PIÙ SPESE, PIÙ STIGMA, MENO DIRITTI E MENO SALUTE PER LA COMUNITÀ TRANS
Declassato da fascia di rimborsabilità "A" a "C" il farmaco "Sandrena" per la terapia ormonale sostitutiva. La medicina, che contiene il principio attivo "estradiolo", è un gel usato anche dalle donne trans ed è considerata più sicura di quelle somministrate per via orale. Il provvedimento è stato adottato a febbraio dall'Agenzia italiana del farmaco (l'AIFA) su richiesta della casa produttrice (la Orion Corporation), ed è percepito dalla comunità LGBTQI+ come un attacco al loro diritto alla salute. Infatti il declassamento comporta che il costo è completamente a carico del paziente. Ma non è tutto...
A Gennaio sono
stati inviati gli ispettori a un ospedale fiorentino, il Careggi, una
delle poche strutture in Italia che assiste persone trans. La stampa
e la politica hanno alzato un "polverone mediatico" con
accuse mai provate, ed è stato aperto un fascicolo "esplorativo"
alla procura di Firenze senza accuse specifiche o indagati: alcuni
pediatri avrebbero prescritto la "triptorelina" senza
avviare correttamente il preliminare percorso psico-terapeutico. Si
tratta di un farmaco che dovrebbe ritardare non irreversibilmente la
pubertà, fornendo così più tempo per ragionare su un percorso di
affermazione di genere. Usiamo il condizionale perché tantissimi
esperti lo ritengono sicuro e lo impiegano da decenni per diverse
patologie, ma nel Regno Unito è stato temporaneamente sospeso e
permesso solo in via sperimentale per l'incongruenza di genere.
Mentre alcune
famiglie stanno pianificando di trasferirsi all'estero per continuare
le terapie, per paura che queste vengano sospese al Careggi, resta un
fatto: le strumentalizzazioni politiche della vicenda non aiutano la
ricerca medica.

Immagine a sinistra di Marek Studzinski da Unsplash; a destra di Ted Eytan da Flickr; simbolo transfemminista al centro di Mpasquato da Wikimedia Commons. Rilasciate con licenza Creative Commons
Parliamo delle
due questioni nell'articolo che segue, con un'intervista e una
lettera di un'attivista
transfemminista.

DA CLASSE "A" A "C": NESSUN RIMBORSO SENZA PIANO TERAPEUTICO
Sandrena, il farmaco attualmente più sicuro che le donne trans possano assumere per le terapie ormonali sostitutive, è stato riclassificato da fascia “A”, fornito gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale, a “C”, completamente a carico di chi lo utilizza. I farmaci di classe C sono generalmente considerati non particolarmente essenziali, oltre che soggetti a potenziali aumenti di prezzo. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 febbraio 2024, è l’ennesimo, inaccettabile, attacco alle persone trans e alla giustizia sociale e sanitaria.
Barbara Peluso, sorella, compagna e amica, ha condiviso con me la sua esperienza e i suoi pensieri a riguardo: <<con il declassamento del Sandrena, le donne trans possono accedere al farmaco gratuitamente solo ed esclusivamente con piano terapeutico. L’unica struttura accreditata sul territorio campano che propone questo tipo di intervento è il Policlinico. La prescrizione, da parte di qualsiasi altro endocrinologo, impiegato nel pubblico o nel privato, da Febbraio a questa parte, non fornisce alcuna forma di esenzione. Occorre sottolineare, inoltre, che i farmaci per le terapie endocrinologiche sono già di default soggetti a irreperibilità, sia per carenze di magazzino che (soprattutto) di produzione. Dopo la delibera dell’Aifa, molte confezioni di Sandrena sono state ritirate dal mercato per modificarne le etichette e io sono stata costretta a farne a meno per circa due settimane>>.