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7.8.22

L’editoria anarchica italiana: piattaforme online, siti libertari e autogestiti

Pubblichiamo oggi, per la rubrica Esami Infiniti, il quarto capitolo di una tesi di laurea dal titolo “L’editoria libertaria italiana: dalla frammentazione della galassia anarchica all’omologazione insurrezionale”. Il richiamo a una certa uniformità dei contenuti delle frange più rabbiose, antiorganizzatrici, nichiliste e violente della galassia anarchica è strettamente connesso a una serie di contenuti (a volte “copiati e incollati”, tradotti o riprodotti secondo logiche di content syndication) presenti online.

Questo penultimo capitolo contiene un lavoro di ricerca e catalogazione online delle infrastrutture web e dei siti online dell’universo libertario. Questa “bozza” di catalogazione è ferma al Marzo del 2021, e quindi è potenzialmente arricchibile anche grazie alle vostre preziose segnalazioni: non è un caso che questa testata/zina vuole abbattere il confine tra "produttori/trici" e "consumatori/trici" di contenuti (su come farlo più nello specifico se ne parla nepost di presentazione del progetto, che è anche un saggio breve informale su autoproduzioni e media alternativi) e per questo l'aiuto della collettività è fondamentale!

Nella prima parte di questo capitolo si parla delle piattaforme anarchiche e autogestite online: partendo dal collettivo “Autistici e Inventati” si fanno delle considerazioni su possibili risvolti negativi degli strumenti a tutela della privacy online. 

Si passa poi a parlare di ECN (European Counter Network), il primo provider “antagonista” europeo, di Indymedia (noto media center), di Anarcopedia (una Wikipedia anarchica) e di altri esperimenti simili, di Ainfos (agenzia stampa anarchica) e di Rivoluzione Anarchica (un aggregatore di notizie automatizzato). 

Nella terza parte del capitolo si parla dei siti dedicati all’ambito insurrezionale e prodotti specificamente da questo ambiente: l’ultima sezione (paragrafo 4,3,4) è dedicata a quelli che ho definito di “propaganda non spicciola” perché si distaccano, contenutisticamente, dall’omologazione richiamata nel titolo della tesi.

 Infine, per concludere la parte di ricerca, c’è una sitografia con altri siti web così divisa: nella prima parte ci sono i siti web propriamente “insurrezionali”, poi quella che contiene siti di soggetti politici “definiti” (come associazioni e collettivi), quella dei comunisti anarchici e dei sindacati di base e libertari, quella dedicata ad altri singoli e collettivi e, infine, quella degli anarcocapitalisti (di cui si parla più nello specifico nel capitolo conclusivo che sarà pubblicato a breve).






NELLE PRECEDENTI "PUNTATE"

Nella prima “puntata scritta” si presentava un’iper-concisa storia del movimento anarchico in Italia intrecciata a uno stringatissimo viaggio in quella del panorama editoriale italiano; vi si trovano anche delle nozioni molto basilari su terrorismo e sull’uso politico della violenza (contestualizzato rispetto all’anarchismo e considerando che gran parte della “galassia anarchica” si configura, almeno sul versante delle pubblicazioni, in maniera “insurrezionale”).

Nella seconda si trattava delle case editrici e dei vari “editori, formali o meno, e più o meno autoprodotti, a partire dalla fine dell’800: queste pubblicazioni possono essere definite “di nicchia” e sono all’interno di un’altra nicchia, quella delle autorpoduzioni “pure” e degli editori semi-independenti che pubblicano “poco” dal punto di vista quantitativo…

Nella terza ci si occupava dei periodici cartacei, partendo dal settimanale fondato da Errico Malatesta per arrivare alla storia di “Sole e Baleno”, passando per il “testamento” di Sacco e Vanzetti.

Buona lettura e grazie per l’attenzione!








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