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26.4.25

È MORTO UN RE...

LE DICHIARAZIONI OSCURANTISTE DEL PRESUNTO PAPA PROGRESSISTA, CHE UNA PARTE DELLA SINISTRA NON VUOLE RICORDARE


AVEVA DETTO ANCHE QUALCOSA DI SENSATO IN FAVORE DI ALCUNI DEGLI ULTIMI DELLA TERRA, MA CHI CI GOVERNA NON VUOLE RICORDARLO



Al centro le guardie svizzere, armate di lance, scortano la bara del papa trasportata da alcuni uomini in giacca e papillon. Intorno una folla di persone, molte scattano foto. SUllo sfondo un edificio del Vaticano.

È morto un sovrano che potrebbe essere definito “illuminato” solo considerando il bassissimo livello morale e di analisi teorica dei sovrani in generale. Un livello sotto terra, come il corpo tumulato dell'ultimo monarca della teocrazia vaticana. Bassissimi come lo sono gli stessi retrogradi concetti di aristocrazia, imperatori e regnanti vari.

Tra queste pagine abbiamo già parlato delle ipocrite e imbarazzanti “aperture” alla comunità LGBTQ+ di Papa Francesco: mentre diceva di non poter giudicare nessuno perché non era dio (anche se lo rappresenterebbe), dichiarava di essere favorevole a psichiatrizzare una persona gay, a patto che fosse bambina. Essere gay da bambini è una malattia, secondo il defunto sovrano “illuminato”. Da adulti poi non si può fare più nulla, nemmeno giudicare... Di fronte a questa logica, appaiono roba da poco le espressioni omofobe come la <<frociaggine>> da debellare nei seminari. Oppure le esclamazioni sessiste sul <<chiacchiericcio che è roba da donne>>, non certo per chi indossa i <<pantaloni>> .

5.1.23

MORTO UN PAPA CE NE STA UN ALTRO...

DIRITTI LGBTQ+ E PEDOFILIA NELLA CHIESA: DA WOJTYLA A BERGOGLIO PASSANDO PER RATZINGER

 



Muore un papa e un altro è stato “già fatto”: per la prima volta dopo secoli la carica di sovrano della teocrazia vaticana è stata ricoperta contemporaneamente da un “Papa Papa” e un “Papa Emerito”. In questo post parliamo di due temi legati alla sessualità, molte volte confusi da chi crede, in maniera totalmente irrazionale, che siano legati: la posizione della chiesa nei confronti della comunità LGBTQ+ e gli insabbiamenti degli scandali della pedofilia nel clero, all’insegna del detto “i panni sporchi si lavano in famiglia”.


DUE PAPI “CONTEMPORANEI”

Si è soliti considerare Joseph Aloisius Ratzinger, “delfino” di Karol Jozef Wojtyla, più conservatore rispetto a Mario Bergolio, e a pochi giorni di distanza dalla morte del primo viene naturale interrogarsi sul grado di “conservatorismo” di Benedetto XVI rispetto all’ipotetico tasso “rivoluzionario” di Francesco I.

Non è un caso che Francesco, gesuita, abbia scelto il nome del santo povero per eccellenza e che sia ideologicamente riconducibile alla “Teologia del Popolo”, corrente di pensiero legata alla “Teologia della Liberazione” ma epurata degli elementi dottrinali marxisti. Tralasciando tutta una serie di eventi più simbolici (come la scelta di non usare gioielli sfarzosi o di accogliere alcuni senzatetto nelle mura vaticane) e politico-finanziari (come la riforma dello IOR, la banca vaticana, annunciata dall’ultimo papa o il sostegno di Wojtyla a Solidarnosc durante la guerra fredda contro il comunismo di stampo stalinista) oltre che di attualità e storici (come le stesse ragioni che hanno spinto Ratzinger a dimettersi, tra cui ci sarebbe anche una presunta “lobby gay” che lo avrebbe ostacolato) iniziamo a concentrarci su come gli ultimi tre papi hanno affrontato la “questione LGBTQ+”.

 

 

OMOSESSUALITÀ “AL ROGO”: L’ABOMINIO DEL PENSIERO DOMINANTE E PATRIARCALE. DAL GIUBILEO DEL 2000 AL RICORSO ALLA PSICHIATRIA IN ETÀ INFANTILE AUSPICATO DA BERGOGLIO