“APO” NON HA RICHIESTO UNA RESA INCONDIZIONATA DEL PKK
Continuiamo a parlare di Abdullah Ocalan, storico leader del PKK, e delle trattative con la Turchia per la rubrica “Come va a finire?!”.
L’ultimo messaggio diffuso da “Rêber Apo” conferma la volontà di risolvere la questione curda senza ricorrere alle armi.
La stampa che va per la maggiore, omettendo una nota finale dell'appello, lo ha fatto apparire come una sconfitta della resistenza curda e una chiamata alla resa incondizionata, distorcendone il senso.
Resta da capire, come abbiamo già argomentato tra queste pagine, se anche il “Sultano” Erdogan è davvero pronto a negoziare oppure se sta semplicemente cercando di seminare discordia nella resistenza curda, se sta prendendo tempo “congelando” -o concludendo per davvero- il conflitto interno con il PKK, in preparazione di una guerra più aperta con l’Iran e in competizione con Israele per l’egemonia del Levante.
Per chi non avesse mai sentito parlare di Ocalan o abbia solo una vaga idea di chi sia, ma anche per chi volesse approfondire altri aspetti della sua vicenda e della questione curda, consigliamo anche tre letture riepilogative e di approfondimento:
- in questo post abbiamo parlato dell’arresto illegale di Ocalan, focalizzandoci sul ruolo svolto dall’Italia nel suo rapimento e fornendo alcune nozioni basilari sulla questione curda;
- in questo altro articolo abbiamo tracciato, a grandi linee, in cosa consiste il paradigma confederalista democratico e municipalista libertario, sviluppato in prigionia dopo l’autocritica della pratica marxista-leninista e l’abbandono delle aspirazioni irredentiste per uno stato-nazione curdo;
- infine, abbiamo spiegato in cosa consiste e come è stato applicato concretamente il nuovo paradigma nel Nord-Est della Siria, nota ai più con la sineddoche “Rojava”.
Adesso vediamo cosa è successo in questi ultimi giorni...
