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14.2.25

FORAGERS

UN DOCU-FILM SULLA COLONIZZAZIONE DELLA FLORA PALESTINESE

Per la rubrica "RecenTips" consigliamo la visione di “Foragers” , documentario di Jumana Manna sulla colonizzazione della fauna in Palestina, recensito da Filippo Scolaro, studente dell'Università Orientale di Napoli. Abbiamo avuto modo di vederlo a marzo 2024 nel corso della rassegna organizzata da "Napoli Monitor", dal titolo “A FUOCO! Decifrare un conflitto”.

Il lungometraggio ci dà l’opportunità di esplorare come le dinamiche coloniali negano l’accessibilità alle popolazioni native delle proprie risorse basilari. Risorse depredate che poi, come si spiega in questa breve recensione, vengono sfruttate per speculazioni agricole.

La pellicola, sottotitolata in inglese, è reperibile su richiesta all’organizzazione di artisti britannica “LUX”.



Sullo sfondo di questo collage si notano delle colline, vegetazione, e un fuoristrada che percorre un sentiero deserto. Al centro, appoggiata al sentiero con il gomito, una donna. Sempre al centro una mano grande quanto l'automobile raccoglie una pianta, altre sono conservate in una busta di palstica. Sempre al centro un uomo che raccoglie altre piante, una donna con lo sguardo non rivolto verso la camera, una cane e una pianta spinosa ancora più grande che sovrasta tutto il resto.

8.5.24

BASTA ANIMALI AL CIRCO!

SPAZIO COMUNICA-AZIONI 

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato diffuso da Napoli Animal Save e Salerno Animal Save in merito a un presidio contro l'impiego di animali (non umani) nei circhi


Il simbolo di un divieto con all'interno le sagome di un leone, un elefante e un orso. Sotto la scritta "No animals in circuses"
Immagine di Chrisdesign da Openclipart.org

I due collettivi si descrivono così: <<Napoli Animal Save e Salerno Animal Save fanno parte di una rete globale di centinaia di capitoli di Animal Save Movement che testimoniano la sofferenza degli animali e le ingiustizie ai cancelli dei mattatoi. La missione di Animal Save Movement è quella di condividere l’idea che tutti abbiamo il dovere morale di testimoniare e di porre fine all’allevamento degli animali. La nostra visione è quella di un mondo equo, vegano ed eco-friendly per gli animali, il pianeta e la nostra salute.>>


Il volto di una leonessa dietro la grata di una gabbia
Foto di Publicdomainpictures da Pixabay


Prima di lasciarvi alla lettura del comunicato ci preme segnalarvi un post antispecista pubblicato tra queste pagine digitali: utilizzando preziosissimi spunti, presi in prestito dagli scritti di Ocalan, parliamo della scaturigine dello sfruttamento e dello sterminio contemporaneo degli animali, e cioè dell'antica "cultura della caccia" potenziata dall'"intelligenza analitica", per usare le definizioni dell'ispiratore del confederalismo democratico.

Sempre in tema di allevamenti intensivi e connessi interessi, normative e devastazioni ambientali, segnaliamo inoltre l'inchiesta "Food for Profit" di Giulia Innocenzi e Paolo D'Ambrosi, visibile su RaiPlay e mandata in onda dal programma Report la scorsa domenica. 


<<PRESIDIO CONTRO L’UTILIZZO DEGLI ANIMALI NEL CIRCO

Venerdì 3 maggio 2024 noi attivistɜ di Napoli Animal Save e di Salerno Animal Save ci siamo recatɜ di fronte al circo Lidia Togni a Bellizzi per esprimere il nostro dissenso per quanto riguarda l’utilizzo degli animali negli spettacoli.

Siamo riuscitɜ a vedere e riprendere elefanti indiani, pinguini di Humboldt, cavalli e tigri bianche. Questi erano gli animali lì presenti, animali utilizzati per il divertimento delle famiglie. Animali che dovrebbero e vorrebbero trovarsi ovunque tranne che lì.

14.2.24

CREDITI DI CARBONIO, COMPENSAZIONI E GREEN-WASHING

CARBON CREDIT E OFFSET: COSA SONO E PERCHÉ SONO CONTROPRODUCENTI 

 

In questo post per la rubrica "Define" parliamo di "Carbon Credit" e "Carbon Offset", dei sistemi che dovrebbero servire a rendere le aziende più "green", tramite lo scambio di permessi a inquinare e l'adozione di misure che dovrebbero ridurre l'impronta ambientale di un'azienda.

 
 

Un impianto che butta gas nell'atmosfera
Foto di Chris_LeBouttillier



Secondo l'opinione di chi scrive, l'essenza di questo sistema è per sua stessa natura inadeguata 
a ridurre l'impatto dei gas climalteranti. Si rischia di commercializzare la possibilità di inquinare, non diminuendola, e si aprono le porte a nuove possibilità di marketing scorretto e "greenwashing", ossia delle aziende che si spacciano come "green" continuando a inquinare, forse anche più di prima. 
 
Nella conclusione invece proponiamo uno dei peggiori scenari sociali e ambientali verso cui ci stiamo pericolosamente dirigendo, anticipando un altro progetto che prenderà forma tra queste righe digitali e che si chiamerà "Trame". Lo facciamo in accordo con la filosofia di giornalismo sperimentale e con la linea editoriale di questa fanzina/rivista, che si sforza di essere obiettiva e schierata al tempo stesso. 

 

COMPENSAZIONI E CREDITI DI CARBONIO 

 

Con l'espressione "carbon offset" (letteralmente "compensazione di carbonio") si intendono delle attività che un'azienda, un privato o un'istituzione pubblica, mettono in campo per compensare delle emissioni di anidride carbonica o di altri gas serra che hanno emesso.  

 

Detta in soldoni: le aziende, specialmente quelle che immettono tanta CO2 e dunque molto inquinanti, possono continuare a farlo comprando o generando dei crediti "verdi" da altre aziende, finanziando progetti e attività che dovrebbero ridurre l'impatto ambientale complessivo.  

 

Si può acquisire un credito di carbonio per ogni tonnellata di anidride carbonica che si riesce a compensare "assorbendola", per esempio piantando degli alberi, o non emettendola, vale a dire evitando sprechi su una linea di produzione con l'efficientamento energetico. Anche riducendo l'impiego o l'impatto di altri gas serra si possono avere dei "carbon credit", che vanno però calcolati sempre in rapporto all'impatto della CO2: il biossido di carbonio è infatti il gas climalterante che impatta di più in termini quantitativi, ma in termini qualitativi un gas come il metano inquina decine di volte di più della CO2. In altre parole: anche se la CO2 non è la più inquinante in assoluto, è quella maggiormente presente nella nostra atmosfera, e che quindi ha un impatto maggiore per l'effetto serra. 

 

Il fine ultimo dovrebbe essere bilanciare l'impronta ambientale o, addirittura, di compensare più emissioni di gas di quelle generate. I motivi che portano un'azienda o un ente pubblico a produrre o accumulare questi crediti sono diversi. Possono servire a rispettare delle leggi in materia ambientale, ottenendo dei permessi o evitando delle sanzioni. Potrebbero aiutare a comprendere quanto si incide sull'ambiente. Investendo in strategie del genere si potrebbe fare innovazione e ridurre dei costi, perlomeno sul lungo termine, ed essere più avanti rispetto ad altri concorrenti. Qualcuno magari ha veramente a cuore la salvaguardia dell'ambiente, mentre per altri si tratta solo di ripulire l'immagine di un'azienda tramite il "green washing", ossia lo spacciarsi come un'azienda "verde". Infine, questi crediti, concepiti come un incentivo economico per ridurre l'inquinamento, possono essere utilizzati per delle speculazioni finanziarie invece che per salvare il pianeta. 

 

 

I CARBON MARKET: OBBLIGATORI E VOLONTARI 

 

Esistono infatti dei veri e propri mercati dei crediti di carbonio, dei "carbon market" in cui chi ne ha in eccesso può venderli, metterli all'asta o scambiarli al pari di altri strumenti finanziari, dopo che sono stati certificati da enti appositi, che dovrebbero essere imparziali, e commerciati principalmente tramite degli intermediari specializzati, i cosiddetti "carbon brokers".  

24.1.24

A CHI TANTO E A CHI NIENTE:

L’1% POSSIEDE IL 45,6%. IL 50% SOLO LO 0,75%

 

immagine di un dollaro con al centro la figura di un mendicante che chiede la carità a un signore in giacca e cravatta

L’1% DEI PIÙ RICCHI AL MONDO POSSIEDE IL 45,6% DELLA RICCHEZZA GLOBALE; LA METÀ PIÙ POVERA NE POSSIEDE SOLO LO 0,75%; IL 5% DEGLI ITALIANI POSSIEDE IL 46% DELLE RICCHEZZE.


Le statistiche sulla concentrazione del potere economico in Italia e nel Mondo ci fanno comprendere che è sempre più urgente attivarsi per esigere una più equa distribuzione delle ricchezze (non considerando la confusione tra  meriti, privilegi e fortune). Ne parliamo sulla rubrica “Dati Parziali”.

 

 

LA SOPRAVVIVENZA DEL PIÙ RICCO

L’ultimo report sulle disuguaglianze legate alla ricchezza di Oxfam (confederazione internazionale di ONG e movimento che lotta contro disuguaglianze e povertà) intitolato “Survival of the richest” (letteralmente “Sopravvivenza del più ricco”, titolo che fa il verso al motto darwiniano della “sopravvivenza del più adatto) afferma che:

<<L’1% dei più ricchi al Mondo possiede il 45,6% della ricchezza, mentre la metà più povera del pianeta ne possiede solo lo 0,75%.

81 miliardari possiedono più ricchezza di quella del 50% del resto della popolazione mondiale messa insieme.

10 miliardari possiedono più di 200 milioni di donne africane messe insieme>>.

Inoltre nell’ultimo decennio <<l’1% più ricco dell’umanità ha acquisito più della metà di tutte le nuove ricchezze>>.

Le ricchezze sono quindi concentrate nelle mani di pochissimi miliardari, mentre miliardi di persone fanno fatica anche a mettere insieme le calorie minime necessarie al funzionamento biochimico del proprio corpo e possiedono una parte infinitesimale degli averi globali.

 

In basso a destra l'immagine di un dollaro con al centro la figura di un mendicante che chiede la carità a un signore in giacca e cravatta. Poi la scritta: L’1% dei più ricchi al Mondo possiede il 45,6% della ricchezza. La metà più povera del pianeta ne possiede solo lo 0,75%.



In basso a destra l'immagine di un dollaro con al centro la figura di un mendicante che chiede la carità a un signore in giacca e cravatta. Poi la scritta:  81 miliardari possiedono più ricchezza del 50% del resto della popolazione mondiale messo assieme.


RICCHI SEMPRE PIÙ RICCHI, POVERI SEMPRE PIÙ POVERI

25.3.23

DALLA CACCIA ALLO STERMINIO PIANIFICATO

CONSIDERAZIONI ANTISPECISTE SULLA PIANIFICAZIONE DELLA VIOLENZA E SUL RAPPORTO CON ALTRI ESSERI SENZIENTI


 

In basso la faccia di un cane, disegnata tre volte, che si copre prima la bocca, poi le orecchie e poi gli occhi. Sopra due scheletri umani con gli organi in vista. Sul primo scheletro la faccia di un lupo cattiva con un elmetto e degli esplosivi. Sull'altro scheletro la faccia di un maiale con un costoso cappello a cilindro e degli occhiali da sole, mentre ride beffardo.
Collage de "Lo Skietto" con immagini tratte da Pixabay


Dopo lo scarsissimo successo del post “Perché e come si diventa “Veg” e del sequel “Come e perché si diventa vegan” a bassissima richiesta torniamo a parlare del nostro rapporto con altri esseri senzienti tra le righe di “Valvola”. Lo facciamo prendendo in prestito dei preziosissimi spunti dagli scritti di Abdullah Ocalan che, dal carcere di Imrali (dove è rinchiuso da quasi un quarto di secolo), ha teorizzato la “svolta” libertaria e bookchiniana che ha fatto virare le istanze nazionaliste di una parte della resistenza curda, e dei popoli alleati, verso il modello democratico-confederalista sperimentato in Rojava, basato sui principi della democrazia diretta, dell’ecologismo e del femminismo.

 

Le parti del testo in corsivo sono prese dal libro “La Civiltà Capatilista. L’era degli Dèi senza maschera e dei Re nudi. Manifesto della civiltà democratica Vol. 2” della collana “Scritti dal Carcere” edito da “Edizioni Punto Rosso” ed “Edizioni Iniziativa Internazionale”, uscito in italiano nel 2021 e tradotto dal tedesco da Simona Lavo (pag.39-43, paragrafo “Ragione e Società”).

 

 

NATURA "COSMICA" E NATURA SOCIALE
INTELLIGENZA EMOTIVA E INTELLIGENZA ANALITICA

L’istinto primigenio del primate umano è predatorio: le scimmie sono principalmente onnivore, ma non tutte, incluso alcun* appartenenti alla specie dell’homo sapiens.

Una delle differenze con altre specie del regno animale risiede nell’importanza della dimensione sociale: <<per un bambino l’infanzia termina solo dopo un periodo di 15 anni, durante i quali non può vivere senza società. Alla nascita il bambino è molto debole. Tutti i cuccioli di animale sono in grado di sopravvivere da soli in breve tempo, perlopiù in pochi giorni>>.

L’aspetto sociale di donne e uomini è collegato a un’altra capacità umana molto particolare: conservare e tramandare conoscenze di generazione in generazione, tramite dei sistemi di rappresentazione simbolici gestuali, ma soprattutto orali e scritti.

4.3.23

TERREMOTO IN TURCHIA E SIRIA: TRA EROISMO E VILTÀ

LA CONTINUAZIONE DELLE OSTILITÀ NONOSTANTE L’EMERGENZA;
IL RITIRO DEI SOCCORRITORI SPAGNOLI PER LA DISTRUZIONE DI EDIFICI NONOSTANTE LA POSSIBILITÀ DI SALVARE ALTRE VITE





Torniamo a parlare degli eventi sismici che continuano a colpire Turchia e Siria: a distanza di un mese dalla prima scossa, mentre la mesta conta delle vittime sfiora l’orribile cifra di 50 mila esistenze spezzate, parliamo degli esempi di viltà che offuscano, ma non cancellano, quelli di eroismo in risposta ai pericoli che la potenza della natura pone, ostacoli che possiamo e dobbiamo superare insieme!


Quasi un mese fa pubblicavamo un post sulla “macchina” della solidarietà che si attivava, naturalmente e istintivamente, in risposta alla catastrofe naturale ed “artificiale” del terremoto: la catastrofe è stata anche “artificiale” per la mancanza di prevenzione nell’attuare sistemi di sicurezza antisismici (come i materiali di costruzione da usare, il rinforzo degli edifici già esistenti ecc.), mancanza alimentata dalla corruzione, dall’edificazione urbana selvaggia e dalla devastazione ambientale connessa. 

Sopravvivere in un ambiente che pretendiamo di dominare e che forse è molto più ostile di quanto noi “scimmie urbane” siamo abituate a pensare dovrebbe spingere gli appartenenti alla nostra specie a cooperare e ad essere solidali, una solidarietà che però deve essere generalizzata e non diretta solo al supporto del proprio “maxi-branco” o “maxi-clan”... Oltre ai meccanismi di solidarietà sono continuati, purtroppo, anche quelli che regolano le ostilità e che non si fermano nemmeno di fronte a una sciagura di tale portata.

16.2.23

COME E PERCHÉ SI DIVENTA VEGAN?

SCELTE BESTIALI E NON SOLO ALIMENTARI...

 

 


Pubblichiamo il “sequel” di un articolo apparso sulle pagine della rubrica “Valvola”, scritto dall’allora autore “Semivegano Indeciso”, auto-ribattezzatosi per l’occasione come “Vegano Deciso MinimumFlexy”.



PRODUZIONE INDUSTRIALE: OGGETTI DI CARNE



Come di consueto citiamo un brano/video musicale in sintonia con quanto scritto nel post (questa volta però lo mettiamo all’inizio dell’articolo). Si tratta di “Am I Wrong” di “Etienne de Crecy”. Nei 4 minuti di video animato si racconta la storia romanzata di un hamburger: il cervello di un bovino è collegato a un macchinario che gli fa credere di vivere normalmente nella natura. Invece una creatura, a metà tra l’umano e il canide, taglia pezzi del suo corpo che entreranno in un macchinario per la triturazione della carne, a monte di un procedimento del confezionamento di burger di un fast-food.

Una persona, per caso, scoprirà il “bestiale” e disumano trattamento cui è sottoposto l’animale, innescando un sabotaggio della catena di montaggio e una vendetta dell’animale tanto rabbiosa quanto macabra.

Nonostante la narrazione fantasiosa il video mi fa tornare alla mente momenti reali di diverse fasi delle mie passate occupazioni nella ristorazione e in una fabbrica dove si confezionano prodotti a base di carne.


NELLA PRECEDENTE “PUNTATA”: SCELTA ETICA O SENSORIALE?

Qualche mese fa ho scritto un articolo intitolato Perché è come si diventa VEG” (sottotitolo: “Le svariate sfaccettature di un’unica scelta: il rispetto per il pianeta e per tutti i suoi abitanti, nonostante gusti e preferenze connesse a contraddizioni ed ipocrisie umane”).

Nel post si trovano diverse definizioni che consentono di “etichettare” diverse scelte di regimi alimentari, tra cui due intermedie tra il veganismo e il vegetarianismo, e cioè “flexitarianismo” e “semi-veganismo”. Se non avete familiarità con questi termini e con altri meno particolari, come pescetarianismo, carnivorismo e necrofagia, potreste trovare utile il precedente post, e vi invitiamo caldamente a leggerlo.

Oltre a questo raccontavo le motivazioni che possono condurre una persona a optare per un regime alimentare specifico, insieme a quelle mie personali ovviamente: in estrema sintesi sono stato vegetariano per circa 7 anni (e cioè non ho mai mangiato né carne né pesce ma ho continuato a consumare, più o meno sporadicamente, alcuni latticini e uova).

Da circa tre mesi sono diventato vegano, con tre eccezioni (contate) di cui parlo fra pochissime righe (non “cambiate canale”!).

La scelta che mi ha inizialmente portato a essere vegetariano era sia etica che "di gusto", e dunque "sensoriale": a un certo punto della mia vita ho cominciato a provare sia tristezza che disgusto nel mangiare cadaveri processati. Un simile disgusto, anche se in maniera molto minore, e un’ipocrita tristezza l’ho avuta anche per i latticini e per le uova (per le uova un po’ di meno), percependole come qualcosa di almeno vagamente “impuro”, qualcosa che usciva dalle mammelle di un animale o dalle sue parti intime, qualcosa con un odore e un sapore a tratti gradevole ma che comunque “non mi convinceva” pienamente. Per i primi venticinque anni circa della mia vita ho sempre mangiato “male”, sia quando ero onnivoro che vegetariano…

Insomma, in parole povere, direi che la questione etica e la questione sensoriale-gustativa nel mio caso erano nate insieme, e quindi capire quale fosse sorta prima o quale fosse prevalente era un po’ come cercare di capire se “è nato prima l’uovo o la gallina?”.

 

9.2.23

TERREMOTO IN SIRIA E TURCHIA: TRA OSTILITÀ E SOLIDARIETÀ

NON UCCIDE IL TERREMOTO MA GLI EDIFICI COSTRUITI MALE E LA MANCANZA DI PREVENZIONE!


La catastrofe naturale e la conseguente tragedia umana offrono alcuni spunti di riflessioni illustrati da Editorialista Travagliato, insieme a una rassegna delle ultime notizie riguardanti la questione degli aiuti umanitari: la mancanza di prevenzione verso i fenomeni naturali alimentata dalla corruzionel’estraneità e la superiorità percepite dall’essere umano nei confronti dell’ambiente e degli ecosistemil’istinto al tempo stesso socievole e clanico degli umani.




Immagine di repertorio tratta da PixaBay di Angelo Giordano 



Il 6 Febbraio un terremoto ha scosso furiosamente il territorio alla frontiera tra Turchia e Siria con l'epicentro tra le province di Gaziantep e Kahramanmaras, nei confini politici della Sublime porta. La magnitudo rilevata della prima scossa è di quasi 8 gradi (su 9,5 della scala Richter, che indica la forza meccanica di un sisma) mentre la più forte scossa di assestamento ha raggiunto quasi 7 gradi. La profondità dell’evento sismico è di 10 KM (molto vicina al livello della superficie e quindi più dannosa): il grado dei danni subiti è stimato a quota 9 della scala Mercalli (precisamente detta scala MCS, su un massimo di 12 gradi, limite che indica la distruzione totale).

Mentre si scrive questo post il bilancio delle vittime accertate ha raggiunto la tremenda cifra di circa 20 mila, mentre centinaia di migliaia si contano tra dispersi, senzatetto e feriti. Per avere un’idea dell’ampiezza della catastrofe si è affermato che è stato mille volte più forte del terremoto di Amatrice ed è paragonabile, in riferimento alla storia italiana, solo a un terremoto che ha colpito la Sicilia nel 1693.

Secondo il “sultano” turco Erdogan si tratta del più grave terremoto nel paese dopo un evento analogo nel 1939 che provocò circa 30 mila morti. Anche nel 1999 la Turchia fu colpita da un altro sisma: le vite spezzate furono più di 17 mila. Molte organizzazioni in quel frangente denunciarono il dilagante abusivismo edilizio e la deturpazione dell’ambiente senza rispettare gli standard di sicurezza…

Questo articolo della BBC mostro le foto di alcuni luoghi immortalati prima e dopo la tragedia, fornendo visivamente una “cifra” dei danni subiti


 

LA MANCATA PREVENZIONE E L’ABUSIVISMO AMBIENTALE ED EDILIZIO COLLEGATO A CORRUZIONE E A UNA VISIONE MIOPE DELL’ESISTENZA

Molti edifici erano già gravemente danneggiati dalla guerra civile siriana che continua da più di un decennio (più del 65% delle infrastrutture basilari erano già distrutte o pesantemente danneggiate nel nord-ovest della Siria, secondo il Rojava Information Center): i danni del sisma si sono aggiunti alla precarietà esistenziale di popolazioni martoriate dalla guerra, dei profughi e degli sfollati interni che faticano a ricevere beni di prima necessità, assistenza sanitaria ed educazione e anche solo a scaldarsi, una popolazione quasi totalmente sotto la soglia di povertà.

Dal lato della Turchia, sul canale Telegram Rise Up 4 Rojava, oggi si legge: <<i giornalisti che criticano la reazione del governo alla catastrofe sono stati immediatamente arrestati. Non possiamo considerare questa catastrofe al di fuori della sua dimensione politica: migliaia di morti potevano essere evitate. Lo stato Turco e l’attuale regime al potere dei partiti AKP-MHP hanno rubato milioni diretti alla stessa emergenza di cui parliamo adesso, hanno permesso ai costruttori di realizzare edifici scadenti in una zona a rischio sismico senza nessun criterio ragionevole, collezionando milioni in tangenti. Le province a maggioranza curda aspettano disperatamente da giorni supporto>>.

Alla corruzione si somma la miopia della specie umana che tende a considerarsi avulsa dalla natura, salvo poi riscoprire tragicamente di essere ospite di un pianeta che non può e non dovrebbe tentare di dominare, ma dovrebbe rispettare come un ospite: si dice che non sono i terremoti a uccidere ma come vengono costruiti gli edifici, uccide la prevenzione che non viene fatta! 

Abbiamo le capacità tecnologiche per costruire in maniera –quantomeno più- compatibile con il nostro habitat e in maggiore sicurezza, ma allora perché non lo facciamo? Perché siamo coinvolti in un sistema socio-economico che punta all’espansione economica infinita in un sistema ambientale che pone dei limiti e che non è infinito, perché pensiamo all’arricchimento economico sul breve termine alimentato dalla corruzione e finalizzato all’accumulazione di capitale di pochissimi, mentre a un’altra minoranza più estesa restano le borghesi briciole di una vita “comoda” e la stragrande maggioranza non ha nemmeno le risorse per assicurarsi le calorie minime per far funzionare il proprio metabolismo… Perché l’abusivismo edilizio, le case costruite con materiali scadenti sono funzionali a questo sistema!