UN BILANCIO DEGLI
ULTIMI MESI: DAGLI F16 AI PASSAPORTI DORATI TURCHI, PASSANDO PER I
CACCIA SVEDESI IN USO ALLA "DEMOCRAZIA ILLIBERALE" E
AUTOCRATICA DI ORBAN
AGGIORNAMENTO DI FEBBRAIO 2026
Dopo la vendita dei circa 40 F-16 e gli 80 kit di aggiornamento, approvata dagli USA dopo la ratifica dell’entrata della Svezia nella NATO da parte della Turchia un anno fa (riportata nell’articolo che segue), arriva una dichiarazione di Tom Barrack, ambasciatore per Trump in Turchia: entro sei mesi dovrebbero essere risolti i problemi legali e politici che impedirebbero alla Turchia di essere riammessa nel programma degli F-35, uno dei velivoli da guerra più potenti attualmente, e dunque uno dei più efficaci strumenti di dominio e morte, piuttosto che di difesa. Indiscrezioni di stampa riportano che ciò potrebbe essere possibile se la Turchia restituisse il sistema missilistico anti-areo S-400 alla Russia, lo distruggesse, oppure ne affidasse il controllo agli USA.
Il 7 Marzo anche
la Svezia, dopo la Finlandia, è entrata ufficialmente nella NATO,
su spinta della paura, fondata o meno, delle mire espansionistiche
della Russia di Putin. Si dovrebbe discutere sul fatto che questo
timore sia almeno parzialmente fondato, oppure bellicisticamente
indotto dai contrapposti disegni e interessi economici del decadente
"impero occidentale" a guida USA, oltre che
dall'insufficiente ricorso alla diplomazia per risolvere un conflitto
iniziato con l'invasione degli "omini verdi" nel 2014.
Infatti, già dall'annessione russa della Crimea, Svezia e Finlandia
cominciavano a ragionare sulla fine della loro politica neutrale e,
così facendo, potersi eventualmente appellare al principio di difesa
reciproca stabilito dal quinto articolo del trattato nord-atlantico,
invocato solo una volta nella storia (dagli USA dopo l'11 Settembre).
Mentre il Mar Baltico è diventato una sorta di "maxi-lago"
governato dall'Alleanza atlantica, si discute dell'aumento delle
spese militari dei nuovi entrati, raccomandato al minimo del 2% del
PIL fin dal 2014. Sarebbe anche utile dibattere sulla natura
-formalmente- difensiva del patto atlantico, sulla possibilità di
superarlo, sul ruolo dei BRICS, della Shangai Cooperation
Organization, sui paesi non allineati e, più in generale, su come
avvicinarsi il più possibile all'utopia
di un mondo senza guerra...
Però lo
scopo specifico di questo post e della rubrica in cui è pubblicato è
principalmente un altro: due
anni fa avevamo inaugurato il format di Fanrivista intitolato “Come
va a finire?”, con l'obiettivo
di seguire l’evoluzione di certi
eventi per capire, per l’appunto, “Come andranno a
finire”.
La
Turchia, nel 2022, aveva siglato un memorandum con i
due paesi scandinavi a Madrid: Svezia e Finlandia si
impegnavano a non restringere il commercio di armi e a combattere
insieme al paese mediorientale il "terrorismo". Erdogan aveva richiesto la consegna di circa 150 "terroristi" che ,in realtà, erano dissidenti politici. Per diverse ragioni, tra
cui l'impossibilità di estradare persone ricercate per reati
politici, la richiesta era apparsa fin da subito pretestuosa. Il
principale scopo -raggiunto- era quello
di fare pressione per ottenere altri armamenti e garantirsi
impunità per reprimere i curdi dentro, fuori e nelle vicinanze dei
propri confini. Paradossalmente un'altra
richiesta di estradizione dai confini turchi verso l'UE
è stata negate a causa dei cosiddetti
"passaporti dorati".
Poi, alle
pressioni del Sultano Erdogan, si sono aggiunte quelle
del "democratico illiberale" Orban. Il parlamento
ungherese, infatti, è stato l'ultimo ad approvare
l'entrata della Svezia nel Patto Atlantico...
LE
ESTRADIZIONI DI DISSIDENTI POLITICI RICHIESTE E QUELLA NON CONCESSA
DI UN NARCOTRAFFICANTE
Dal
7 Marzo la Svezia
è il 32esimo membro della NATO,
a distanza di quasi un anno dall'entrata della confinante Finlandia.
Il "Sultano"
turco Erdogan,
due anni fa, aveva richiesto a Svezia e Finlandia diverse espulsioni e di estradizioni di loro residenti e cittadini verso
la Turchia, con la minaccia di porre il veto alla loro entrata nella
NATO. Infatti
la
ratifica dell'entrata di nuovi membri nell'Alleanza
atlantica
necessita dell'approvazione
degli stati membri,
e deve passare nei
rispettivi parlamenti.
In
quel frangente era stato siglato un memorandum
d'intesa a Madrid dai 3 paesi, con l'obiettivo formale della lotta al
terrorismo, oltre ad annullare l'embargo di armi, limitato o
interrotto da diversi paesi europei (Svezia e Finlandia inclusi) a
seguito dell'invasione turca nel nord-est della Siria nel 2019.
Era
stata diffusa anche una lista di decine di "ricercati"
dalla Turchia. Gli obiettivi della "lista di proscrizione" erano diversi esponenti (o ritenuti tali)
di schieramenti politici eterogenei: dal PKK (il
partito comunista curdo) a "FETO" (il
movimento democratico-islamista di Fethullah Gulen, noto anche come
"Hizmet", bollato dal presidente-autocrate
Erdogan come Organizzazione del Terrore Gulenista che starebbe
dietro al fallito tentativo di colpo di stato del 2016), passando per
le YPG/YPJ e PYD (acronimi delle Unità
di Protezione Popolare, formazioni combattenti alla guida delle
FDS, alleate degli USA in chiave anti-ISIS, e del
Partito dell’Unione Democratica nel nord della Siria). Nella
lista si trovavano anche una parlamentare svedese di origine
curda-iraniana, Amineh Kakabaveh, diversi giornalisti e
perfino un poeta curdo deceduto da tempo.