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30.4.24

AGGIORNAMENTO SU COSPITO E BENIAMINO: CONDANNA DEFINITIVA A 23 E 17 ANNI

CONFERMATO ANCHE IL REGIME DI 41 BIS. PENE TROPPO SEVERE PER I LEGALI

La scorsa settimana è diventata definitiva la condanna a 23 anni per Alfredo Cospito e a quasi 18 anni per Anna Beniamino, in relazione all'attentato alla caserma per allievi Carabinieri di Fossano nel 2006

I due, inizialmente, erano stati condannati per -tentata- "strage comune" ma, in un secondo momento, il reato contestato è stato quello di "strage politica". 

In questo post ripercorriamo brevemente la vicenda giudiziaria, concentrandoci sulla differenza tra i due tipi di reato, e riproponiamo una serie di articoli, per chi volesse approfondire, dedicati alla militanza del "simbolo" dell'anarco-insurrezionalismo-nichilista contemporaneo e sulle diverse anime dell'anarchismo.


A sinistra e al centro le immagini di Cospito che viene allontanato da un'udienza, riprese da siti dell'area insurrezionalista e usate per pubblicizzare degli eventi in suo favore. A destra la stessa immagine diventa un'icona, viene stilizzata e usata per analoghe iniziative
A sinistra e al centro le immagini di Cospito che viene allontanato da un'udienza, riprese da siti dell'area insurrezionalista e usate per pubblicizzare degli eventi in suo favore. A destra la stessa immagine diventa un'icona, viene stilizzata e usata per analoghe iniziative



L'ATTENTATO DI FOSSANO E LA GAMBIZZAZIONE DI ADINOLFI

La Cassazione ha respinto i ricorsi della difesa (avv. Flavio Rossi Albertini e Caterina Calia) e della procura torinese che miravano a far celebrare un nuovo processo d'appello per ottenere, rispettivamente, di non concedere le attenuanti e di ridurre le pene sollevando eccezioni di incostituzionalità.

Secondo Albertini si tratta comunque di una "mezza vittoria", anche se molto amara, dato che la <<pena, seppur aspra, fa intravedere a Cospito di poter, un giorno, riottenere la libertà>> essendo stata riconosciuta <<l'irragionevolezza della prevalenza sulle attenuanti generiche della contestata recidiva reiterata>>. Mentre per Beniamino la procura aveva originariamente richiesto una condanna a 27 anni, per Cospito si era chiesto l'ergastolo, con un anno di isolamento diurno. Quest'ultimo, infatti, è stato condannato in via definitiva a quasi 11 anni pure per la gambizzazione di Roberto Adinolfi, Amministratore Delegato di Ansaldo Nucleare, attentato compiuto dopo l'incidente nucleare di Fukushima. 

Il complice di Cospito, Nicola Gai, ha riottenuto la libertà nel 2020. Come emerse dalle dichiarazioni dei condannati Adinolfi, ferito, urlò ai due: <<so chi vi manda, bastardi!>>. Circostanza poi smentita dalla vittima, mentre Cospito ha spiegato in uno scritto di aver scoperto, in quel momento, che avevano messo <<le mani in un letamaio>>. Le urla lo avrebbero <<pietrificato>> per pochi secondi, il tempo necessario ad Adinolfi per leggere i numeri di targa del motorino usato, <<che da inesperti>> non avevano coperto.

Per Cospito è stato anche confermato il cosiddetto "carcere duro" in regime di 41 bis anche se, come abbiamo approfonditamente spiegato tra queste pagine virtuali, è stato presentato un ricorso alla CEDU. Diversi scritti per corrispondenza lo hanno condotto a essere accusato di essere una sorta di ossimorico "capo" degli anarchici-insurrezionalisti senza un'organizzazione gerarchica e verticistica, e così è precipitato nel regime di "carcere duro". Una misura estrema e immotivata, secondo il suo avvocato, dato che sarebbe bastato restringere la possibilità di comunicare tramite missive con l'esterno nel regime di alta sicurezza, in cui era precedentemente ristretto.



I FATTI DI FOSSANO: ATTENTATO DIMOSTRATIVO O FALLITO?

29.3.24

ALFREDO COSPITO RESTA AL 41 BIS

IL SUO AVVOCATO: DECISIONE INFLUENZATA DALLA POLITICA


La Cassazione, la scorsa settimana, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dagli avvocati di Cospito contro il 41 bis, dopo che a Giugno la sua pena era stata rideterminata in 23 anni invece che il carcere a vita.


In questo aggiornamento ripercorriamo le ultime fasi delle vicende giudiziarie dell'anarco-insurrezionalista e riproponiamo altri approfondimenti pubblicati negli scorsi mesi in cui si parla anche di questioni politiche. In sostanza, delle diverse anime dell'anarchismo.


Lo scorso anno abbiamo anche pubblicato un altro articolo che ripercorre l'intera storia giudiziaria di Cospito, da quando fu arrestato in quanto obiettore "totale" alla leva fino all'applicazione del 41 bis.


A sinistra e al centro le immagini di Cospito che viene allontanato da un'udienza, riprese da siti dell'area insurrezionalista e usate per pubblicizzare degli eventi in suo favore. A destra la stessa immagine diventa un'icona, viene stilizzata e usata per analoghe iniziative.
A sinistra e al centro le immagini di Cospito che viene allontanato da un'udienza, riprese da siti dell'area insurrezionalista e usate per pubblicizzare degli eventi in suo favore. A destra la stessa immagine diventa un'icona, viene stilizzata e usata per analoghe iniziative.


LA CONDANNA A 23 ANNI INVECE CHE ALL'ERGASTOLO

L’anarco-insurrezionalista Alfredo Cospito, detenuto a Sassari, è stato condannato a quasi 11 anni di carcere per la gambizzazione dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare nel 2012, Roberto Adinolfi, ma è stato condannato in via definitiva anche per un altro evento: le esplosioni di due ordigni davanti la caserma per allievi carabinieri di Fossano, nel 2006.

8.7.23

AGGIORNAMENTO SU ALFREDO COSPITO

CONDANNATO A 23 ANNI INVECE CHE ALL’ERGASTOLO

RIDIMENSIONATA LA PENA ANCHE PER ANNA BENIAMINO

A sinistra e al centro le immagini di Cospito che viene allontanato da un'udienza mentre alza il pugno, riprese da siti dell'area insurrezionalista e usate per pubblicizzare degli eventi in suo favore. A destra la stessa immagine viene stilizzata e usata per analoghe iniziative.
A sinistra e al centro le immagini di Cospito che viene allontanato da un'udienza, riprese da siti dell'area insurrezionalista e usate per pubblicizzare degli eventi in suo favore. A destra la stessa immagine diventa un'icona, viene stilizzata e usata per analoghe iniziative.

 

Pubblichiamo una stringata sintesi della vicenda giudiziaria di Alfredo Cospito e di Anna Beniamino, insieme agli ultimi aggiornamenti e a degli approfondimenti

 

Negli scorsi mesi avevamo pubblicato un dettagliato resoconto delle vicende giudiziarie riguardanti l’anarco-insurrezionalista Alfredo Cospito, che attualmente sta scontando una pena di quasi 11 anni per la gambizzazione dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare nel 2012, Roberto Adinolfi, ma che è stato condannato in via definitiva anche per un altro evento...

Nel 2022 la Corte di Cassazione confermava la condanna per le esplosioni di due ordigni davanti la caserma per allievi carabinieri di Fossano in provincia di Cuneo nel 2006, riqualificando però il reato commesso come quello più grave previsto dall’ordinamento italiano, e cioè di “strage politica”. Inizialmente era stato condannato per “strage semplice”, e per “strage” si intende anche il solo tentativo di uccidere più persone, dato che l’attentato è stato solo tentato (mentre Cospito lo ha sempre definito meramente “dimostrativo” pur non reclamandone la paternità, e spiegando che <<gli anarchici non fanno stragi indiscriminate perché non sono lo stato>>). Per questo la Suprema Corte aveva rinviato gli atti alla Corte d’assise di Torino per calcolare nuovamente la pena. Quest’ultima chiamava in causa la Corte Costituzionale per decidere se nel suo caso si potevano concedere le attenuanti, nonostante la recidività, che lo avrebbero salvato dalla pena dell’ergastolo: ad Aprile la Consulta ha dichiarato incostituzionale una parte dell’articolo 69 del Codice penale, precisamente quella che vietava di considerare le circostanze attenuanti come prevalenti sull’aggravante della recidiva. In quei giorni Cospito interruppe lo sciopero della fame che aveva intrapreso come forma di battaglia non violenta contro il “41 bis” e il regime di ostatività, e che è durato circa 6 mesi. Dopo la decisione è stato infine condannato a 23 anni invece che all’ergastolo, mentre per lo stesso evento la sua compagna, Anna Beniamino, è stata condannata a 17 anni e 9 mesi invece che a 27 anni e 1 mese come chiedeva la procura.

 

Per chi fosse interessato ad approfondire la vicenda da un punto di vista sia politico che tecnico, oltre al resoconto già menzionato segnaliamo i seguenti articoli:

 

1) LE DICHIARAZIONI DEI MEDICI DI MESSINA DENARO E DI COSPITO

DUE PESI E DUE MISURE

Qui trovate un’ “esclusiva” di Fanrivista (dato che siamo stati i soli a mettere a confronto due notizie di cronaca avvenute lo scorso Gennaio) dove parlavamo dei “due pesi e due misure” usati con Cospito e Matteo Messina Denaro: un primo punto riguarda l’accusa di strage politica, dato che in un primo momento il vertice di Cosa Nostra era accusato “semplicemente” di omicidio plurimo per il concosro nella strage di Capaci, mentre poi verrà condannato solo per strage comune.

Inoltre in quei giorni mentre il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria vietava alla dottoressa che curava la salute di Cospito di rilasciare dichiarazioni alla testata radiofonica antagonista “Radio Onda d’Urto”, tutte le principali testate nazionali pubblicavano le dichiarazioni di Messina Denaro ai sanitari che lo avevano in cura, dichiarazioni che potenzialmente potevano nascondere dei messaggi in codice e che dunque sarebbe stato più sensato vietare, a differenza di quelle dell’anarchico che da anni pubblicava a distanza su vari siti della galassia anarchica, testi che giustificherebbero il regime ostativo cui è sottoposto, mentre secondo il suo legale sarebbe bastato applicare una censura sulla sua corrispondenza lasciandolo nella sezione di “alta sicurezza”.

 

 

2) PERCHÉ STO CON COSPITO E PERCHÉ NON STO CON COSPITO (parte 1)

DALLE VENDETTE DI STATO AI CRIMINI PUNIBILI E NON PUNIBILI

In questo post parliamo di 41 bis ed ergastolo non riducibile (detto anche ostativo).

 

3) PERCHÉ STO CON COSPITO E PERCHÉ NON STO CON COSPITO (parte 2)

L’USO DELLA VIOLENZA E LA STORICA SPACCATURA DEL MOVIMENTO LIBERTARIO

Qui invece il nostro Anarco-pacifista esprime la sua posizione personale su questioni di militanza, e in particolare riguardo all’uso della violenza come strumento politico, sulle diverse anime e sulle storiche spaccature del movimento anarchico (no, anarchia non vuol dire semplicemente “caos”, casomai ve lo steste chiedendo!).

 

4) ALFREDO COSPITO: TEORIE DEL COMPLOTTO O FRAMMENTI DI VERITÀ?!

LE ACCUSE INFODATE ALLA PSEUDO-SINISTRA (PD) E I TIPI DI PROTESTE CHE POSSONO FAVORIRE LA NORMALIZZAZIONE DELLA REPRESSIONE DEMOCRATICA E POTENZIALMENTE A BENEFICIO DELLA “STRATEGIA DELLA TENSIONE”

Qui parlavamo delle accuse, campate in aria, mosse da Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) alla pseudo-sinistra del Partito Democratico (in questi giorni per il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro, che ha passato le informazioni a Donzelli, è stata disposta l'imputazione coatta per rivelazione di segreto d’ufficio), “disegnando” alcuni scenari che potrebbero essere puri “deliri complottisti” senza fondamento così come dei frammenti “di e delle” verità legate al caso umano e giudiziario dell’anarchico-nichilista.

 

 

Proto-Redazione

 

Come di consueto alleghiamo una citazione musicale in armonia con quanto scritto sopra: si tratta di “Kanzone su un detenuto politico” dei “24 Grana




 ultima modifica 10/07/2023 18:22

4.2.23

ALFREDO COSPITO: TEORIE DEL COMPLOTTO O FRAMMENTI DI VERITÀ?!

LE ACCUSE INFODATE ALLA PSEUDO-SINISTRA (PD) E I TIPI DI PROTESTE CHE POSSONO FAVORIRE LA NORMALIZZAZIONE DELLA REPRESSIONE DEMOCRATICA E POTENZIALMENTE A BENEFICIO DELLA “STRATEGIA DELLA TENSIONE”






Prendendo spunto da un commento a un nostro articolo e dalle accuse infondate mosse da Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia) al Partito Democratico (sotto il video dell’intervento alla Camera pubblicato da La Repubblica), “disegniamo” alcuni scenari che potrebbero essere puri “deliri complottisti” senza fondamento così come dei frammenti “di e delle” verità legate al caso umano e giudiziario dell’anarchico insurrezionalista Alfredo Cospito




MAFIE E PRIGIONIERI POLITICI UNITI NELLA LOTTA PER CONDIZIONI PIÙ UMANE NELLE CARCERI DISUMANE: TEORIA COMPLOTTISTICA O SEMPLICE REALTÀ…

Partiamo dal commento di “Tin Hat (espressione gergale per definire i “complottisti”, e in particolare per quelle persone che creano un “cappello” con la carta argentata per impedire fantomatiche intercettazioni “telepatiche”, isolando il cervello con una barriera metallica) pubblicato in calce a un nostro articolo qualche giorno prima dell’intervento di Donzelli, commento che in un certo senso anticipava la teoria complottista “anarco-mafiosa”:

<<Mi dicono spesso che sono un complottista, e allora provo a immaginare uno scenario che può essere sia iper-complottista che realista: se ci fosse stata veramente una trattativa con Matteo Messina Denaro per abolire il 41 bis e l'ergastolo ostativo, il governo (incluso quello passato che ha firmato il 41 bis per Cospito o comunque alcuni settori istituzionali) potrebbe "trattare malissimo" l'anarchico per innescare un'ondata popolare per abolire o riformare in senso favorevole ai mafiosi i due istituti.

Uno scenario più realista è più semplice da disegnare: i governi "trattano malissimo" Cospito perché anarchico, per "punirne uno per educarne 100" e gli interessi dei prigionieri politici con quelli della criminalità organizzata semplicemente convergono...>>. Insomma, secondo Tin Hat, la lotta contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo(lotta portata avanti anche per vie legali come abbiamo già spiegato in questo post) potrebbe trattarsi di una semplice convergenza di interessi tra detenuti, mentre invece Donzelli arriva addirittura a definire Cospito <<un influencer della mafia>>!

Il parlamentare di destra (che è anche vice-presidente del Copasir) ha superato l’immaginazione del commentatore Tin Hat in una maniera poco raffinata e intellettualmente volgare, tanto banale quanto infondata, perché così come è stata raccontata è una pura congettura infamante, una cosa che se fosse stata detta da un comune cittadino, e non da un parlamentare, sarebbe stata denunciata per diffamazione: è arrivato addirittura ad alludere a un collegamento con la mafia dei parlamentari del PD che erano andati a visitare Cospito il 12 Gennaio.

L’accusa si basa sulla coincidenza della data della visita (ricordiamo che i parlamentari sono tra i pochi a poter entrare nelle carceri liberamente) nello stesso giorno in cui è stata “captata” (non si è ben capito se tramite un’intercettazione o una semplice trascrizione basata sulla testimonianza di una guardia) una comunicazione tra due appartenenti a organizzazioni mafiose (uno ‘ndranghetista e un camorrista) in cui sostanzialmente questi incoraggiavano Cospito a continuare nello sciopero della fame e a continuare la battaglia per tutti i detenuti, mafiosi e non mafiosi, terroristi brigatisti e fascisti, estremisti islamici ecc.

Giustamente il partito di centro-presunta-sinistra, oltre a rivendicare la legittimità della visita a Cospito e l’estraneità con il fenomeno mafioso, ha chiesto le dimissioni di Donzelli facendo notare che si sarebbe reso complice di un’irregolarità, che in una certa misura pareva essere stata confermata dal ministro Nordio quando è andato a riferire sul caso in parlamento: il sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove ha “confessato” di aver riferito oralmente a Donzelli il contenuto del documento in cui era trascritta l’incitazione all’anarchico.

Il documento era del DAP (il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, l’organismo che gestisce le carceri),e Delmastro ha dichiarato di non aver previsto che Donzelli lo avrebbe riportato e ”spifferato” in parlamento. I due sostengono che si tratta di un documento pubblico, al quale almeno teoricamente potrebbe essere richiesto l’accesso (come avrebbe poi confermato Nordio). Peccato che è un documento che riguarda dei detenuti al 41 bis, e cioè di un regime studiato, in teoria, per impedire che gli appartenenti ad organizzazioni criminali comunichino con l’esterno. In pratica, purtroppo, il cosiddetto “carcere duro” si può trasformare in un’ulteriore afflizione, incostituzionale, per costringere il ristretto a una collaborazione (di tutta una serie di implicazioni legate al 41 bis ne parliamo nel post sopralinkato, collegato al caso Copsito e che tocca anche l’argomento dell’ergastolo ostativo, una cosa diversa ma che può essere collegata al 41 bis).

Al di là di quello che è successo veramente non mi sorprenderebbe se nelle carceri dei “mondi” criminali diversi si incontrassero (inclusi quelli statali “deviati”, che forse potrebbero avere un certo spazio anche nelle carceri militari e che hanno accesso a tutte le carceri): uno dei pochi “mondi” che probabilmente è sostanzialmente isolato, se non anche privilegiato, è quello dei “colletti bianchi” (o anche della “borghesia mafiosa” per usare un’altra espressione in voga dopo l’arresto di Messina Denaro, ma si potrebbe parlare anche delle “menti raffinatissime” cui si riferiva Falcone), quando ci entrano in carcere…

ALTRI SCENARI E QUESTIONI "COMPLOTTISTICHE" LEGATE AL CASO COSPITO

31.1.23

MINACCIA VELATA (O SEGNALAZIONE) DA UN “ANARCA” A FANRIVISTA?

Abbiamo ricevuto una mail da un “Anarca” che si firma “matteo menchi” (esiste anche un profilo su LinkedIn omonimo, con le prime lettere di nome e cognome scritte in minuscolo. L’indirizzo mail del mittente è “matteo.m71bis@gmail.com”). Non so se interpretarla come una minaccia velata o un’insolita segnalazione. Avendo pubblicato quattro post sul caso Cospito, presumiamo sia riconducibile all'area anarco-insurrezionalista (qui il post in cui spiego perché sono solidale con Cospito, qui invece perché non condivido assolutamente i suoi metodi e quelli dell'area insurrezionale, degli esteti della violenza "ravacholisti").

Questo il testo dove si trova anche un link a una cartella di Google Docs:




<<Se uno si sveglia a quasi 50 anni, ha una propietà, come fa a giustificare la violenza e a praticarla? 

Inoltre, questo limite/giustificazione, non mi rende subalterno a chi invece "si diverte", se mai arriverà un bel giorno? 

Cambiando discorso, ti faccio un regalo, visto che hai velleità, vedi se capisci, sennò ti spiego meglio. 

Un Anarca>> 

 

Se è una minaccia: anche se la violenza minoritaria (dei sedicenti anarco-insurrezionalisti che altro non sono che “leninisti in salsa informale”) ci fa paura come la violenza concentrata (degli stati e di tutti noi che li abitiamo con diversi gradi di consapevolezza e responsabilità), ovviamente non ci fermiamo: Cospito merita il rispetto che merita ogni essere umano, anche se ha portato avanti una strategia terroristica politicamente inutile (che si aliena il consenso della "massa" che dovrebbe essere invece persuasa con i fatti, non quelli violenti) e che potenzialmente poteva coinvolgere “civili” (pure se si volesse ammettere come eticamente giusto il tentativo di ammazzare dei carabinieri, fargli saltare le dita con plichi esplosivi o ferire alle gambe un dirigente di un’azienda nucleare, restano svariati problemi, tra cui il coinvolgimento possibile di persone che non c’entrano niente con gli “obiettivi” che si vogliono colpire, e quindi i cosiddetti “danni collaterali”).

Se è una segnalazione: la tutela delle fonti per un giornalista è sacrosanta, ma bisogna capire anche cosa vuole questa ipotetica fonte, se questa fonte vuole strumentalizzare il giornalista (o minacciarlo in maniera più o meno velata). Inoltre la mia fede la ripongo nella ricerca della verità, ricerca che può e dovrebbe essere anche collettiva: per questo pubblichiamo quello che siamo riusciti a vedere in questa cartella.

Abbiamo preso una serie di precauzioni e usato vecchi device per aprire il link sospetto (che si vede nella foto della mail). Non abbiamo aperto i file ma abbiamo scattato delle foto al contenuto della cartella.

Se qualcun@, incluso lo stesso “anarca” o qualcun@ che ha qualcosa da dire in merito in base alle sue competenze (informatiche, investigative ecc.), capisce di cosa si tratta e vuole fornire delle spiegazioni, lo può fare nei commenti, via social o inviando un’altra mail. L’indirizzo http  (da aprire a rischio e pericolo di chi vuole o può cimentarsi in questo genere di attività informatica in cui non sono esperto) non è riportato nel testo, ma nell’immagine.

Come si vede dalle immagini ci sono dei testi in diverse lingue, diversi link e colpisce l’attenzione una scritta: "Report Child Porn url". Aprendo il link con uno dei device usati (troppo vecchio e non aggiornato per visualizzare il contenuto) abbiamo notato la scritta che denoterebbe il nome della cartella: "Scandalo"

28.1.23

LE DICHIARAZIONI DEI MEDICI DI MESSINA DENARO E DI COSPITO

DUE PESI E DUE MISURE


A sinistra i primi risultati su Google delle notizie che riportano le dichiarazioni di Matteo Messina Denaro riferite alla stampa dai medici. A destra il post in cui Radio Onda d'Urto rende noto che alla dottoressa di Alfredo Cospito è stato intimato di non rilasciare dichiarazioni alla radio.

Cinque giorni fa è stata diffusa una notizia e un documento del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria sul sito di Radio Onda d'Urto, una radio militante e indipendente registrata come testata al Tribunale di Brescia: nel documento si legge che la dottoressa Angelica Milia, che cura la salute di Alfredo Cospito<<viene diffidata a rilasciare a seguito delle visite dichiarazioni alla emittente radio "Onda d'Urto" al fine di non vanificare le finalità di cui all'ex art. 41 bis O.P.. Ulteriori dichiarazioni rese in tal senso, potranno indurre questa A.D. a valutare la revoca dell'autorizzazione all'accesso in Istituto>>.

La medico di fiducia dell'anarchico insurrezionalista, intervistata dalla radio in questione, si diceva perplessa: non doveva parlare di quello che si diceva con Cospito perché, “complottisticamente” parlando, poteva mandare dei messaggi in codice? Oppure si limitava fortemente la sacrosanta libertà di parola nel riportare le condizioni di salute di una persona che sta rischiando la vita?

La notizia ha fatto molto scalpore: la misura del 41 Bis sembra sproporzionata o comunque non adatta al caso di Cospito. Anche ammettendo che i suoi scritti da dietro le sbarre, che sono stati pubblicati e pubblici per anni, potrebbero contribuire a incitare alla lotta armata, sarebbe stato comunque sufficiente una “stretta” alla sua corrispondenza, come sostiene il suo avvocato.

Tralasciando tutta una serie di considerazioni di diritto e politiche (che abbiamo affrontato in due post dal titolo “Perché sto con Cospito e perché non sto con Cospito) la spiegazione più sensata che ipotizziamo è principalmente una: impedire che si sappia che lo Stato italiano sta lasciando morire una persona che, nonostante non condividiamo i suoi metodi e i suoi atti, rimane un essere umano che andrebbe rispettato in quanto tale. 

Poche ore fa inoltre la dottoressa ha spiegato alla stampa che le sue condizioni, già molto gravi, si sono aggravate dopo una caduta mentre si faceva la doccia: si è ferito al naso e ha perso molto sangue. Sempre nelle scorse ore il Garante nazionale dei detenuti ha richiesto che Cospito venga trasferito in una struttura sanitaria adatta alle sue condizioni critiche.

Ma il divieto imposto di non parlare delle condizioni di salute dell’anarchico insurrezionalista stride con un’analoga notizia riguardante Matteo Messina Denaro diffusa nelle scorse ore:

15.1.23

GLI APPELLI PER ALFREDO COSPITO

PROSEGUE LO SCIOPERO DELLA FAME CON IL RISCHIO DI MORIRE


IL SUO LEGALE PRESENTA RICHIESTA DI REVOCA DEL 41 BIS AL GUARDASIGILLI NORDIO

Ieri abbiamo pubblicato un articolo in cui ripercorriamo le vicende giudiziarie di Alfredo Cospito

Abbiamo spiegato in dettaglio perché è stato ristretto al 41 Bis e perché rischia l’ergastolo ostativo. Nelle ultime ore, dopo l’annuncio del ministro della giustizia in cui affermava che nessuna richiesta ufficiale per un atto di clemenza era stata inoltrata, l’avvocato dell’anarchico-insurrezionalista ha formalmente presentato un’istanza. Il Manifesto riporta le dichiarazioni del legale in cui spiega che lo scorso Settembre sono emersi <<fatti nuovi dalla sentenza della Corte d’Assise di Roma sulla cosiddetta operazione Bialystok emessa il 28 Settembre (…)l’imputazione era costruita come se l’associazione anarchica avesse come ispiratore lo stesso Cospito. Ma la sentenza ha fatto chiarezza su questo assolvendo gli imputati e accertando che non vi è alcuna associazione anarchica di cui Cospito sarebbe l’ispiratore>>.

Negli scorsi tre mesi, da quando Cospito ha iniziato lo sciopero della fame, ci sono state svariate manifestazioni e atti di frange più o meno radicali della galassia anarchica e, più in generale, dei movimenti antagonisti. Inoltre hanno trasversalmente alzato gli scudi in sua difesa diversi attori e attrici politici, istituzionali e della società civile, da sinistra a destra, con appelli, manifestazioni, maratone radiofoniche e scioperi della fame a staffetta: da Zerocalcare (che ha realizzato un breve fumetto dal titolo “La Voragine”) a Giuliano Castellino (ex leader di Forza Nuova), passando per Adriano Sfori (ex leader di Lotta Continua), Carlo Taormina (noto avvocato penalista che ha difeso Berlusconi mentre sedeva contemporaneamente in parlamento), Enrico Mentana (direttore del Tg di La7 e fondatore di Open), Gherardo Colombo (ex magistrato del pool di “mani pulite”), Giandomenico Caiazza (presidente dell’Unione camere penali), Padre Alex Zanotelli (missionario comboniano), Don Luigi Ciotti (fondatore di Libera), Daniela Dioguardi (presidente dell’Unione Donne Italiane) oltre a collettività e associazioni come Legal Team Italia e Nessuno Tocchi Caino.

Di seguito ripubblichiamo tre appelli, firmati da personaggi istituzionali e della società civile, in favore della revoca del 41 bis e dell’ergastolo ostativo per l’anarchico insurrezionalista: il primo è stato inviato a diverse testate e pubblicato sull’Avvenire quattro giorni fa; il secondo scritto è stato pubblicato nella stessa data su Il Manifesto: il presidente dell’ANPI Gianfranco Pagliarulo illustra le ragioni della sua adesione all’appello; il terzo è stato scritto dai legali di Cospito a Novembre, e firmato da molt# altr@: lo abbiamo trovato sulla pagina Facebook “La difesa del nemico” dove si spiega che è stato ripubblicato sempre dal quotidiano cattolico L’Avvenire.

 

Alcune immagini dei numerosi gruppi Facebook in favore della revoca del 41 Bis per Cospito e contro il carcere duro in generale

 

1) L’ULTIMO APPELLO DIRETTO A DIVERSE TESTATE E PUBBLICATO DA “L’AVVENIRE” IL 11/01/2023

Gentile direttore,

 

14.1.23

ALFREDO COSPITO: DALL’ACCUSA DI DISERZIONE AL 41 BIS

LE VICENDE GIUDIZIARIE DELL’ANARCHICO INSURREZIONALISTA

 

Sintetizziamo le vicende giudiziarie dell’anarchico insurrezionalista Alfredo Cospito: sfioriamo anche i temi del 41 bis e dell’ergastolo ostativo, domandandoci se siano compatibili con la nostra democrazia liberale (e non in altre forme di governo, o auto-governo, più “utopiche”).

In un altro post dedicato all’argomento, di imminente pubblicazione, prenderemo posizione riguardo alla sua vicenda umana e politica, in accordo con la linea editoriale di Fanrivista che ritiene lo “schierarsi” in maniera franca un progresso verso l’agognata obiettività (separando fatti da opinioni e fornendo delucidazioni su questioni come la stessa selezione di certi “fatti” a discapito di altri) .

Nel prossimo post invece raccoglieremo gli appelli pubblicati sulla stampa e sui social in favore dell’annullamento della misura del 41 bis.

 

A sinistra e al centro le immagini di Cospito che viene allontanato da un'udienza, riprese da siti dell'area insurrezionalista e usate per pubblicizzare degli eventi in suo favore. A destra la stessa immagine viene stilizzata e usata per analoghe iniziative.
A sinistra e al centro le immagini di Cospito che viene allontanato da un'udienza, riprese da siti dell'area insurrezionalista e usate per pubblicizzare degli eventi in suo favore. A destra la stessa immagine viene stilizzata e usata per analoghe iniziative.



COSPITO E LA FAI-FRI: GLI ATTENTATI E LE CONDANNE

Alfredo Cospito, classe ’67 originario di Pescara e poi trasferitosi a Torino, si è impigliato la prima volta nelle maglie della giustizia perché, tra i primi in Italia, fece la scelta di essere un obiettore “totale” venendo accusato di diserzione: l’intricata vicenda giudiziaria si concluse nel ’91, dopo uno sciopero della fame, la richiesta di grazia all’allora presidente Cossiga da parte del padre e una sentenza della Corte Costituzionale.

È stato poi accusato di essere l’ispiratore di una cinquantina di attentati avvenuti tra i primi anni 2000 e il 2016, rivendicati dalla sigla anarco-insurrezionalista e “anti-organizzatrice” FAI-FRI (Federazione Anarchica Informale - Fronte Rivoluzionario Internazionale) e siglati con i nomi di diversi “nuclei” (Cooperativa artigiana fuoco e affini; Nucleo Olga; Rivolta anonima e tremenda ecc.).