LE NARRAZIONI A
SENSO UNICO DEL MASSACRO DI NUSEIRAT ("OPERAZIONE ARNON" O
"SEMI D'ESTATE")
L'UNICA CHANCE DI NETANYAHU È LA PULIZIA ETNICA "DAL FIUME AL MARE" E RI-COLONIZZARE GAZA
Al campo profughi di Nuseirat l'8
Giugno, a tre giorni di distanza dall'ennesimo bombardamento di una
struttura dell'UNRWA nella stessa zona, sono stati liberati 4 ostaggi di Hamas in un
sanguinoso raid di due ore. L'esercito israeliano, con il supporto
anglo-americano, ha causato almeno 274 morti palestinesi
nell'operazione di salvataggio che è diventata un massacro (il
secondo di questo tipo).
Mentre ci fanno vedere le immagini e le
storie degli ostaggi che si trovavano al rave "Supernova",
il prossimo imputato per crimini di guerra Netanyahu che li va a
salutare con il favore delle telecamere, l'euforia manifestata per il loro ritorno, non si tiene conto del fatto che la salvezza di quattro persone è costata la morte e il ferimento di un altro migliaio.
Ciò conferma che una vita palestinese vale molto meno di quella di
un israeliano, che i primi non sono completamente umani, che andrebbe
bene sterminare l'intera popolazione di Gaza per salvare tutti gli
ostaggi.
Si vedono i video
dell'arrivo degli elicotteri e di Noa Argamani , definita "simbolo"
del 7 Ottobre, ma su principali giornali e televisioni raramente hanno fatto vedere le devastazioni inflitte per l'"eroica"
operazione.
Intanto la ONG
Euro-Med Monitor denuncia che l'operazione ha violato svariati
aspetti del diritto umanitario internazionale e chiede indagini per capire se
gli USA hanno contribuito non solo fornendo intelligence, ma anche
supporto logistico, tramite il molo temporaneo che dovrebbe servire
solo a trasportare aiuti umanitari (e che, strana coincidenza, per
alcuni giorni non ha funzionato).
Oltre a
ricostruire nella maniera più approfondita possibile la dinamica
degli eventi analizziamo anche la narrazione della stampa mainstream
e le implicazioni giuridiche dell'azione militare.
La principale
"scusante" per un costo di vite civili e di distruzione così
alto risiederebbe nel fatto che Hamas si "mimetizza" tra la
gente e usa la popolazione civile come "scudi umani": ciò,
dal punto di vista del diritto internazionale (oltre che da quello
morale, secondo l'opinione di chi scrive) non giustifica
assolutamente questo genere di attacchi e la furia
vendicativa-genocida. Si sta conducendo una guerra iper-tecnologica
seguendo delle regole medioevali (con un uso massiccio delle più
economiche e devastanti "bombe stupide"). Siamo tornati
indietro di secoli in quanto a conquiste giuridiche, si stanno
stabilendo dei pericolosissimi standard, ancora più mortiferi di
quelli a cui ci eravamo "comodamente" abituati, ed è in
pericolo l'intera umanità.
Dopo aver parlato di questi aspetti, nella seconda parte di questo post si trova un editoriale "incollato" all'articolo di cronaca: ricordiamo che anche Israele tiene in ostaggio migliaia
di prigionieri in un sistema di apartheid giudiziario, e parliamo degli infausti scenari politici che dovrebbero portare a un cessate
il fuoco, ostacolato dalla "vera" e confusa strategia di
Netanyahu, più che da quella di Hamas, che probabilmente ripone le
sue speranze in un intervento "divino" e che avrebbe
comunque accettato, da tempo, le condizioni che USA e Israele dicono
che continua a rifiutare.
La strategia di chi crede nella libertà
per tuttə, dal fiume al mare, dovrebbe essere un'altra: cercare
verità, giustizia, far assumere a ognuno le sue responsabilità,
unire le forze di quelle persone che hanno subito le conseguenza
della guerra e che, nonostante ciò, hanno il coraggio di non volerla continuare.