presente Hamas. A riguardo dell’attore non statale che governa Gaza, nel rapporto si precisa che l’ONU “non ha ancora ricevuto informazioni dalle autorità israeliane per processi su violenze sessuali a carico dei detenuti palestinesi accusati di coinvolgimento negli attacchi” del 7/10.


Nella stessa lista è presente anche la Russia, ma i necessari pacchetti di sanzioni contro Israele ancora non arrivano!





L’11/05 Nick Kristoff ha pubblicato un editoriale sul New York Times, testata che si è distinta per una forte faziosità verso il regime israeliano, come evidenziano studi accademici e denunciano attivisti. Nel pezzo si parla delle testimonianze degli ostaggi e dei rapporti dell’ONU che confermano l’uso sistematico dello stupro nelle prigioni-campi di concentramento per ‘umiliare e intimidire fino alla sottomissione’. Le atrocità denunciate vanno dai sadici video delle violenze, ripresi dai soldati per ricattare le vittime, fino all’uso di cani da guardia addestrati allo stupro, pratica documentata nel Cile di Pinochet e, secondo alcune fonti, anche dai nazisti. Israele ha annunciato di portare il NYT in tribunale. Altri giornalisti negazionisti del genocidio si sono accodati: le denunce sull’uso dei cani riportate da Kristoff, in circolazione almeno dal 2024 e corroborate pochi giorni fa dalle testimonianze di due guardie carcerarie israeliane a Shaiel Ben-Ephraim, ex-analista delle IDF, si baserebbero su calunnie propagandate da Hamas. Quindi, lo stupro perpetrato da cani sarebbe fisicamente impossibile, dicono alcuni: invece, è fisicamente possibile, come dimostrano studi medici su casi di zoofilia. Altra accusa fatta con la logica del “benaltrismo”: bisognerebbe parlare delle violenze sessuali commesse il 7/10. Eppure, i contrastanti rapporti dell’ONU che ne confermano la plausibilità o la certezza evidenziano, rispettivamente, gli ostacoli posti dal governo israeliano nel condurre le indagini, oppure le difficoltà contingenti nel portarle avanti.

11.4.24

“UNA DONNA” DI SIBILLA ALERAMO: IL FEMMINISMO SI AFFACCIA IN ITALIA

UN LIBRO ANCORA ATTUALE

Per la rubrica "Recentips" pubblichiamo la recensione del primo romanzo di Sibilla Aleramo, "Una Donna", a cura di Addolorata Fasano.

Si tratta di un libro parzialmente autobiografico pubblicato per la prima volta quasi centoventi anni fa e che, purtroppo, è ancora attuale: gran parte della nostra società sembra ferma da secoli in quanto a conquiste giuridiche ed etiche sui diritti delle donne (ed è ancora più indietro sui diritti delle persone trans e delle identità non binarie).


Il romanzo è largamente considerato come il primo "manifesto informale" femminista della storia italiana (del "Manifesto di Rivolta femminile", pubblicato nel 1970, ne abbiamo parlato in un altro post). Nonostante il merito di essere stata tra le prime opere a far "affacciare" il pubblico italiano sulle tematiche femministe, è anche criticata da alcun* in quanto ritenuta troppo "commerciale", sapientemente studiata più per ottenere un ampio successo letterario che per portare alla luce una radicale e "scandalosa" denuncia del sistema etero-cis-patriarcale, ai tempi della "prima ondata femminista".


L'indiscusso successo del romanzo le porterà tantissima fama, ma al contempo "oscurerà" altre sue opere narrative, sia nel periodo della parziale compromissione con il fascismo che nel dopoguerra, quando, da giornalista, impiega la sua preziosa penna a favore del Partito Comunista.


foto di Sibilla Aleramo
Immagine di Marta Felicina Faccio, in arte Sibilla Aleramo, nel 1913 (fonte: Wikimedia)




MARTA FELICINA FACCIO, DETTA "RINA": IN ARTE SIBILLA ALERAMO

Nel 1906 in Italia venne pubblicato il romanzo “Una Donna” scritto da Sibilla Aleramo. L’opera fu considerata da subito una sorta di manifesto femminista italiano. Nel corso degli anni l’autrice volle proteggere costantemente quel primo romanzo evitandone modifiche o aggiornamenti.

L’opera è una specie di diario con scene di vita dell’autrice, a tratti romanzato. In alcuni casi ci sono delle omissioni, dei silenzi da interpretare soltanto una volta che si viene a conoscenza della vita della donna.