VETRINE ROTTE, SCAFFALI VUOTI E GUERRE TRA POVERI...
Circolano indiscrezioni sul consueto emergenziale decreto governativo con cui il governo Meloni placherà gli animi per lo scarseggiare di frutta, verdura, carburante e altri beni essenziali, insieme agli strascichi del calo della produzione e, ovviamente, alle mobilitazioni in programma.
Dopo l’istituzione di svariati ‘nuovi’ reati, partita con il decreto anti-balli frenetici del 2022 (velata rivisitazione dell’adunata sediziosa), dopo gli inasprimenti di pena vari che non hanno evitato a un minorenne italiano di accoltellare una professoressa pro-remigrazione mentre faceva la diretta su TicTocche (con salvifico intervento di studente di origine africana), in CDM è allo studio una nuova misura a effetto...
Non basta la promessa-contentino-bluff di ‘nuovi fondi’ per un virtuale miliardo -arretrati del 2025- insieme alla schedatura dei riottosi autotrasportatori con fermo del mezzo. Secondo indiscrezioni telepatiche da fonti ben informate di Fanrivista, quando i fedelissimi della madre cristiana, complice politica del genocidio, le hanno detto che il grano stenta ad arrivare sui rulli delle eversive catene di montaggio sinistrorse, avrebbe risposto: ‘Mmmh... Mumble mumble... Lollo l’altra sera, mentre era tutto avvinazzato, diceva che siamo pieni de’ mannitobba dal nord... Alla peggio... Mangeremo brioche! Alla meglio, invece...’ .
Per il successo del decreto, però, il ruolo fondamentale spetterà della stampa di regime e dell’ardita schiera di influencer, che sono già riusciti a far passare in secondo piano le proteste di camionisti, agricoltori, pescatori, fornai, studenti e indocile cittadinanza esasperata tutta. Infatti, grazie alle vetrine spaccate a Milano, si è parlato quasi solo di quello, non certo dei miti ceffoni tirati da nostalgici neofascisti gradualmente riemersi dalle fogne politiche, non dei denunciati abusi commessi dai tutori dell’ordine pubblico nelle manifestazioni, e tantomeno di quelli commessi -secondo sentenza non ancora definitiva- da chi a Verona, mentre indossava una divisa, veniva surrettiziamente ripreso nel seviziare poveracci con spray al peperoncino. Poi li torturava, facendo loro strisciare la faccia nella loro stessa urina, come i cani. Il tutto mentre proferiva insulti razzisti e mentre, ambiguamente intercettato perché evitava scientemente di fare perquisizioni a famiglie albanesi, si vantava con la ragazza dell’intensità delle ‘pigne’ che tirava a senzatetto e altri utenti del margine della società.












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