LA “BORSA NERA” DI GUERRA SEMBRA ESSERE GESTITA DALLE GANG LOCALI CON IL SUPPORTO DELLE FORZE DI OCCUPAZIONE ISRAELIANE.
CI SAREBBE ANCHE UN PIANO PER AFFIDARE LA GESTIONE DEGLI AIUTI A COMPAGNIE DI SICUREZZA PRIVATE.
Pubblichiamo un aggiornamento sulle ultime due leggi israeliane che criminalizzano l'UNRWA e che aprono le porte a ulteriori disastri umanitari e speculazioni.
Parliamo anche delle implicazioni
legali di questo provvedimento legislativo e della "borsa nera" che caratterizza le economie di guerra.
In più, includiamo nel post un breve "fact-checking" per sfatare delle fake-news sull'Agenzia che sostiene i profughi palestinesi.
ISRAELE CRIMINALIZZA L'UNRWA
Lunedì 28 ottobre
il parlamento del sedicente stato ebraico ha approvato due leggi,
adottate con un larghissimo consenso dell’opposizione, da
implementare nell’arco di tre mesi: l’UNRWA (“Agenzia
ONU per il soccorso e il collocamento dei profughi palestinesi nel
Vicino Oriente”) viene identificata come un gruppo
terroristico, non potrà operare <<nel territorio sovrano
dello Stato di Israele>> e avere relazioni con istituzioni
e funzionari pubblici, inclusi esercito e banche, perdendo la
possibilità di ottenere visti, l’immunità diplomatica e le
esenzioni fiscali. In concreto non potrà operare
nemmeno a Gaza e in Cisgiordania oppure, nello scenario migliore,
riuscirà solo a svolgere pochissimi compiti con grande difficoltà.
Lunedì scorso è arrivata la comunicazione ufficiale del ministro
degli esteri all’Agenzia: l’accordo di cooperazione in vigore dal
‘67, base legale del rapporto tra Israele e l'Agenzia, è cancellato. La motivazione
addotta è un supposto legame con degli <<operativi di
Hamas>>. Ma i benefici per l’etno-teocrazia israeliana
sono ben altri che la presunta lotta al terrorismo. Non a caso alcuni
terroristi ebraici uccisero colui che contribuì a far nascere
l’UNRWA… Ma andiamo per ordine, e spieghiamo cosa fa in concreto
l’UNRWA.
COS’È L'UNRWA
E COME NASCE IL “DIRITTO AL RITORNO”
L’“Agenzia
ONU per il soccorso e il collocamento dei profughi palestinesi nel
Vicino Oriente” assiste, difende e promuove i diritti di circa
5 milioni di rifugiati palestinesi nei territori occupati
(Gerusalemme Est inclusa), in Siria, Libano e Giordania. Fondata
dall’Assemblea Generale nel ’48 conta più di 30mila dipendenti. La maggioranza di questi sono rifugiati e operano insieme a circa 300 funzionari internazionali. Fornisce assistenza a tutte
quelle persone che hanno perso mezzi di sostentamento e abitazioni a
partire dalla cosiddetta guerra arabo-israeliana del ’48, la
“guerra di indipendenza” per gli israeliani, la “Nakba” (la
“Catastrofe”) per i palestinesi, l'inizio della pulizia etnica e
del genocidio incrementale che continua fino a oggi.