SETTE MESI DI SOLLIEVO PARZIALE E ‘SINDROME DEL SOPRAVVISUTO’
Fanrivista è onorata di pubblicare la testimonianza di una sopravvissuta al genocidio, anche se lei spiega nell’articolo che ci sono difficoltà incredibilmente difficili da superare, nonostante il raggiungimento della sicurezza fisica.
Sara Awad è una scrittrice palestinese, studentessa da sette mesi in Italia. Ha scritto per ‘Kritica’, ‘Il Manifesto’, ‘Il Domani’, ‘Drop Site News’, ‘Truthout’, ‘We Are Not Numbers’, ‘The Intercept’, ‘The Independent’, ‘Al Jazeera English’, ‘Middle East Eye’, ‘TRT World’,‘PRISM’ e ‘El Salto’ . Raccontando esperienze vissute e dando rilievo a notizie non trattate a sufficienza, il suo lavoro si focalizza su problemi sociali, resilienza, identità e speranza, nel mezzo di una guerra genocida e dell’occupazione nella sua terra natia.
Pensavo che costruendo una nuova vita lontano da casa sarebbe stato come voltare pagina, ma non avevo realizzato che voleva dire portare sulle spalle, contemporaneamente, il peso di due vite - una sfregiata dalla guerra.
Di notte, nel mezzo dell’inverno (precisamente il 15/12/2025), iniziava un nuovo capitolo della mia vita. A 22 anni ho lasciato tutto ciò che conoscevo, e ho deciso di iniziare tutto da capo - da sola.
La mia età conta più di un numero. Sono cresciuta con sei guerre che hanno dato forma alla mia vita. La più recente continua a casa mia anche se, per me, è finita nel momento in cui me ne sono andata. Sono sopravvissuta andando via mentre la mia famiglia è rimasta indietro. Questa è la parte con cui è difficile convivere: il pensiero che sono scappata mentre le persone che amo sono ancora intrappolate nella guerra. Il senso di colpa del sopravvissuto mi tormenta ogni giorno.

