11.10.26

ECOCIDIO, GENOCIDIO E VIOLENZA SISTEMICA

GRETA THUNBERG E FRANCESCA ALBANESE A NAPOLI

‘Il governo italiano fascista è ancora complice del genocidio’, dichiara Greta Thunberg, aggiungendo che le élite conniventi con la distruzione di Gaza sono le stesse a fare affari a discapito dell’ambiente, oltre che con la costruzione dei CPR, ‘veri e propri campi di concentramento’.


Al centro Francesca Albanese e Greta Thunberg mentre si guardano negli occhi con affetto. Greta indossa una kefiah come mantello.


Le stesse che, nell’analisi di Emiliano Brancaccio, mescolano il sangue palestinese con il petrolio, che dovrebbe essere solo un’aggiunta alle fonti rinnovabili per la transizione ecologica, ma che resta fatalmente preponderante…

Oro nero che viaggia su rotte commerciali e finanziarie mediterranee, protette dal ‘gendarme-secondino’ dello stato israeliano, in un Mare Nostro sempre più ‘militarizzato e israelizzato’, come ricorda Giorgia Linardi di Sea Watch, che presenta un’immagine plastica dell’intreccio di oppressioni e di violenza sistemica: migranti aggrappati alla vita e a piattaforme di estrazione del prezioso bitume in mezzo al mare, mentre i soccorritori -organizzati dalla società civile e non dagli stati- sono detenuti e arrestati.

Violenze che si intrecciano a quelle delle persone queer e neurodivergenti, come argomentano Priscilla (nome d’arte di Mariano Gallo) e Federica Giusto (in arte Red Fryk Hey), influencers e attivistə che supportano la causa e le attività di Sanabel e del Centro Irada a Gaza.

Tutto ciò è possibile anche grazie alla progressiva distruzione del diritto, iniziata dopo l’11/09, come affermano Francesca Albanese e Luigi Daniele. Quest’ultimo aggiunge che la scongiurabile ‘apocalisse climatica delle necropolitiche élite fossili’ è una sorta di ‘genocidio incrementale globale’. Palestinesi e alleati del Centro Culturale Handala Ali rivendicano il diritto dei palestinesi di ricorrere a qualunque tipo di resistenza, stante anche il fallimento dell’ordine internazionale.


I relatori sono tutti seduti, tranne Red che è in piedi mentre parla al microfono. Sullo sfondo uno striscione bianco con la scritta "Marea Village" in azzurro. Di fianco il manifesta di Marea Festival, un'anguria stilizzata che fa da scafo per una barca a vela. Sulla destra il simbolo di Sanabel Gaza con delle spighe di grano e i colori della bandiera palestinese.


Nella sezione ‘live’ del canale YouTube di Fanrivista trovate la registrazione dell’incontro del 10/10/26 al festival ‘M.A.R.E.A’ di Napoli in un luogo significativo, una ex Base NATO, a cui hanno preso parte anche diversi collettivi locali per coordinare le mobilitazioni contro l’ascesa dei fascismi.




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