5.5.26

PESTAGGI, TORTURE, TENTATI OMICIDI E... PRESERVATIVI!

LE CAMPAGNE MEDIATICHE PER NEUTRALIZZARE LA FLOTILLA

Spari ad altezza uomo, persone ricoverate a Creta con volti tumefatti e costole rotte, private dei medicinali salvavita, esposte alle intemperie e stipate in container su una galera galleggiante per circa 36 ore di calvario. Il tutto dopo che una delle 22 barche della Flotilla attaccate una settimana fa, la Tamtam, rischiava di affondare con l’equipaggio a bordo in mezzo a una tempesta. Il salvifico intervento della nave di supporto della ONG Open Arms ha scongiurato il peggio, perché per le autorità greche (presumibilmente non le uniche europee complici di quelle israeliane nell’operazione di pirateria inter-statale) il pericolo non c’era.

Questo è quello che emerge dalle testimonianze e dalle evidenze presentate dagli attivisti, e che è al centro di indagini delle procure di diversi paesi fin dalle precedenti missioni. Si indaga anche per tentato omicidio. Del resto, cosa ci si potrebbe aspettare da un esercito guidato da ricercati a livello internazionale, da chi ha raso al suolo e continua a sterminare la popolazione di Gaza, da chi continua a tormentare i palestinesi nel resto dei territori occupati insieme ai coloni paramilitari?! Cosa aspettarsi se i nostri governi, con sparute eccezioni come quello spagnolo, non muovono una foglia per mettere fine alle stratosferiche violazioni del diritto internazionale di uno stato canaglia, una potenza nucleare illegale che è anche peggio della Corea del Nord?!


In due di questi si vedono i volti tumefatti e tagliati da ferite vicino agli occhi di due anziani attivisti. In altri tre i titoli di articoli da “Il Riformista”, “Il Tempo”, “Nicola Porro”, e “Libero”. Rispettivamente titolano: “Flotilla, su nave profilattici e droga. Col blocco è fallita l’ennesima provocazione pro-Pal”; “Flotilla spiaggiata: ‘Israele ci ha sequestrato’. Ma a bordo droga, preservativi e capriole”; “La ‘Flotilla dei preservativi’ al servizio della propaganda di Hamas”; “Flotilla, profilattici e buste di droga: ecco la loro ‘paura per Gaza’”.
Le immagini degli attivisti picchiati a confronto con la narrativa israeliana ripresa acriticamente da alcune testate italiane.

Clicca o schiaccia con il dito l'immagine per ingrandirla

E intanto la stampa asservita ai neo-nazisti sionisti ascolta solo una proverbiale “campana”, ovvero quella di chi è al banco degli imputati per il “crimine dei crimini”, il genocidio. E insieme a loro una schiera di bot e leoni da tastiera che ripropongono acriticamente o con sadismo le veline del governo israeliano. O sono in malafede, oppure a questi “professionisti” della comunicazione manca una competenza basilare dell’informazione: ricercare e riportare quello che dicono più “fonti”.

Per la rubrica “Metamediale”, in cui si scandagliano le dinamiche mediatiche e di propaganda, analizziamo le campagne a mezzo stampa e a mezzo social contestuali al rapimento degli attivisti.


UN PAIO DI CAPRIOLE, UNA BUSTINA ACCARTOCCIATA, QUALCHE PRESERVATIVO E LE ACCUSE DI VIOLENZA SESSUALE A CARICO DI THIAGO AVILA

In due post X il ministero degli esteri israeliani mostra un video decina di attivisti mentre fanno delle capriole e altri giochi circensi su una nave israeliana, e le immagini di qualche preservativo sigillato e una busta con rimasugli di una polvere bianca che sarebbero stati ritrovati a bordo di una delle navi. Il ministero dice che gli attivisti si divertono e che preservativi e droga sono gli “aiuti umanitari trovati a bordo dell’operazione di marketing della flotilla”. Altri due utenti/inflencer riprendono le immagini facendo delle battute: non sono stati abusati o rapiti, “però sanno fare delle belle capriole”.
I post diffusi dal governo israeliano e alcuni di quelli che li riprendono.

Clicca o schiaccia con il dito l'immagine per ingrandirla

Al rapimento dei pirati israeliani del 29/04/2026 è seguita una tanto sapiente quanto “trash” campagna propagandistica, studiata per fare leva su quei settori attratti dalla retorica conservatrice dei criminali israeliani.

È stato il Jerusalem Post -testata israeliana tutt’altro che progressista- a descrivere la strategia adottata dal ministro degli esteri Gideon Sa'ar, mentre il sedicente esercito di banditi genocidiari si è limitato a fornire dei video.

In uno si vede una piccola bustina con dei rimasugli di una polvere bianca e dei preservativi sigillati che sarebbero stati ritrovati all'interno di una delle barche a vela. Nell’altro video, si vede una manciata di attivisti sul ponte di una nave israeliana, mentre alcuni si divertono facendo capriole e verticali, forse per smorzare la tensione. A poche ore dal sequestro il ministero degli esteri “dirama” due tweet dicendo che gli attivisti si stanno divertendo e che sono diretti in Israele: <<circa 175 attivisti da più di 20 barche della condom flotilla sono diretti pacificamente verso Israele. Nel video: gli attivisti si divertono a bordo del vascello israeliano>>.

Lo scopo era dipingere la missione come all’insegna di “sesso, droga e aiuti umanitari”. Una cosa che farebbe ridere se la vita di persone, non solo palestinesi, non fosse seriamente a rischio, oppure già seriamente compromessa.


In due post X il ministero degli esteri israeliani mostra un video decina di attivisti mentre fanno delle capriole e altri giochi circensi su una nave israeliana, e le immagini di qualche preservativo sigillato e una busta con rimasugli di una polvere bianca che sarebbero stati ritrovati a bordo di una delle navi. Il ministero dice che gli attivisti si divertono e che preservativi e droga sono gli “aiuti umanitari trovati a bordo dell’operazione di marketing della flotilla”.  In altri due screenshot i volti tumefatti e tagliati da ferite vicino agli occhi di due anziani attivisti. In un altro screenshot “Neveragainus” scrive sotto al video delle capriole: “I propagandisti della ‘Condom Flotilla” visti mentre si divertono e fanno capriole a bordo di una nave della marina israeliana”.
Le immagini degli attivisti picchiati a confronto con la narrativa israeliana.

Clicca o schiaccia con il dito l'immagine per ingrandirla
(traduzione nel testo alternativo)

Sopra l'immagine c'è la didascalia in inglese scritta dall'utente: “Divertente che questi scemi pensino di contare qualcosa”. È  una finta locandina cinematografica in stile retrò (anni '80), con un tono sadicamente satirico e generato con l’IA. Raffigura una scena marittima molto caotica.  Al centro naviga una piccola barca a vela stipata di persone che esultano e sventolano bandiere palestinesi. Sullo sfondo a sinistra, un elicottero cala in acqua dei soldati in tenuta tattica tramite delle funi. Sullo sfondo a destra, incombe una grande nave militare grigia con la bandiera israeliana sulla fiancata. Sopra di essa, fluttua il volto sorridente di un capitano di marina con occhiali da sole, pipa e binocolo. In primo piano a sinistra, un gommone nero con la scritta "Unità di intercettazione" trasporta agenti armati vestiti di nero. Il primissimo piano (al centro e a destra in basso) è dominato da una grande montagna galleggiante di preservativi colorati ancora nelle loro confezioni quadrate, mescolati a grossi panetti marroni (etichettati "Class A") e mucchietti di polvere bianca, a simboleggiare droga. Negli angoli inferiori, emergono i mezzibusti di tre personaggi sorridenti che guardano verso lo spettatore mostrando dei preservativi in mano: a sinistra una donna bionda in bikini rosso e un uomo dall'aria rozza con una bandana; a destra un uomo in camicia hawaiana sbottonata e occhiali da aviatore che fa il pollice in su. Di seguito la traduzione e la posizione delle varie scritte: Titolo principale (al centro a caratteri cubitali gialli e rossi): "CONDOM FLOTILLA" (Flottiglia dei preservativi). Testo sopra il titolo: Sono salpati per l'umanità... Sono stati fermati per contrabbando!. Testo sotto il titolo: Un viaggio di protezione. Un carico di domande. Scritta sulla vela della barca al centro: Aiuti, non armati. Scritta sullo scafo della barca: Libertà - dignità - scorte e preservativi. Testo in un bollino a destra: Ora in programmazione in un Mediterraneo vicino a te!. Testo su un cartello di legno a destra: Risultato dell'intercettazione: Principalmente droghe di Classe A, Preservativi, Droghe. Testo nella parte bassa: Sono venuti a portare speranza. Hanno portato protezione. Hanno lasciato un piccolo extra. Finti crediti del film (in un riquadro in basso): Con: Umanità - Solidarietà - Situazioni appiccicose. Apparizioni speciali di: Classe A - Logistica lubrificata - & Conseguenze impreviste. Riga finale in basso: Prossimamente su una costa vicino a te. Bollino in basso a destra: Basato su eventi reali – purtroppo. È presente anche un finto visto censura "PG-13".
Un poster sadicamente satirico di un finto film, generato con l'IA.

Clicca o schiaccia con il dito l'immagine per ingrandirla (traduzione nel testo alternativo)


A queste specifiche accuse sono arrivate le smentite dall’organizzazione della Global Sumud Flotilla. Dichiarano di avere delle regole molto precise, su cui sorveglia una Commissione Etica esterna alla missione: non si può fare sesso né avere droga e alcol a bordo. E se anche qualcuno avesse consumato sostanze o avesse commesso un “peccato di carne”, questa sarebbe materia su cui dovrebbero indagare le polizie civili o i preti nei confessionali (fate sesso sicuro e usate i preservativi!). Tantomeno sarebbe una valida scusa per attuare un rapimento in acque di pertinenza europea, o un pretesto per attaccare navi civili. Tra l’altro, alcune di queste imbarcazioni sono pure italiane, perciò questo è un altro attacco diretto e formale all’Italia e al territorio italiano (tali sono da considerarsi le barche che battono il tricolore), come avvenuto dopo i plurimi bombardamenti della scorsa missione. E i “patrioti” italiani al governo non riescono a fare nulla di più del proferire frasi di circostanza...

Nei giorni precedenti un’altra campagna aveva investito Thiago Avila, uno dei due attivisti che è stato portato dalle coste greche in Israele, dove è attualmente recluso. Alcuni collettivi e pagine Instagram, tra cui “Heart of Falastin”, avevano diffuso dei post (che attualmente sembrano rintracciabili solo su vari profili pro-Israele, tra cui quelli di Mossad Commentary, mentre il contenuto è stato rimosso da uno dei co-pubblicanti originali, “Palestine Reveals)

In questi post si accusava un anonimo membro della commissione direttiva della flottiglia: avrebbe commesso molestie sessuali abusando della sua posizione di potere in un clima di bullismo verso altre attiviste. Questi post venivano ripresi e corredati da un video generato con l’IA in cui si vedono gli “attori artificiali” baciarsi e ballare sensualmente prima di essere arrestati dalle IDF. I post vengono ripresi il 14/04/2026 da “Honest Reporting” (a livello editoriale sarebbe l’equivalente dell’italiano “Informazione Corretta”) e da varie testate.

Il 19/04/26 è ancora il Jerusalem Post a rivelare l'identità del membro del comitato direttivo: Thiago Avila. I collettivi pro-palestina, nei loro post, denunciavano il silenzio e la mancanza di indagini interne su queste gravissime accuse. Poi, le donne con cui si sarebbero verificati questi abusi hanno smentito pubblicamente queste voci, e sono state sentite dalla Commissione Etica della Flotilla che ha concluso: <<il caso è chiuso, al momento sono solo voci senza evidenze a supporto. Potrebbe essere riaperto qualora emergessero nuove evidenze>>.


Il primo è di “Mossad Commentary” su “X”. Parla di un supposto scandalo sessuale che avrebbe coinvolto la flottiglia ed è intitolato “Gaza Flotilla Sex Scandal Exposed”. Include le immagini di un post pubblicato e cancellato da “Heart of Falastin”, “Palestine Reveals” e un altro profilo. Nel post si accusava di molestie sessuali un membro del comitato direttivo della flotilla e si diceva “non ci importa cosa fa qualcuno nella sua vita privata... Ma farlo su una barca -mentre si va in una nazione che subisce genocidio- con volontari che sono sotto la tua autorità, in uno spazio dove attivisti dormono, mangiano e lavorano insieme è una chiara violazione di etica e potere”  Nel secondo screenshot l’account Instagram “Israellycool” riprende il post originale e alla fine allega un video generato con l’IA. Si vedono due giovani coppie (di cui una di uomini) mentre si baciano appassionatamente e una ragazza avvolta in una kefiah che balla muovendo sensualmente il sedere (twerk). Sullo sfondo altri “artificiali attori” che impersonano le IDF pronti a fare irruzione.
Il post di "Mossad Commentary" che riprende quello di "Heart of Falastin" insieme a un altro con un video generato dall'IA con allusioni sessuali.

Clicca o schiaccia con il dito l'immagine per ingrandirla (traduzione nel testo alternativo)


Nella scienza della comunicazione c’è una regola molto nota: per la maggior parte delle persone non conta quello che si dice “a freddo”, con prove alla mano, ma conta quello che si dice subito, “a caldo”. Il primo messaggio è quello che rimane impresso maggiormente nella coscienza collettiva, al di là del fatto che sia una fake-news propagandistica o che sia fondato.

I video delle capriole e dei preservativi hanno fatto subito il giro del mondo, i giornalisti più corrotti e/o faziosi, insieme agli influencer più compromessi con i nazi-fascisti del nostro tempo li hanno fatti girare insieme alle veline di un governo guidato da un ricercato internazionale. Invece, l’altro lato della storia, i pestaggi e le testimonianze degli attivisti con i volti tumefatti, le minacce di morte ai due attivisti attualmente detenuti illegalmente in Israele, tutto il resto è passato in secondo piano.


IL CAMBIO DI STRATEGIA, L’ACCUSA DI TERRORISMO E LA CRITICA COSTRUTTIVA DI FRANCESCA ALBANESE ALLA FLOTTIGLIA

Il Jerusalem Post descrive nel dettaglio il cambio di strategia mediatica e repressiva: <<la decisione di trasferire gli attivisti in Grecia, invece che in Israele con una prolungata detenzione nell’immediatezza dell’evento, aveva lo scopo di impedire la narrativa che gli organizzatori della flottiglia volevano attuare: attivisti stranieri di fronte a polizia israeliana, telecamere, procedimenti giudiziari, rendendoli le vittime nei titoli di tutto il mondo (...) è stata una mossa per disinnescare l’evento prima che si trasformasse in una nuova protesta politica (...) Il risultato, secondo fonti israeliane, è stata una quasi completa neutralizzazione della minaccia informativa in meno di 24 ore. ‘È stata una miniera per i media’, ha detto una fonte, ‘e questa volta siamo riusciti a spezzarla in tempo’>>. Ma forse non andrà tutto così liscio, perché le flottiglie si stanno riorganizzando insieme ai movimenti sociali.

Nel complesso non è niente di veramente nuovo: ci avevano già provato nelle precedenti missioni quando, per esempio, avevano ignobilmente infantilizzato Greta Thunberg riprendendola mentre le offrivano un panino e una bottiglietta d’acqua con il favore delle telecamere. Poi, nelle infami galere “nazioniste”, quei sadici l’hanno umiliata e torturata.

Tra queste pagine, in uno speciale dedicato alle ultime due missioni delle flottiglie, sono state mosse delle critiche verso alcuni aspetti che anche i militanti considerano controversi: si possono avere degli obiettivi in comune anche essendo lontani anni luce su specifiche questioni politiche e sociali.

Per esempio, si può essere in disaccordo con alcune delle visioni di Thiago Avila sulla resistenza libanese. Ma ce ne passa molto dal fare critiche politiche che possono essere più che legittime, al sequestrare e rapire qualcuno in acque di pertinenza europea, minacciarlo pure di morte e poi torturarlo (lo avrebbero potuto fare dopo, con il debole pretesto della vicinanza alle zone occupate illegalmente da Israele, ma volevano neutralizzare la “minaccia” mediatica prima ancora che si avvicinasse). 

E aspetti critici dell’ONG turca IHH, coinvolta nelle ultime missioni, sono stati evidenziati anche in altri articoli de “La Fanzina Generalista”. Molto probabilmente, le accuse di terrorismo nei confronti di Saif Abu Keshek, palestinese con cittadinanza spagnola detenuto insieme al brasiliano Avila, sono collegate anche alla ONG turca. Saif era presente anche in un documento che l’esercito di criminali diceva di aver magicamente ritrovato a Gaza, proprio pochi giorni prima della conclusione dell’ultima missione. Era l’ennesima patacca, un'altra bufala: in realtà quel documento era stato pubblicamente diffuso anni prima da un’associazione di palestinesi all’estero. E Saif è anche amministratore della società Cyber Neptun SL. Secondo lui la società serve per gli adempimenti legali necessari per far navigare molte delle barche della flottiglia. Secondo Israele è <<una società di facciata segretamente posseduta da Hamas>>. 

Va da sé che bisognerebbe prendere con le pinze queste pronunce contro diverse associazioni umanitarie e della società civile (flottiglie incluse). Tanto peggio se le accuse di uno stato terrorista servono a tacciare qualcuno di terrorismo, e magari a condannarlo morte in base alla nuova legge sulla pena di morte “differenziata”: impiccagione per i palestinesi considerati terroristi, e uno schiaffetto ai coloni illegali che uccidono i palestinesi con il supporto dell’esercito. Ci si può fidare ciecamente di chi spara letteralmente sulla Croce Rossa e ha vietato perfino alla Caritas di operare a Gaza perché favorirebbe il terrorismo?! Evidentemente sì per molti colleghi giornalisti e per tanti pecoroni che abboccano a queste campagne mediatiche da quattro soldi incentrate sul sesso, mentre ex-premier israeliani tramano nell’ombra con organizzatori di stupri seriali come Epstein.

Oltre alle bufale e alle fake-news dei criminali israeliani, ci sono altre critiche costruttive che si possono fare alle missioni. Francesca Albanese, insieme ad altri settori della società palestinese e delle varie flottiglie, si sono interrogati sull’utilità della missione: ha senso continuare a regalare barche ai sionisti e farsi torturare in questa maniera? O forse ha più senso provare a bloccare le navi con i container che trasportano risorse per il genocidio? Non è un caso che il 20/04/2026 alcune imbarcazioni della flottiglia abbiano disturbato e rallentato una nave porta-container, la “MSC Maya”, non lontano dalla Tunisia. E poi Vittorio Sergi, uno degli attivisti a bordo, ha dichiarato che la notte del 29/04/2026 stavano preparando un’azione simile contro la “ZIM Emerald”.

Tutte le critiche e le autocritiche sono fondamentali, ma prescindono dalle violazioni enormi che commette il governo israeliano. E anche se perfino alcunə attivistə a bordo hanno dei dubbi sull’attuale efficacia delle flotillas e sulla (im)possibilità di ripetere quanto avvenuto lo scorso autunno, adesso è il momento di stare dalla loro parte e incrementare le azioni di disobbedienza civile contro questi farabutti sadici che credono di essere i padroni del mondo. E anche contro chi li supporta direttamente con i traffici di armi, e indirettamente con la loro ignavia diplomatica.


Paolo Maria Addabbo


Tanti organi stampa dicono di essere obiettivi, e poi portano avanti un tipo di propaganda che offende qualunque logica, e lo fanno per la brama di potere...

Fanrivista è un media indipendente, schierato e imparziale: ci si può schierare con qualcuno o da qualche parte e, al tempo stesso, essere imparziali criticando quel qualcuno o quella parte a cui si è più vicini. Tutti hanno delle tendenze, e chi le nasconde dietro un manto di presunta obiettività lo fa quasi certamente per manipolarci (e magari manipolarsi).

Fanrivista usa il potere della ricerca delle verità per difendere chi ha meno potere, non per compiacere chi è offuscato dal desiderio di dominio. 

Ovviamente, è sempre più difficile fare giornalismo indipendente: devi combattere non solo con i potentati vari, con i fondi pubblici che vanno quasi sempre solo a grandi testate, ma devi combattere anche con i loro algoritmi per riuscire a veicolare certi contenuti, il tutto mentre cerchi di sopravvivere economicamente... Puoi sostenerci con una donazione (i link si trovano più sotto), oppure, se non ti avanzano nemmeno gli spicci per un caffè, seguici sui “social asociali” (i link si trovano sempre in fondo a ogni articolo). Oppure, meglio ancora, boicotta il più possibile i media e i social mainstream, non regalare a loro il tuo prezioso tempo e i tuoi fruttiferi dati, e connettiti con noi tramite il Fediverso, l’alternativa autogestita all’oligopolio comunicativo del complesso militare-industriale.

E se non ti piace “La Fanzina Generalista” non fa niente: non sprecare il tuo tempo con la propaganda, non perdere ore a scrollare reels all’infinito, incontrati con persone reali e fruisci di contenuti che ti arricchiscono davvero!

Nessun commento:

Posta un commento