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23.7.23

PAUSA DI ORGANIZZAZIONE E RIFLESSIONE

CI PRENDIAMO UNA PSEUDO-PAUSA, MA RESTIAMO SEMPRE ATTIVI-ST*...

Tanti libri, giornali, e carte da leggere ammassate
Nella nostra foto per la canonica pausa “estiva” (che forse si protrarrà fino ad autunno inoltrato, forse meno, lo stiamo ancora decidendo) non ci sono spiagge e ombrelloni, ma tante cose da leggere e scrivere!


Ci prendiamo qualche settimana di pausa, non tanto per “riposare” ma soprattutto per “organizzarci”: prima di scrivere c’è bisogno di studiare e leggere tanto e per questo ci serve molto tempo, ma intanto: esplorate le diverse sezioni del sito (o semplicemente “scrollate” e navigate all’indietro tra i più di cento post pubblicati nelle pagine virtuali in questo anno e mezzo di attività) e tra gli svariati temi trattati ci sarà qualcosa che vi interessa particolarmente.

Oltre a molti articoli e post su fatti di attualità e di cronaca, che cercano di fotografare momenti della “storia iper-contemporanea” di questi mesi, troverete dei contenuti concepiti come degli “articoli a lunga scadenza”, somiglianti a dei saggi più o meno informali, molto spesso con degli “articoletti” all’interno di un “maxi-articolone” da leggere con tanta pazienza (che crediamo verrà ripagata alla fine, anche per uscire dal bombardamento continuo di news omologate, frammentate e poco approfondite, dedicando un po’ più di tempo a testate indipendenti, autoprodotte e atipiche), e siamo sicur* che troverete tantissimi contenuti sempre utili da leggere anche a distanza di molto tempo dall’immediatezza della pubblicazione.

Noi comunque continueremo a pubblicare degli aggiornamenti sui nostri profili social (sia su quelli “asociali” che sul Fediverso tramite Mastodon) e potete continuare a contattarci per segnalazioni, proposte, comunicati e così via.

Vi segnaliamo anche il primo post (che è anche un saggio breve sui media alternativi e sul giornalismo indipendente) in cui spieghiamo in cosa consiste il progetto di giornalismo indipendente e sperimentale di Fanrivista, e se in qualche maniera i nostri propositi vi attirano e li sentite “affini” personalmente, politicamente o editorialmente, qui spieghiamo come collaborare/cooperare/federarsi con noi.

Grazie a tutt* quell* che stanno supportando il progetto anche solo leggendoci e criticandoci!

LOVE!

Il Direttore Tuttofare 

21.6.23

COLLABORA E COOPERA CON FANRIVISTA!

UN PROGETTO DI GIORNALISMO SPERIMENTALE, INDIPENDENTE E AUTOPRODOTTO


In alto a tutto la scritta: <partecipa al progetto di giornalismo autoprodotto>. Sotto <D.I.Y or die!>. Sotto ancora <we need us>. Diverse persone si indicano tra loro e al centro due figure che satiricamente rappresentano "Unkle Sam": sul loro cappello non c'è la bandiera statunitense. Su quello del primo c'è il simbolo dell'anarchismo, affiancato da quello del pacifismo e sotto una stella rossa. Su quello dell'altra il simbolo del transfemminismo e una bandiera arcobaleno


Sintetizziamo cos’è “FanRivista, La Fanzina Generalista” e spieghiamo come potete partecipare al progetto o proporne di altri affini.


COSA È “FANRIVISTA, LA FANZINA GENERALISTA” IN BREVE

Fanrivista è una pubblicazione "publishing fluid" che consiste in auto-produzione giornalistica: è una "Fanzina" per lo spirito indipendente da ogni potere esterno (condizionamenti del "mercato" e meccanismi di "autocensure" inclusi), perché privilegia il contenuto sulla forma non delegando nessun aspetto della testata a terzi ma partecipando collettivamente ai diversi "problemi" produttivi. In questo senso la Fanza rientra nelle logiche dell'"autonomous publishing"...

Ed è "Generalista" per l'ampiezza dei temi trattati (volutamente indefiniti) e perché propone un modello di giornalismo aderente agli standard deontologici e informativi "classici", ma al contempo cercando di scardinare le criticità del mondo della stampa dal suo "interno" (in questo senso ci proiettiamo tatticamente verso alcune dinamiche del "self-publishing", accettando alcuni "compromessi formali" come la registrazione della testata), dimostrando che un'informazione diversa è possibile, amplificando la voce di chi vuole cambiare e sovvertire un sistema economico fermo a secoli fa (il capitalismo), di chi lotta verso ogni forma di discriminazione, e contrastando gli abusi dei potenti, non essendo il loro "cane da salotto" ma il "cane da guardia" del popolo.

Autofinanziandoci con il sudore di lavori precari portiamo avanti un modello di giornalismo indipendente e sperimentale, abbiamo "coperto" diversi festival di autoproduzioni, di giornalismo, di tecnologie, realizzato inchieste su fonti aperte (dalle stragi nelle carceri fino a ricerche nel campo dell'editoria "anarchicheggiante"), articoli pseudo-accademici sulle applicazioni della filologia classica nel web, curiamo alcune rubriche (e ne prepariamo di nuove) come quella psuedo-enciclpedica "Define", quella di fact-checking "Chekka il Fatto" e quella di "filosofia spicciola" “Valvola, scritto articoli su questioni di attualità come la detenzione di Julian Assange e Alfredo Cospito, la resistenza del Rojava, la giustizia riparativa, le politiche sulle droghe legali e illegali, e molto altro in poco più di un anno di vita.

Lo facciamo con un approccio "slow-news", creando articoli "a lunga scadenza" contro i meccanismi delle "catene di montaggio mediatiche" che sfornato "junk-news" in rapida successione da "consumare" voracemente, e soprattutto lo facciamo con un'attenzione "meta-mediatica", ossia dalla prospettiva di un mezzo di comunicazione che indaga i processi di altri media. Inoltre svolgiamo una serie di esperimenti comunicativi e autoproduciamo articoli (che non troverebbero spazio nei circuiti mediali “mainstream”) nella cornice di un giornalismo sperimentale, come quelli sulla “filologia del web”.

Per chi vuole saperne di più: a questo indirizzo si trova un saggio breve-informale sull’universo dei “media alternativi (cos’è una fanzine? Un blog? Che vuole dire “autonomous publishing”? Cosa sono i media alternativi?) e si spiegano gli intenti programmatici del progetto. Passiamo adesso a spiegare come collaborare e cooperare con noi...

 

AAA CERCASI COLLABORATOR*/PARTNER/PARTECIPANTI PER TESTATA ONLINE: REDAZIONE DI ARTICOLI, GRAFICA E ALTRI RUOLI (ANCHE/SOPRATTUTTO “MUTUALISTICI”)

Fanrivista tecnicamente è un plurisettimanale telematico, regolarmente registrato in tribunale, anche se in pratica è una produzione ibrida tra un blog, una rivista cartacea di approfondimento, un mini-portale di informazione online, ecc.

Il progetto ha una chiara linea editoriale per cui, come prima cosa per chi ha intenzione di conoscerci meglio o di partecipare, vi preghiamo di dare un’occhiata agli intenti programmatici espressi nel saggio succitato: anche se non la condividete pienamente ma la ritenete comunque “compatibile” con la vostra maniera di lavorare in senso stretto, e di “lavorare” come attivistə e militantə, le vostre proposte ed energie sono più che benvenute!

Tutte le persone che si identificano in valori o visioni anti-capitalisti, anti-fascisti, anti-sessisti, anti-razzisti, anti-specisti, non omotransfobici, non abilisti, contro l’abuso della forza (fisica, mentale, comunicativa) e non discriminatori in generale, al di là di un’eventuale appartenenza politica o partitica specifica sono benvenute: tuttavia lo spirito che anima questo progetto è “libertario” (non “liberale” o peggio “liberista”!), nel senso che è improntato alla libertà (nello specifico di comunicazione ed espressione) alla sperimentazione contro i dogmatismi, a pratiche autogestionarie, orizzontali e mutualistiche.

31.1.23

MINACCIA VELATA (O SEGNALAZIONE) DA UN “ANARCA” A FANRIVISTA?

Abbiamo ricevuto una mail da un “Anarca” che si firma “matteo menchi” (esiste anche un profilo su LinkedIn omonimo, con le prime lettere di nome e cognome scritte in minuscolo. L’indirizzo mail del mittente è “matteo.m71bis@gmail.com”). Non so se interpretarla come una minaccia velata o un’insolita segnalazione. Avendo pubblicato quattro post sul caso Cospito, presumiamo sia riconducibile all'area anarco-insurrezionalista (qui il post in cui spiego perché sono solidale con Cospito, qui invece perché non condivido assolutamente i suoi metodi e quelli dell'area insurrezionale, degli esteti della violenza "ravacholisti").

Questo il testo dove si trova anche un link a una cartella di Google Docs:




<<Se uno si sveglia a quasi 50 anni, ha una propietà, come fa a giustificare la violenza e a praticarla? 

Inoltre, questo limite/giustificazione, non mi rende subalterno a chi invece "si diverte", se mai arriverà un bel giorno? 

Cambiando discorso, ti faccio un regalo, visto che hai velleità, vedi se capisci, sennò ti spiego meglio. 

Un Anarca>> 

 

Se è una minaccia: anche se la violenza minoritaria (dei sedicenti anarco-insurrezionalisti che altro non sono che “leninisti in salsa informale”) ci fa paura come la violenza concentrata (degli stati e di tutti noi che li abitiamo con diversi gradi di consapevolezza e responsabilità), ovviamente non ci fermiamo: Cospito merita il rispetto che merita ogni essere umano, anche se ha portato avanti una strategia terroristica politicamente inutile (che si aliena il consenso della "massa" che dovrebbe essere invece persuasa con i fatti, non quelli violenti) e che potenzialmente poteva coinvolgere “civili” (pure se si volesse ammettere come eticamente giusto il tentativo di ammazzare dei carabinieri, fargli saltare le dita con plichi esplosivi o ferire alle gambe un dirigente di un’azienda nucleare, restano svariati problemi, tra cui il coinvolgimento possibile di persone che non c’entrano niente con gli “obiettivi” che si vogliono colpire, e quindi i cosiddetti “danni collaterali”).

Se è una segnalazione: la tutela delle fonti per un giornalista è sacrosanta, ma bisogna capire anche cosa vuole questa ipotetica fonte, se questa fonte vuole strumentalizzare il giornalista (o minacciarlo in maniera più o meno velata). Inoltre la mia fede la ripongo nella ricerca della verità, ricerca che può e dovrebbe essere anche collettiva: per questo pubblichiamo quello che siamo riusciti a vedere in questa cartella.

Abbiamo preso una serie di precauzioni e usato vecchi device per aprire il link sospetto (che si vede nella foto della mail). Non abbiamo aperto i file ma abbiamo scattato delle foto al contenuto della cartella.

Se qualcun@, incluso lo stesso “anarca” o qualcun@ che ha qualcosa da dire in merito in base alle sue competenze (informatiche, investigative ecc.), capisce di cosa si tratta e vuole fornire delle spiegazioni, lo può fare nei commenti, via social o inviando un’altra mail. L’indirizzo http  (da aprire a rischio e pericolo di chi vuole o può cimentarsi in questo genere di attività informatica in cui non sono esperto) non è riportato nel testo, ma nell’immagine.

Come si vede dalle immagini ci sono dei testi in diverse lingue, diversi link e colpisce l’attenzione una scritta: "Report Child Porn url". Aprendo il link con uno dei device usati (troppo vecchio e non aggiornato per visualizzare il contenuto) abbiamo notato la scritta che denoterebbe il nome della cartella: "Scandalo"

18.2.22

Cos’è “Fanrivista, La Fanzina Generalista”?!?!

Il disegno di un cervello con diverse aree colorate
Sieti giunti in questa amena nicchia immersa nelle fitte ragnatele del cyberspazio, e avete trovato questa “web-zina”, benvenuti!

Questa rivista online, una sorta di “blogzina” o “rivinzina”, si sforza di coniugare il carattere artigianale e informale della galassia delle “fanzine” e dei blog[1] con gli standard giornalistici ed editoriali più tradizionali che caratterizzano la stampa generalista, posizionandosi a metà strada tra i concetti di autonomous-publishing e self-publishing.

Ancora non vi è chiaro in cosa consiste questo progetto?! Certo, ho appena iniziato a spiegarlo ed è abbastanza atipico, lo stesso titolo può risultare contraddittorio (mi riferisco all’accostamento della parola “fanzina” all’espressione “testata generalista”)… Allora entriamo nel merito della questione partendo da alcune definizioni…

Fanzine, webzine e media generalisti