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30.8.25

GAZA: 12 GIORNALISTI MASSACRATI IN 15 GIORNI E OSPEDALE BOMBARDATO CON "DOPPIO TOCCO"

  • ISRAELE DICE CHE C’ERA UNA “TELECAMERA DI HAMAS” ALL’OSPEDALE NASSER IL 25 AGOSTO, MA ERA DI UN GIORNALISTA DELLA REUTERS
  • L’OSPEDALE È STATO COLPITO ALMENO TRE VOLTE IN DIECI MINUTI MENTRE UN DRONE OSSERVAVA DALL'ALTO
  • DUE SETTIMANE PRIMA ALTRI 6 GIORNALISTI SONO STATI UCCISI IN UNA TENDA DAVANTI ALL’OSPEDALE AL-SHIFA



Nella prima parte dell’articolo ricostruiamo il “doppio attacco” (in realtà “triplo”) all’Ospedale Nasser di Gaza, dove sono state uccise venti persone, di cui cinque giornalisti.

Poi, parliamo brevemente della “campagna di fango” che si è abbattuta su altri sei giornalisti uccisi due settimane prima, di fronte all’ospedale Al Shifa.

Nella conclusione spieghiamo perché le giustificazioni di attacchi a civili e ospedali fornite dalle forze di occupazione israeliane non solo sono inconsistenti da un punto di vista legale, ma anche “doppiamente” sfacciate.



5 immagini con didascalie. 1) I tetti di Khan Yunis di giorno. Didascalia: “Ultimi istanti della diretta di Hussam Al-Massri, per Reuters, ripresi dall’Ospedale Nasser alle 10:08 del 25/08/2025”. 2) Una folla di persone osserva, da lontano, quello che accade sulle scale esterne dell’ultimo piano dell’ospedale. Sopra c’è un puntino nero cerchiato di giallo: è un drone israeliano. Sotto si vede un’altra lineetta nera, indicata con un freccia blu: è un missile di cui si intravede la scia infuocata. Didascalie “Drone israeliano sorvola l’area dopo il primo colpo alle 10:08”;“Secondo colpo mentre sono arrivati soccorritori e altri giornalisti. Ore 10:17”. 3) Particolare ingrandito delle scale all’ultimo piano: si alza una nuvola di polvere causata dall’esplosione. Un’altra freccia indica un altra lineeta nera, più piccola di quella nella precedente immagine. Didascalia: “Terzo colpo sparato in rapida successione”. 4) Un particolare ingrandito delle persone all’ultimo piano dell’ospedale trasmesso da una televisione. 5) Lo stesso particolare un fotogramma dopo: si intravede una nube di polvere e una fiamma, e la posizione delle persone è quasi la stessa: si nota un soccorritore alzare la mano. Didascalia: “Soccorritori e giornalisti colpiti in diretta televisiva”.
Le immagini che documentano il bombardamento all'Ospedale Nasser con il "doppio tocco".

L'immagine sulla colonna sinistra (l'originale ha il drone cerchiato di giallo) è stata pubblicata da "Euro-Mediterranean Human Rights Monitor". Lo stesso video è stato ottenuto e divulgato dalla CNN. Gli ultimi istanti ripresi da Hussam Al-Massri sono stati trasmessi dalla Reuters e ripresi da molte altre testate. Tramite la Reuters, la Alghad Tv ha diffuso il video in diretta del secondo attacco, di cui vedete due fotogrammi in basso sulla colonna destra.


IL "DOPPIO TOCCO"

Hussam Al-Massri, giornalista di Gaza per l’agenzia di stampa britannica Reuters, lunedì 25 agosto stava trasmettendo una diretta dal quinto piano dell’Ospedale Nasser, una di quelle dirette che ci danno la possibilità di osservare cosa succede nella Striscia in tempo reale. A volte le telecamere sono puntate sui pochi camion che attraversano i valichi, altre volte sulle tendopoli. Alle 10 e 8 minuti il flusso di immagini che mostra ciò che resta dei palazzi di Khan Yunis viene interrotto. Il reporter è stato ucciso da un’esplosione, forse un “drone suicida” o forse un missile.

Il balcone e il piano dell’ospedale da cui trasmetteva le immagini sono uno dei luoghi in cui funziona meglio la connessione a internet. Per questo è solitamente frequentato da molti giornalisti. Subito dopo l’esplosione, infatti, accorrono sul posto vari colleghi insieme ai soccorritori. Circa 10 minuti dopo vengono colpiti anche loro, mentre le telecamere di diversi organi stampa (tra cui Alghad Tv) e gli smartphone di abitanti locali inquadrano la scena. In totale muoiono circa venti persone, inclusi altri quattro giornalisti: Ahmad Abu Azeez, Mohammad Salama, Mariam Abu Dagga, e Moaz Abu Taha. Altri reporter, anche loro intenti a riprendere la scena direttamente dal balcone, restano feriti, come Jamal Badah, che ha perso una gamba. <<Al mio risveglio erano tutti morti e avevo addosso dei pezzi dei loro corpi. Non ci aspettavamo un secondo attacco>>, ha dichiarato alla stampa.Non a caso questo tipo di attacco è noto come “doppio tocco” (“double tap” in inglese). 

28.2.24

PREMIO SPECIALE PER IL DIRETTORE DE "LA REPUBBLICA"

RICEVIAMO, PUBBLICHIAMO E COMMENTIAMO UN COMUNICATO DI "FREE ASSANGE NAPOLI"

Riceviamo, pubblichiamo e commentiamo un comunicato di "Free Assange Napoli", relativo a un'azione dimostrativa per criticare il "pensiero unico" dei media mainstream italiani e Maurizio Molinari, Direttore Responsabile de "La Repubblica".


Attivista di Free Assange Napoli consegna una medaglia speciale al Direttore de La Repubblica alla presentazione di un suo libro
Attivista di Free Assange Napoli consegna una medaglia speciale al Direttore de "La Repubblica"


Lo scorso Lunedì Molinari si trovava nel capoluogo partenopeo per presentare un libro alla "Fondazione Premio Napoli", che promuove l'omonimo premio letterario. Molinari è anche Direttore editoriale del gruppo GEDI, che copre circa un quarto dell'intero mercato dell'editoria nazionale. Il suo ultimo libro, edito da Rizzoli, si intitola "Mediterraneo Conteso". Alla presentazione c'erano anche Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, Alfredo Guardiano, della fondazione citata, Conchita Sannino, vice di Molinari e Ottavio Ragone, della redazione partenopea del quotidiano.


Siccome tra queste pagine virtuali tendiamo ad approfondire il più possibile una vicenda, prendiamo spunto da questa critica, e dalla relativa risposta del direttore, per analizzare "meta-mediaticamente" quanto si è parlato di Assange, quanto si è straparlato di Navalny, e quanto poco, e male, si parla dei massacri criminali in corso in Palestina.


Iniziamo proprio dal comunicato, che richiama una vignetta satirica dell'artista Vauro, risalente al 2022, quando Zelensky ha conferito a Molinari una medaglia e il titolo di Cavaliere per aver sostenuto la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina (se non vedete la vignetta nel riquadro sotto, la trovate a questo link).






Nel disegno si vede la caricatura del volto di Molinari con attaccata alla lingua una medaglia, intrisa di saliva. C'è scritto: <<Eroi. Da Zelensky medaglia al merito a Maurizio Molinari. Beato quel popolo che non ha bisogno di lecchini>>.

17.1.24

IL “GIORNALICIDIO” IN PALESTINA

GENOCIDIO A MEZZO STAMPA E MANIPOLAZIONI MEDIATICHE

 

 

Foto di un giornalista palestinese: in mano ha una fotocamera con teleobiettivo. Indossa un casco con la scritta "tv" e giubbotto con la scritta "press". Sullo sfondo il deserto e alcuni ragazzi.


Mentre sono almeno più di 20mila le vittime, quasi tutte civili, della punizione collettiva dei gazawi e dei palestinesi in tutti i territori occupati, la guerra di sterminio attuata grazie al “pretesto” offerto dai nazionalisti islamici di Hamas (che potrebbe evolvere in una soluzione della questione palestinese, in una “soluzione finale” di Israele per completare la pulizia etnica dei palestinesi o in un conflitto sempre più esteso e diretto tra i vari “imperi" o aspiranti tali) è senza precedenti: oltre alla vastità dell’attacco dell’entità sionista e alla catastrofe umanitaria in corso, mai prima erano morti così tanti membri del personale delle Nazioni Unite (si contano almeno 148 vittime tra gli operatori ONU, quasi tutti tra le fila dell’UNRWA, l’Agenzia per i rifugiati palestinesi), delle persone che offrono assistenza sanitaria (quasi 340 tra medici e infermieri) e mai prima erano morti così tanti cronisti e operatori dell’informazione in così poco tempo (tra gli 80 e i 120), anche se lo stato teocratico israeliano non è nuovo all’eliminazione di “voci mediatiche”, come testimonia l’omicidio di Shireen Abu Akleh nel 2022.

 

L’etno-crazia cliente di NATO/USA in medio-oriente riscrive le leggi di guerra, incluse quelle che dovrebbero tutelare gli operatori dei media, violando in maniera palese e grossolana le principali regole del diritto internazionale, attuando una rozza propaganda pedissequamente replicata dalla maggioranza dei media mainstream occidentali. Per questo nell’articolo che segue ci focalizziamo su una serie di considerazioni meta-mediatiche di questi cento e passa giorni di massacri, e quindi sulla strategia e sulle tattiche propagandiste sioniste, sulla “scorta mediatica” che troppi organi di informazione stanno fornendo loro e ai paesi complici del “caso da manuale di genocidio”, come lo ha definito Craig Mokhiber prima di lasciare l’ufficio newyorkese dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.

 


TATTICHE E STRATEGIA DELLA GUERRA MEDIATICA ISRAELIANA: L’AUTODIFESA INVOCATA A SPROPOSITO

Una delle principali tattiche della macchina da guerra mediale israeliana consiste nel minimizzare le perdite sul campo affermando al contempo di essere ancora in grado di difendere il “focolare coloniale ebraico” dopo aver miseramente fallito, prima militarmente e poi umanamente. Sono partiti con il de-umanizzare il popolo palestinese, identificando tout-court questo con Hamas, e dipingendo la principale fazione del variegato fronte della resistenza come affine ai tagliagole dell’ISIS (mentre Netanyahu e i fascio-sionisti sostenevano occultamente Hamas, anche in funzione anti-ISIS, oltre a fungere da "nemico di comodo"), enfatizzando gli aspetti dell’eccidio commesso da una singola componente della legittima resistenza in armi di un popolo occupato, raccontando una storia che inizia e finisce nel 7 Ottobre del 2023, nascondendo decenni di occupazione illegale e il “peccato originale-colonialista” che ha portato alla nascita dello stato sionista (definizione più corretta di “stato ebraico”, come sostengono pure molti rabbini) e anche manipolando quello che è effettivamente accaduto a cominciare da quel tragico giorno (ricordate la fake-news dei bambini decapitati?!). Tragico e orrendo per le vittime civili di ambo le parti, anche se quelle di una parte sono molte di più e dovevano essere evitate.