IN RICORDO DI VITTORIO ARRIGONI
Ricordiamo Vittorio Arrigoni parlando dei punti mai chiariti riguardo alla sua barbara uccisione e riportando alcuni dei suoi articoli che siamo riusciti a scovare nei meandri del web tra cui, in particolare, un post pubblicato sul suo blog, "Guerrilla Radio", in cui immaginava uno stato unico come soluzione all'annosa questione palestinese.
Su quel sito, attualmente offline ma di cui esistono ancora diverse tracce sul web, campeggiava questa descrizione: <<Guerriglia alla prigionia dell'Informazione. Contro la corruzione dell'industria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, l'imperdonabile assopimento della coscienza civile. La brama di Verità prima di ogni anelito, l'abrasiva denuncia, verso la dissoluzione di ogni soluzione precostituita, L'infanticidio di ogni certezza indotta. La polvere nera della coercizione entro le narici di una crisi di rigetto. L'abbuffata di un pasto nudo, crudo amaro quanto basta per non poter esser digerito>>. Ogni articolo di "Vik" si concludeva con un motto celebre, che è anche un monito: <<Restiamo Umani>>.
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| Immagine di Latuff: il bambino ritratto di spalle e il personaggio "Handala" dell'artista Naji al-Ali. Immagine tratta da Wikimedia |
LA PRESENZA PROTETTIVA CONTRO ABUSI DI COLONI E FORZE DI OCCUPAZIONE ISRAELIANE
Tredici anni fa veniva ritrovato il corpo strangolato di Vittorio Arrigoni, detto "Vik". Discendente di partigiani, giornalista e attivista pacifista dell'International Solidarity Movement, l'associazione in cui militava al momento della sua morte.
Si tratta di un gruppo di attiviste e attivisti che si oppone all’occupazione israeliana con la non violenza, seguendo la strategia della “presenza protettiva”: presenziano manifestazioni, sgomberi forzati, i momenti della raccolta delle olive "disturbati" dai coloni e la distruzione illegale di case e infrastrutture con mezzi pesanti per fare spazio a nuovi insediamenti israeliani, e oppongono resistenza passiva, interponendosi fisicamente tra gli obiettivi della repressione coloniale e chi la perpetra.
Sostanzialmente, in queste situazioni fungono da "scudi umani" per tentare di frenare l'espansione dell'occupazione, e documentano tutto con riprese e foto per fare da deterrente contro i soprusi delle milizie paramilitari dei coloni e dell’esercito israeliano. In un'intervista spiegava che lui, e tutt* le attivist* del Mondo, avevano l'obbligo morale di andare in quella terra per essere come degli <<scudi umani>>, schierati di fronte ai cecchini, fungendo da <<forza di interposizione, esattamente quello che dovrebbero fare le Nazioni Unite, in modo che il diritto internazionale venga rispettato>>.
Oltre all'attivismo in Palestina aveva sulle spalle altre esperienze di cooperazione umanitaria in America Latina, Africa ed est-Europa.
LE CIRCOSTANZE DELL'OMICIDIO MAI CHIARITE
Arrigoni fu ucciso, secondo la ricostruzione ufficiale, da una "cellula impazzita" che si opponeva ad Hamas, un gruppo salafita noto come la "Brigata dei Valorosi Compagni del Profeta Mohammed bin Moslima".



