DAL “FESTE, FARINA E FORCA” AL “SURGELATI, SOCIAL E SOPPRESSIONE”
Mentre la città di Napoli, dove ha sede la nostra pseudo-redazione, è in piena febbre calcistica pubblichiamo un breve editoriale dello sportivo “popolare” e atleta amatoriale Karin Abdul Poggioreal, rielaborando la nota espressione del poeta misogino e conservatore Giovenale, che precedeva sostanzialmente la stessa strategia attuata del “re nasone”...
ARMI DI DISTRAZIONE E INTRATTENIMENTO DI MASSA
“Panem et circenses”, tradotto dal latino, significa “pane e giochi del circo”, e indica la strategia di distrazione di massa consistente nel fornire un “piatto a tavola” e varie forme di intrattenimento in modo da tenere tranquillo e soggiogare il popolo, mantenendolo indifferente verso i soprusi di chi concentra nelle sue mani il potere, di chi effettivamente comanda.
Una versione più evoluta dell’espressione risale all’epoca del Regno delle Due Sicilie ed è nota come quella delle “tre F”, ossia “Feste, Farina e Forca”: al cibo e alle feste si affianca anche l’elemento della paura, tramite la repressione giudiziaria e quindi con le impiccagioni esemplari.
Siamo giunti nel terzo millennio, e nonostante le conquiste tecnologiche della nostra specie, talmente evoluta da essere votata all’autodistruzione, si riescono ad assicurare (non sempre) delle condizioni minime di vita e dei diritti umani basilari solo a una parte della società globale, quella più opulenta, moralmente e materialmente affogata in sprechi materiali e intellettuali futili: mentre l’industria alimentare ci rimpinza di cibo spazzatura e quella mediatica ci propina show salottieri e frivoli, un’altra parte del Mondo, saccheggiata e sfruttata da secoli, fa fatica a mettere insieme la quantità minima di calorie necessarie per arrivare alla fine della giornata, fuggendo da guerre e carestie per poi essere tacciata di “rubare il lavoro” e addirittura di essere colpevole di una fantomatica “sostituzione etnica”.
