LA CONFERENZA-STAMPA-PAGLIACCIATA
Farsesco l’ultimo dei rari incontri del governo con la stampa per presentare la manovra finanziaria. Solito il format senza seconda domanda dei cronisti, fondamentale per incalzare chi dice fandonie.
Mentre imperversano genocidi, crisi climatiche e rivolte, il 28/10 Meloni ha tirato fuori dal cappello una misura a sostegno del ‘ceto medio’ (quello ‘basso’ tanto è plebeo; piacerà alla madre cristiana il vocabolario imperiale): chi guadagna tra 50.001€ e 55.000€ (circa l’1% dei contribuenti) pagherebbe 10 punti Irpef in meno, adeguando l’aliquota allo scaglione che parte da 28.001€ (al 33%), oltre a estendere la flat tax a professionisti già abbienti fino a 100.000€.
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| Immagini dalla manifestazione partenopea per lo sciopero nazionale del 30/10 de Lo Skietto. |
Più del 90% della popolazione non riceverebbe alcun sostegno concreto: sono concrete le mancette tipo il bollo auto?! E il ‘voucher dentisti’ da 300€, superati i quali i più poveri degli over 75 dovranno aspettare mesi per scoprire un tumore gratis?! La ‘storia delle dentiere’ di Berlusconi la ricordiamo, signor Tajani... Quando i trapianti di capelli nelle cliniche degli amici sovvenzionati?
Il supporto va al ceto ‘medio-molto-alto’: un dipendente pubblico in media guadagna meno di 30.000€ l’anno, e i lavoratori dipendenti che guadagnano più di 50.000€ pagherebbero circa il doppio dei professionisti con 100.000€ annui.
Con gli interventi meno propagandistici a vantaggio di elettori della fascisteria e industria delle armi, va al diavolo la progressività delle imposte dell’art. 53 della Costituzione, che vale sempre, non solo ‘nei momenti di maggiore difficoltà’—come sostiene oscenamente Tajani.
Si prendono soldi dalle tasche dei precari per regalarli ‘a pioggia’ a delle imprese che avrebbero comunque assunto, si fanno sconti sulla plastica agli imprenditori, ulteriori favori alle paritarie, mentre si taglia su scuola e sanità—bisogna andare ‘oltre’ il pubblico, dice il ministro per cui ‘il diritto internazionale vale fino a un certo punto’.
Ma Meloni non è solo fuori dal tempo in senso figurato, lo è anche nei tempi verbali, sfidando la fantascienza di ‘Ritorno al futuro’—non quello ‘Nazionale Vannacci’, FNV.
