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18.8.25

SOLDATO “PRO-ISRAELE”: 'SITI GHF SONO TRAPPOLE MORTALI'

<SPARANO SULLA FOLLA INVECE DI METTERE CARTELLI PER FAR SPOSTARE LE PERSONE>

<LA GHF NON FORNISCE NEMMENO UNA BOTTIGLIETTA D’ACQUA PERCHÉ COSTA TROPPI SOLDI>

<GLI USA SONO DALLA PARTE SBAGLIATA DELLA STORIA>


Sei foto su due colonne leggermente sfasate. Segue la descrizione di ognuna dalla prima nell'angolo a sinistra in senso orario. 1) Una massa di persone in fila lungo barriere metalliche con filo spinato e in mezzo a due terrapieni.  Sopra i terrapieni si notano le sagome di alcuni militari. 2) Un bambino raccoglie briciole di cibo in mezzo a pacchi di cartone e buste di pasta aperte. Il suo volto è sconvolto e impaurito. Una mano è intenta a raccogliere mentre con l'altra alza il pollice, facendo il gesto "ok". Sullo sfondo si intravede una scritta in ebraico. 3) Un bambino emaciato, scalzo e con i vestisti sporchi, stringe tra le braccia tre o quattro pacchi di cibo (sembra riso o pasta). Sta stringendo la mano di una delle guardie armate (di cui si vede solo la parte dell'avambraccio) e bacia quella mano. Il bambino si chiama "Amir" e la sua tragica storia è raccontata nell'articolo. 4) Quattro militari in piedi su un terrapieno. Si notano alcuni pali elettrici, delle barriere protettive e un cubo di cemento usato come postazione di guardia. 5) Due folle di persone sono sdraiate a terra. In mezzo una striscia di sabbia con due nuvole di polvere, provocate dallo sparo di armi da fuoco. 6) Aguilar durante un'intervista mostra una foto cartacea: c'è un uomo emaciato con un pacco sulle spalle. Sullo sfondo una bambina che indossa un velo.
Video e immagini scattate a Gaza da Anthony Aguilar e consegnate alla stampa.


+AGGIORNAMENTI DEL 06/09/2025+

  • Anthony Aguilar, il soldato privato di cui parliamo in questo articolo, il 03/09/2025 ha protestato al senato statunitense insieme a un’altra veterana, Josephine Guilbeau. Sono stati arrestati e portati via dalla polizia mentre dicevano <<Il governo degli Stati Uniti è complice di genocidio, avete delle obbligazioni da rispettare imposte dalla nostra costituzione. Siete tutti complici!>>.
  • A fine Agosto un altro ex lavoratore della GHF ha rilasciato pubblicamente delle dichiarazioni sulla sedicente fondazione umanitaria, nello specifico è stato intervistato dalla CBS. Come aveva fatto Aguilar in un primo momento, ha fornito la sua testimonianza non rivelando la sua identità e ha consegnato alla stampa altri filmati. Reclutato da una società di logistica statunitense, ha dichiarato di non sapere che avrebbe lavorato proprio per la GHF: <<pensavo di andare lì per aiutare altre persone. Mi ci sono voluti due o tre giorni per rendermi conto che stavano proprio sparando alla gente, non ai combattenti, indiscriminatamente. Non erano colpi di avvertimento (…) Una volta mi hanno detto di uscire fuori dal perimetro del sito. Dovevo pulire dei resti di animali e di alcuni umani. Dopo gli spari c’erano resti umani e c’era un odore molto sgradevole. I contractors e l’IDF hanno detto che non spettava loro, così il compito è stato assegnato a me. Ma non sapevo cosa fosse. Dovevo mettere tutto sul camion e portarlo via. Mi viene da sudare e sento cuore battere forte solo a parlarne (...) I contractors si vantavano di quante persone erano riuscite a uccidere, di quanto erano bravi a sparare, colpivano qualunque cosa fosse viva, anche gli uccelli (...) Ho deciso di parlare perché non se non avessi detto nulla non mi sarei sentito a posto con la coscienza. Queste atrocità non devono succedere>>.



A Marzo del 2024 l’allora Alto Rappresentante UE diceva che Israele usava <<la fame come arma di guerra>>. Era il primo anno di guerra genocida e si verificavano le prime “stragi della farina”, oggi più strutturate e sistematizzate. 

Da Giugno 2024 i leader israeliani sono formalmente accusati e ricercati per vari crimini, incluso l’impiego della carestia come arma di guerra.

A Novembre del 2024 abbiamo cominciato a parlare delle trappole mascherate da centri alimentari, quando il possibile affidamento della distribuzione degli aiuti a compagnie militari private era solo una voce. Si diceva che i soldati privati avrebbero usato delle pallottole di gomma, ma così non è stato e la realtà ha superato le peggiori prospettive. 

A Maggio del 2025 il piano di militarizzare gli aiuti si è concretizzato. Sei mesi prima già si sospettava che dietro i saccheggi di aiuti e la gestione della “borsa nera” non ci fosse Hamas, ma lo stesso governo israeliano.

Poi, all’insegna del pragmatismo criminale e del “dividi e comanda”, è arrivata addirittura la pubblica ammissione di Netanyahu: ha armato bande jihadiste per indebolire Hamas, le stesse che attaccano i camion, impongono il pizzo e lucrano sugli aiuti

Eppure ci continuano a raccontare che è tutta colpa di Hamas, e che sono loro a rubare gli aiuti. Anche ammettendo che sia vero (visto che fino ad oggi le evidenze dimostrano l’esatto contrario) basterebbe inondare Gaza di aiuti invece che di bombe: secondo la basilare legge della domanda e dell’offerta, se ci fosse abbondanza di cibo non ci sarebbe più lucro, non ci sarebbe più la “borsa nera” e nemmeno gli assalti ai camion, i morti e i malati per denutrizione e malnutrizione... E non ci sarebbe nemmeno una popolazione stremata e umiliata da deportare in Egitto o altrove per appropriarsi di preziose risorse, inclusi quei giacimenti di gas di cui poco si parla.

Oggi, dopo il rinnovo dei fallimentari lanci aerei di insufficienti aiuti, che finiscono anche con lo schiacciare letteralmente persone, parliamo di una serie di testimonianze precise, rilasciate da Anthony Aguilar. È un veterano statunitense, non certo un sinistrorso “pro-pal”, che ha descritto e confermato il malefico “segreto di Pulcinella” sui siti di distribuzione controllati da Israele e USA. Infatti, Aguilar è anche un “insider” delle operazioni della sedicente fondazione umanitaria che distribuisce gli aiuti a Gaza, la “Gaza Humanitarian Foundation”, avendo operato nella Striscia per circa un mese, a partire da fine Maggio. Oltre a svelare che il progetto, in realtà, non ha nulla di umanitario, ha rivelato diversi particolari sul funzionamento della militarizzazione degli aiuti, e ha anche diffuso diversi video che documentano crimini di guerra.

La testimonianza di Aguilar è stata accolta, insieme al testimone, da eterogenei apparati mediatici, anche politicamente ed editorialmente opposti, inclusi quelli più mainstream. Le parole e i video che ha diffuso hanno sconvolto soprattutto i settori più conservatori dell'opinione pubblica, inclusi i sostenitori e i negazionisti dell’apartheid israeliano, dato che le persone di altri schieramenti culturali e politici sono più informate sulle malefatte che la propaganda tenta di nascondere

Nell’articolo che segue sono state analizzate ore delle sue svariate interviste rilasciate in queste ultime settimane, una serie di diversi “pezzi” che ci aiutano a comprendere approfonditamente tutto quello che “l’addetto ai lavori” ha detto pubblicamente. Oltre a sconvolgerci ulteriormente, ci spingono a chiedere nuove spiegazioni e richieste di giustizia.



USANO LA FAME COME ARMA DI GUERRA E LO HANNO ANCHE DICHIARATO...

Per anni i governanti israeliani hanno controllato le calorie medie spettanti a ogni singolo abitante di Gaza, con l’intento di indebolire la popolazione per mantenerla appena sopra la soglia di sopravvivenza mentre, al contempo, si cercava di evitare una conclamata crisi umanitaria e l’indignazione della comunità internazionale. Oggi le élite imprenditoriali tecno-fasciste non hanno più bisogno di nascondersi. Imprenditori ed esponenti vari del complesso militare-industriale controllano direttamente i politici o si sono “buttati” personalmente in politica, e sono più sfacciati che mai. Grazie al disinteresse delle masse, troppo impegnate a cercare di sopravvivere economicamente o a soddisfare falsi bisogni iper-consumisti, e grazie al fallimento o all’auto-asservimento di varie strutture partitiche e politiche, si sta affermando un principio pericolosissimo per l’intera umanità: il genocidio di Gaza dimostra che chi è più forte e chi ha più soldi può fare tutto, può ammazzare chiunque e può prendersi tutta la terra che vuole. L’unica legge da rispettare, secondo loro, è quella della giungla capitalista tecno-feudale, quella che premia chi è più brutale e ha più capitale.

31.5.25

GAZA: AIUTI UMANITARI MILITARIZZATI

  • UCCISI E SPARITI CIVILI RECATISI AI PUNTI DI DISTRIBUZIONE DI CIBO E AIUTI
  • I CENTRI DI DISTRIBUZIONE SONO TUTTI VICINO AL SUD, CON L'INTENTO DI SFOLLARE IL NORD DI GAZA E SPINGERE LA POPOLAZIONE NEL DESERTO DEL SINAI
  • ISRAELE E OSCURE ORGANIZZAZIONI PRIVATE DECIDONO CHI PRENDE DA MANGIARE E, DUNQUE, CHI VIVE E CHI MUORE

Dall'inizio di Marzo il governo israeliano ha intensificato oltre l'immaginabile l'embargo a cui è sottoposta Gaza da decenni, dopo aver scientemente studiato la media minima di calorie per tenere i gazawi appena sopra la soglia della malnutrizione ben prima del 7 Ottobre.

A decine stanno morendo letteralmente di fame o per mancanza di medicinali, come banali antisettici. Altri sono stati uccisi da cecchini, da fanti e da droni, oppure sottoposti a sparizione forzata mentre cercavano di ottenere cibo nell'ambito del nuovo piano di distribuzione degli aiuti, guidato da aziende private statunitensi (senza contare i bombardamenti sulle tendopoli). 

Il piano, attivo da qualche giorno, è stato concepito dalle forze di occupazione israeliane fin dalle prime settimane della guerra di annichilimento contro Gaza. 

Secondo le più importanti organizzazioni umanitarie internazionali potrebbe costituire un crimine contro l'umanità, che si sommerebbe agli svariati crimini di guerra e al “crimine dei crimini”, il genocidio.


A sinistra una folla di bambini (e un adulto) accalcati con facce disperate, mentre hanno in mano delle pentole. A destra c'è un'altra foto: una bambina bionda, scheletrica, mentre un uomo tiene in mano un telefono che mostra la sua immagine in salute e sorridente.
A sinistra una foto di una mensa a Gaza di Dicembre 2024 (immagine di Hosnysalah da Pixabay). A destra l'immagine di Rahaf Ayyad, bambina di Gaza, scattata da Hani Abu Rezeq.


Estromettere le Nazioni Unite dalla distribuzione degli aiuti a Gaza per perseguire fini militari impiegando organizzazioni private (dai finanziatori oscuri e connesse con la CIA, lo spionaggio statunitense), al fine di negare un coinvolgimento diretto dei criminali di guerra al governo in Israele. Secondo varie ONG e l'ONU è questo lo scopo del piano di distribuzione di aiuti a Gaza ideato da mesi, e di cui ne avevamo dato conto tra queste pagine digitali. Il piano, che viola i principi di imparzialità, neutralità, umanità e indipendenza, si è materializzato con alcune modifiche rispetto a quanto si vociferava da mesi sulla stampa internazionale.

Per avere accesso al cibo bisogna percorrere decine di chilometri e recarsi materialmente da militari (quelli privati, i "mercenari" sarebbero all'incirca un migliaio). Poi, si devono passare una serie di controlli, incluso il riconoscimento facciale. Infine, si dovrebbe riuscire a tornare indietro trasportando decine di chili di provviste (sufficienti per circa una settimana), con il rischio di essere attaccati per strada. Attualmente sono quattro i punti di distribuzione principali, un sistema diverso da quello più capillare ed efficiente dell'ONU che ne contava centinaia. Inoltre, il piano è insufficiente: dovrebbe sfamare circa 1 milione di persone, poco più della metà dei gazawi. Al danno si aggiunge la beffa, dato che tonnellate di altri aiuti sono bloccati nei camion al valico di Rafah a marcire. Non sembra casuale nemmeno la scelta del posizionamento dei quattro centri, tra il centro e il sud della Striscia di Gaza, dei veri e propri fortini militari: altro obiettivo israeliano, è quello di sfollare quante più persone dal nord, per ammassarle a sud.