SPIEGATE DA UN
ITALO-PALESTINESE CHE LE HA SPERIMENTATE SULLA SUA PELLE
Khaled
El Qaisi, un
palestinese con cittadinanza italiana, racconta come l' "unica
democrazia del Medio Oriente" ha mutuato dalla CIA delle
sofisticate tecniche di tortura per estorcere confessioni,
informazioni o reprimere il dissenso, in pieno spregio di ogni regola
del vivere civile e del diritto internazionale. Alcune di quelle tecniche le ha vissute sulla
sua pelle.
Riportiamo anche dei link a diverse inchieste di testate internazionali su cosa accade nei centri di detenzione in Israele dall'8 Ottobre.
Infine, concludiamo con la proposta dell'impresentabile Ben-Gvir: <<sparare un colpo in testa ai prigionieri palestinesi>>
L'ARRESTO
ARBITRARIO E LA DETENZIONE DI KHALED EL QAISI
Khaled El Qaisi,
studente palestinese e italiano di lingue e culture orientali,
traduttore, tra i fondatori del Centro
Documentazione Palestinese, ad Agosto del 2023 è stato
arrestato al confine tra la Giordania e la Cisgiordania, dopo una
vacanza con la famiglia a Betlemme, e detenuto fino ad Ottobre. In un
primo momento è stato incarcerato nel centro detentivo di Petha
Tikva (che sul
sito dell'associazione Addameer è indicato come un centro per
gli interrogatori). Poi è stato trasferito ad Ashkelon
dove, per pochissimi giorni, non è stato in isolamento: si trovava
nella "sezione farsa", in compagnia di agenti dei servizi
segreti camuffati da detenuti.
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| Kalehd El Quaisi a un incontro a Napoli organizzato dal Centro Culturale Handala Ali. |