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7.3.26

NÉ TEOCRAZIA, NÉ “ESPORTARE” DEMOCRAZIA: FERMIAMO LA DISTOPIA CONTEMPORANEA!

Abbiamo iniziato a varcare l’uscio della III guerra mondiale con l’ “Operazione Martello di Mezzanotte”, così è stato soprannominato l’attacco israelo-statunitense all’Iran. Intanto, su giornali, tv e social, passa in secondo piano la rete infernale di Epstein, che per adesso sfiora pure l’Italia, dove si continua a parlare di Garlasco, famiglia del bosco, Sanremo, Olimpiadi e calcio...

Questo pseudo-editoriale parte dalle dichiarazioni contraddittorie sulle ragioni dell’attacco, per poi fare un passo indietro all’11 Settembre e a quel processo, promosso dai familiari delle vittime, che dovrebbe accertare le sospettate responsabilità dell’Arabia Saudita nell’attentato che ha innescato le cosiddette “guerre al terrorismo” per “esportare la democrazia”.

Nella conclusione trovate gli scenari ancora più distopici dell’attuale cacotopia che dobbiamo assolutamente scongiurare, insieme a un po' di "filosofia spicciola" in stile fanzina.



In alto uno screenshot del sito della Casa Bianca: il 25 Giugno 2025 Trump dichiarava che i pesanti bombardamenti statunitensi avevano "annichilito" ("obliterated") le strutture del programma nucleare iraniano. Affermare il contrario era falso, e a corraborare la dichiarazione di Trump c'era Commissione sull'Energia Atomica Israeliana: "l'abilità iraniana di sviluppare armi nucleari è stata rallentata per molti anni". Sotto l'immagine di un bombardamente a Teheran: si vede una donna avvolta da un velo nero guardare impaurita verso il cielo, in primo piano. Sullo sfondo di una via cittadina, si alza un'enorme colonna di fumo.

In alto uno screenshot del sito della Casa Bianca: il 25 giugno 2025 Trump dichiarava che i pesanti bombardamenti statunitensi avevano "annichilito" ("obliterated") le strutture del programma nucleare iraniano. Affermare il contrario era falso, secondo Trump. 
A corraborare la sua dichiarazione c'era la Commissione sull'Energia Atomica Israeliana: "l'abilità iraniana di sviluppare armi nucleari è stata rallentata per molti anni".


UNA GUERRA SENZA RAGIONI LEGALI E OBIETTIVI CHIARI

4.5.23

DEFINIZIONE DI INTELLIGENZA

ESSERE FELICI SENZA CAUSARE SOFFERENZA


Questo brevissimo “post-aforisma” (o afori-post) è incluso nella nostra rubrica pseudo-enciclopedica, “Define”. 


Immagine dell'artista Jambuboy da Pixabay


Tuttavia non parliamo dei diversi usi e delle sfaccettature che può assumere la parola
intelligenza, ma proviamo a tracciare una definizione che è più un consiglio pratico ed etico, di “filosofia morale spicciola”, da integrare a quelle che troviamo nei dizionari: 

sul dizionario De Mauro (precisamente nelle prime due accezioni del lemma), leggiamo che per intelligenza si intende la <<facoltà della mente umana di intendere, pensare, giudicare, comunicare fatti e conoscenze, di formulare giudizi ed elaborare soluzioni in risposta agli stimoli esterni, di adattarsi all’ambiente o di modificarlo in base alle proprie necessità>>. 

Analogo è il concetto di intelligenza riferibile agli altri animali del pianeta Terra: <<facoltà mentale che permette l’acquisizione di capacità, l’adattamento e la risposta a stimoli esterni e la comunicazione con i propri simili o con l’uomo>>.

Si spiega poi che il vocabolo, per estensione, può essere inteso come la <<capacità di apprendere, capire, giudicare con particolare facilità, prontezza, acutezza>> e quindi anche la capacità di agire, la <<perizia, competenza con cui si fa qualcosa>> .


Arriviamo dunque alla conclusione:

Intelligenza vuol dire avere la capacità di essere felici senza causare sofferenza.

Quanto più riusciamo a essere felici senza causare sofferenza, tanto più siamo intelligenti!


Phil Feroso




25.5.22

Schema insiemistico di felicità e sofferenza come Yin e Yang

In questa riflessione, nata da una conversazione sul significato di “felicità”, provo a darne una definizione “schematizzata”, rifacendomi all’insiemistica applicata al simbolo di Yin e Yang

Cos’è la felicità? Quanto dura? Di questo discutevamo in una piazzetta affollata di gente che faceva baldoria. Banalmente ho subito pensato che “felicità” è quando stiamo “bene”… ma quando stiamo bene stiamo anche un po’ “male”, e viceversa!

Un tizio-filosofo diceva che dura pochi attimi, quelli al centro della traiettoria di un pendolo (metafora della nostra vita) che oscilla fra mestizia e sofferenza. Forse è vero, ma comunque penso che l'allegria sia perennemente in contrasto con ciò che ci fa soffrire, come due fluidi che un po’ si mescolano, a volte, ma restano comunque separati. Sono sentimenti opposti ma intrinsecamente connessi.

schematizzazione disegnata a mano