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7.9.24

LA STAGIONE DELL'ORRORE

Riceviamo e pubblichiamo nello "Spazio Comunica Azioni" una "call" per un progetto di ricerca indipendente sul lavoro-sfruttamento stagionale e precario di una compagna.


La "chiamata" è anche denuncia contro gli abusi del precariato e sfogo di "classe precaletaria" (per questo l'abbiamo inclusa anche nella rubrica "Cronache Precarie").


Si tratta di un progetto "etnografico informale" che potrebbe evolversi in un'auto-produzione editoriale.




La Stagione dell’Orrore viene e va!

Ciao!

Una donna dietro il bancone di un bar impugna minacciosamente una bottiglia di liquore. Anche lo sguardo è minaccioso, anche se un po' forzato.
Immagine di Jazz Guy da Flickr rilasciata con licenza Creative Commons


Il mio nome è Marga Romagnoni e sono una barlady antropologa, alle volte antropologa barlady, specializzata in Pestati, Blended, Studi Femministi, Salute Mentale e Critica Anticapitalista in genere.

Mi occupo di Antropologia ormai saltuariamente, in forma autonoma (ossia non dipendo da nessuna Università o altra istituzione) e ‘a sentimento’.

‘A sentimento', significa che decido cosa investigare in profondità sulla base delle sfighe che mi succedono.

‘A sentimento', significa che il mio operato riguarda una vocazione di vita e che non vengo pagata per farlo.

Sono sempre stata quello che Antonio Gramsci ha definito come “intellettuale organico”, ossia faccio parte io stessa dei contesti che pretendo studiare e sui quali produco teoria; l’obiettivo è dunque quello di trovare forme di denuncia, miglioramento ed emancipazione collettiva e non quello di avanzare nella mia carriera sulla pelle altrui.

Se ti è arrivato questo messaggio, è perché, molto probabilmente, come me lavori nel settore Ho.Re.Ca (acronimo di "Hotel Restauranta Café" che indica il settore alberghiero) in modalità stagionale o conosci qualcuno che lo fa.

Ti contatto perché ho in programma di condurre un’etnografia dei contesti del lavoro stagionale, con l’obiettivo di rintracciarne, renderne visibili e analizzarne le problematicità sociali specifiche.


Cos’è un’etnografia

1.12.22

MANCE, POS E CONTANTI PER NASCONDERE IL “NERO”, RICICLARE E NON PAGARE LE TASSE

In queste ore la legge di bilancio è arrivata in parlamento, e due degli argomenti più discussi della manovra finanziaria sono le tasse sulle mance e il limite per i pagamenti con il POS alzato a 60 Euro, soglia entro la quale i commercianti potranno rifiutare di accettare la carta. C'è poi un terzo provvedimento "fuoriuscito" dal decreto aiuti e confluito nella manovra, quello del tetto per le transazioni con il contante fino a 5 mila euro (inizialmente proposto a 10 mila).


Molti pensano che queste misure servano anche (se non soprattutto) a nascondere il “nero”, riciclare il denaro sporco e a non pagare le tasse e a rendere ancora più precari i lavoratori. Dopo aver spiegato i motivi di queste preoccupazioni, nella conclusione, sfioriamo il tema dell’evasione “di necessità” e presentiamo alcune proposte concrete che un governo dovrebbe adottare se davvero dichiara di essere dalla parte dei più deboli.

 





LA TASSAZIONE SULLE MANCE E LA RECENTE SENTENZA DELLA CASSAZIONE: NON È VERO CHE SOLO IN ITALIA SONO TASSATE COME HA DETTO LA SANTANCHE'!

La Ministra del Turismo Daniela Santanchè ha annunciato che verranno ridotte al 5% le tasse sulle mance, precedentemente assoggettate all’IRPEF, e ha anche affermato che l’Italia è <<l’unico paese in cui le mance sono tassate>>. Dopo un brevissimo fact-checking possiamo affermare che è falso: digitando la frase, in inglese, “le mance sono da tassare?” il primo risultato è quello del sito del governo britannico, dove si dice che ogni mancia è soggetta a tasse, e in alcuni casi -come quando c’è una voce specifica sullo scontrino del conto- vengono dichiarate “in automatico”.

Prima di entrare nel merito della questione facciamo un passo indietro di circa un anno: a Ottobre 2021 la Cassazione ha affermato in una sentenza che le mance rientrano nel reddito da lavoro dipendente: la decisione degli “ermellini”, che interpreta in maniera estensiva il Testo Unico sul lavoro, arrivava dopo che un dipendente di un hotel di lusso, un portiere, aveva depositato circa 80 mila euro sul suo conto. Questo è ovviamente un caso molto particolare dato che la maggioranza delle elargizioni dei clienti di ristoranti e altri esercizi è di modesta quantità, e si presume che difficilmente queste “regalie” in contanti saranno dichiarate dai lavoratori. Il discorso potrebbe essere diverso se, come accade in altri paesi, le mance vengono pagate con la carta di credito e contrassegnate nella ricevuta con la parola “tips” (mance in inglese per l’appunto) o comunque con una voce specifica.