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20.6.24

PALESTINIAN WOMAN

UN'OPERA CHE EVOCA L'AMPIEZZA DELLA VIOLENZA DELLA FORZE DI OFFESA ISRAELIANE


Un disegno di Matteo Traballoni, "Palestinian Woman", richiama alla nostra mente alcuni aspetti dell'acme del genocidio incrementale in Palestina di cui abbiamo parlato tra queste pagine digitali.



Al centro e in primo piano il volto di una donna segnato da diverse ferite con un velo sul capo. Sullo sfondo si intravede il deserto e qualche casupola. In alto a destra un soldato con insegne israeliane che imbraccia un fucile.
Il disegno di Matteo realizzato con matita rossa su carta semplice in formato A5


Inauguriamo lo spazio di Fanrivista dedicato all'Artivismo con un'opera di Matteo Traballoni, che abbiamo conosciuto al festival delle auto-produzioni underground capitolino "Crack!", e precisamente all'edizione di due anni fa.

4.7.22

Report dal Crack! 2022: un’esondazione di arte libera e un’edizione dirompente!

Ecco a tutti, a tutte e al tutto l’autoproduzione giornalistica in forma di cronaca atipica sul festival underground di autoproduzioni grafiche, visive, sonore, performative ed editoriali più travolgente di tutti i pianeti e di tutte le dimensioni parallele e fuori asse spazio-temporale a me note, nonché il più longevo e partecipato d’Italia e (che io sappia) del resto del Pianeta!

Nel post troverete foto fatte male, interviste strampalate (a causa dell’intervistatore, massimo rispetto per gli/le intervistat*) e frammenti di “giornalismo” tipico mixati a toni informali caratteristici delle “zine”, uno dei caratteri ibridi e “publishing fluid” di questa fanza/testata: questo perché il nostro inviato poco speciale e l’intera redazione è precaria e perché si impiegano tutte le nostre energie sul contenuto “scritto”, quello per cui pensiamo di essere almeno mediocri. Andiamo a vedere, leggere e ascoltare cosa ha combinato il nostro svogliato e disordinato Cronista Autogestito/Autoprodotto: buona lettura, ma se non avete voglia di leggere questo articolo per intero non vi biasimo e quindi, almeno, buona sfogliata/scrollata di questo post!



CRACK! 2022 – VUDU

Nei giorni roventi tra il 23 e il 26 Giugno si è tenuta la diciassettesima (o diciottesima) edizione del Crack!, edizione  che definisco dirompente per diversi motivi… Il primo è ovviamente un richiamo al sottotitolo ufficiale del festival che, dopo una prima edizione nel 2003 quando ancora si chiamava solo “Celle aperte”, recita per l’appunto: “fumetti dirompenti”. Il nome deriva da una citazione del fumettista Hugo Pratt: la rappresentazione in lettere del suono di un ramo che si rompe si trasforma in uno sparo nel deserto, un forte suono che rompe il silenzio dell’apatia politica ed è un richiamo a distanza per autori indipendenti (la spiegazione dell’origine del nome insieme a una ricchissima intervista a Valerio Bindi , anima del Forte Prenestino e dell’evento, l’ho trovata sul sito tsquirt).