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10.11.24

UNRWA BANDITA DA ISRAELE: CRIMINALIZZATO IL LAVORO UMANITARIO

LA “BORSA NERA” DI GUERRA SEMBRA ESSERE GESTITA DALLE GANG LOCALI CON IL SUPPORTO DELLE FORZE DI OCCUPAZIONE ISRAELIANE.

CI SAREBBE ANCHE UN PIANO PER AFFIDARE LA GESTIONE DEGLI AIUTI A COMPAGNIE DI SICUREZZA PRIVATE.



Bambine, bambini e una persona anziana con delle pentole vuote attendono dietro un muretto divisorio che vengano riempite.
Foto di hosnysalah da Pixabay


Pubblichiamo un aggiornamento sulle ultime due leggi israeliane che criminalizzano l'UNRWA e che aprono le porte a ulteriori disastri umanitari e speculazioni. 

Parliamo anche delle implicazioni legali di questo provvedimento legislativo e della "borsa nera" che caratterizza le economie di guerra.

In più, includiamo nel post un breve "fact-checking" per sfatare delle fake-news sull'Agenzia che sostiene i profughi palestinesi.


ISRAELE CRIMINALIZZA L'UNRWA

Lunedì 28 ottobre il parlamento del sedicente stato ebraico ha approvato due leggi, adottate con un larghissimo consenso dell’opposizione, da implementare nell’arco di tre mesi: l’UNRWA (“Agenzia ONU per il soccorso e il collocamento dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente) viene identificata come un gruppo terroristico, non potrà operare <<nel territorio sovrano dello Stato di Israele>> e avere relazioni con istituzioni e funzionari pubblici, inclusi esercito e banche, perdendo la possibilità di ottenere visti, l’immunità diplomatica e le esenzioni fiscali. In concreto non potrà operare nemmeno a Gaza e in Cisgiordania oppure, nello scenario migliore, riuscirà solo a svolgere pochissimi compiti con grande difficoltà. Lunedì scorso è arrivata la comunicazione ufficiale del ministro degli esteri all’Agenzia: l’accordo di cooperazione in vigore dal ‘67, base legale del rapporto tra Israele e l'Agenzia, è cancellato. La motivazione addotta è un supposto legame con degli <<operativi di Hamas>>. Ma i benefici per l’etno-teocrazia israeliana sono ben altri che la presunta lotta al terrorismo. Non a caso alcuni terroristi ebraici uccisero colui che contribuì a far nascere l’UNRWA… Ma andiamo per ordine, e spieghiamo cosa fa in concreto l’UNRWA.




COS’È L'UNRWA E COME NASCE IL “DIRITTO AL RITORNO”

L’“Agenzia ONU per il soccorso e il collocamento dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente” assiste, difende e promuove i diritti di circa 5 milioni di rifugiati palestinesi nei territori occupati (Gerusalemme Est inclusa), in Siria, Libano e Giordania. Fondata dall’Assemblea Generale nel ’48 conta più di 30mila dipendenti. La maggioranza di questi sono rifugiati e operano insieme a circa 300 funzionari internazionali. Fornisce assistenza a tutte quelle persone che hanno perso mezzi di sostentamento e abitazioni a partire dalla cosiddetta guerra arabo-israeliana del ’48, la “guerra di indipendenza” per gli israeliani, la “Nakba” (la “Catastrofe”) per i palestinesi, l'inizio della pulizia etnica e del genocidio incrementale che continua fino a oggi.

24.8.24

LA "MACCHINA DEL FANGO" CONTRO L'UNRWA

PIÙ DI 200 DIPENDENTI DELL'AGENZIA ONU MASSACRATI, MA LA STAMPA MAINSTREAM PARLA SOLO DEI 9 SANZIONATI DA UN'INCHIESTA "AMMINISTRATIVA" (SU 3000 DIPENDENTI IN TOTALE) PER UNA PRESUNTA PARTECIPAZIONE AL 7 OTTOBRE


Da tempo l'UNRWA, Agenzia ONU per i rifugiati palestinesi, è oggetto di attacchi e getti di "fango" per tagliarne i finanziamenti e minare il "diritto al ritorno" dei palestinesi, sancito dalla risoluzione 194 del '48. Invece, in "Occidente", quasi nessuno pensa di tagliare "fondi" e "ponti" con uno stato che applica l'apartheid, forse anche peggiore di quello sudafricano.

L'ultimo "polverone mediatico" si è alzato per 9 dipendenti dell'UNRWA (su 30mila in totale), sospettati di essere coinvolti nell'attacco del 7 Ottobre e licenziati dalla stessa Agenzia.

La stessa attenzione non viene dedicata agli innumerabili crimini compiuti da soldati e coloni-paramilitari israeliani.

In questo articolo ricapitoliamo quello che è successo negli ultimi mesi.


Un frammento malconcio di un sacco con la scritta dell'UNRWA con farina destinata ai rifugiati. Si legge: <wheat flour (not for sale) for free distribution to Palestine refugees> e altre scritte con riferimenti logistici.
Un frammento malconcio di un sacco utilizzato per la distribuzione di alimenti.



L'UNRWA È "CATTIVA" E I FANATICI ISRAELIANI SONO TUTTI "ANGIOLETTI": L'ENNESIMO ESEMPIO DI "DUEPESISMO"

Mentre esponenti politici, della più barbara classe dirigente che Israele ha mai avuto, fanno pubblicamente affermazioni che incitano al genocidio, talvolta perfino "legittimate" dal Deuteronomio, mentre i soldati israeliani si vantano dei loro crimini di guerra sui social network, mentre una folla di fascio-messianici estremisti tenta di liberare dalla polizia militare un soldato accusato di stupro nei confronti di un prigioniero palestinese, mentre una grandissima parte della teocrazia ed etnocrazia israeliana sostiene il terrorismo di stato, spacciato come legittima difesa, tantissimi organi di stampa mainstream, nonché vari influencer estremisti pro-sionisti, si mettono a fare le pulci all'UNRWA e la definiscono "compromessa".


Cinque box con i risultati di ricerca ottenuti dal più noto motore di ricerca, Google. Nel primo si vede che scrivendo la parola "UNRWA" il primo risultato, sponsorizzato, è una pagina del sito del governo israeliano che recita: <UNRWA Neutrality compromised>. In un altro si vede il titolo dell'ANSA: <Medio oriente, l'ONU ammette: 9 dipendenti forse coinvolti> (la parola "forse" è sottolineata in rosso). Sotto il titolo del giornale "Oggi": <Onu licenzia nove dipendenti dell'Urwa: "Complici di Hamas..> (le ultime tre parole sono evidenziate in giallo). A sinistra il titolo di "Tgcom 24": <UNRWA, 9 membri coinvolti nell'attacco del 7 ottobre: licenziati> (la parola "coinvolti" è evidenziata in giallo). Infine il titolo de "Il Foglio": <Cadono le prime teste dei dipendenti dell'Unrwa colpevoli del 7 ottobre> (la parola "colpevoli" è evidenziata in giallo).
Digitando "UNRWA" sul più noto motore di ricerca il primo risultato è un articolo, sponsorizzato, del governo israeliano che la definisce "compromessa" in quanto a neutralità.

Mentre si lanciano costosissime campagne stampa per delegittimare e tagliare i fondi all'UNRWA, vecchia quasi quanto la stessa "questione palestinese" (forse sarebbe meglio dire "questione coloniale israeliana"), la maggioranza dei governanti occidentali -inclusi quelli italiani- non concepiscono nemmeno la possibilità di tagliare gli armamenti, pagati di tasca nostra, forniti a uno stato che applica l'apartheid. Si parla, o addirittura si chiede di tagliare i fondi all'UNRWA, ma quasi nessuno chiede di troncare gli affari di tantissime aziende private con le colonie illegali, che giorno dopo giorno "rosicchiano" illegalmente territorio. Terre che spettano ai palestinesi legalmente (almeno a partire dal '67) e non solo moralmente. Lo fanno tramite l'azione di teppisti supportati dall'esercito "regolare". Parliamo dei cosiddetti coloni, suprematisti ebraici e fanatici-messianici che terrorizzano, uccidono, bruciano villaggi quotidianamente, perché secondo loro lo dice la Bibbia che quella terra gli appartiene. Seguendo i canoni culturali più diffusi in questa parte del pianeta è evidente che la parola "terrorista" può essere affiancata solo a persone che hanno un colore della pelle diverso, oppure che credono in una religione o in un fondamentalismo diverso da quelli che aggradano maggiormente la massa...

Ma partiamo dall'inizio: prima di capire cosa è successo e cosa si sa fino ad adesso, spieghiamo brevemente cos'è l'UNRWA.



COS'È L'UNRWA

24.4.24

UNRWA: NESSUNA PROVA DA ISRAELE SU COLLUSIONE CON HAMAS

Aggiornamento sull'Agenzia che fornisce servizi essenziali e garantisce basilari diritti umani dei palestinesi sfollati a partire dal ’48: Israele aveva accusato una manciata di dipendenti dell'UNRWA di complicità nel 7 Ottobre, mentre un altro migliaio sarebbe collegato con Hamas e la Jihad Islamica Palestinese. Le accuse avevano comportato la sospensione dei fondi versati da diversi stati all'UNRWA.


A sua volta l'Agenzia ONU per il soccorso e il collocamento dei profughi palestinesi, che in questo momento deve far fronte soprattutto alla denutrizione dilagante a Gaza, aveva accusato Israele di aver estorto con la tortura delle confessioni da dipendenti ristretti.
Molti dei paesi hanno già ripreso a fornire finanziamenti all'agenzia per i rifugiati palestinesi e, pochi giorni fa, un'indagine interna all'ONU ha confermato che Israele non ha mai fornito alcuna prova a sostegno delle sue accuse.


Il rapporto fornisce, inoltre, decine di indicazioni per migliorare l'applicazione del principio di neutralità e afferma che l'Agenzia <<non è sostituibile ed è indispensabile>>, mentre i governanti sionisti si sforzano di eliminarla insieme al cosiddetto "diritto al ritorno".


Infine, l'Agenzia è stata anche oggetto di diverse campagne di delegittimazione, inclusa un'operazione di propaganda digitale.



Un monumento con la chiave che simboleggia il diritto al ritorno dei palestinesi.
Un monumento con la chiave che simboleggia il diritto al ritorno dei palestinesi. Foto di Reina91 da Wikimedia rilasciata con licenza Creative Commons


LE ACCUSE FONDATE SOLO SULLA "VELINA-DOSSIER" ISRAELIANA